I film dell’anno 2019-2020

Il tradizionale appuntamento con i migliori film della stagione, quest’anno ha dovuto subire le ristrettezze del lockdown, la rarefazione della distribuzione tradizionale e la presenza di molti più film, che arrivano dalle piattaforme streaming.

In ogni caso, la classifica è ricca di talenti e di film da rivedere o riscoprire.

Il film dell’anno è indubbiamente quello che è riuscito a mettere d’accordo un po’ tutti, fin dalla fortunatissima prima proiezione al Festival di Cannes dell’anno passato: Parasite di Bong Joon-ho è la consacrazione di un autore maturo, che dopo un paio di prove discutibili a Hollywood, è tornato nel suo paese, per raccontare una storia capace parlare a tutti, grazie ad un impianto narrativo sublime e ad un’ironia feroce, che ribalta ogni stereotipo.

Ma non è l’unico film coreano sul podio, perchè al terzo posto troviamo l’altrettanto sensazionale Burning di Lee Chang-dong, tratto da un racconto di Murakami. Un triangolo imperfetto, che affonda le sue radici nel mistero, nella lotta di classe, nella vendetta. Un ritratto amarissimo della gioventù, tra città e campagna.

Il successo di Parasite è anche il giusto riconoscimento a quel New Korean Cinema, che negli ultimi vent’anni ha saputo utilizzare tutto lo spettro narrativo, per indagare la complessità morale del nostro mondo. Stanze di Cinema si è spesso occupato dei lavori di Kim Ki-duk, Park Chan-wook, Lee Chang-dong, Kim Jee-woon, Hong Sang-so, Yeon Sang-ho, Na Hong-jin, anche prima che arrivassero nel nostro paese.

L’uscita nelle sale di Memorie di un assassino, il secondo meraviglioso film di Bong del 2003 – che abbiamo volutamente escluso dalla nostra classifica, perchè sia pure solo in homevideo, era già stato distribuito molti anni fa – è il coronamento di una stagione segnata da una tardiva riscoperta italiana. Speriamo non sia solo un’infatuazione passeggera.

Peraltro se volete riscoprire tutti i film di Bong Joon-ho gli abbiamo dedicato uno speciale a marzo, che potere recuperare qui.

Al secondo posto troviamo invece The Irishman di Martin Scorsese, romanzo fiume, che incrocia la contro-storia del Novecento americano a quella di un gruppo di gangsters di Philadelphia. Il protagonista è un killer, un esecutore, un uomo silenzioso, che sopravviverà a tutti.

Dell’epopea criminale che ha fatto grande il cinema di Scorsese, fin dai teppisti di strada di Mean Streets, non resta che una porta socchiusa, il peso dei rimorsi e la solitudine di una vita violenta, che non trova neppure il conforto del pentimento.

Al quarto e quinto posto due bellissimi ritratti di donne. La ragazza d’autunno del prodigioso talento russo Kantemir Balagov e La vita invisibile di Euridice Gusmao di Karim Ainouz: due delle più belle sorprese della stagione. Arrivano entrambi dal festival di Cannes, da Un Certain Regard.

Il primo è ambientato a San Pietroburgo, subito dopo la fine dell’assedio, quando due donne cercano di ricominciare a vivere, nonostante gli orrori della guerra.

Il secondo invece è il viaggio parallelo di due sorelle, nel Brasile degli anni ’60, tra emancipazione, solitudine, famiglie patriarcali.

Uscito in extremis a fine luglio, ma già segnalato tra gli inediti l’anno scorso, Un lungo viaggio nella notte del giovanissimo cinese Bi Gan, esponente di punta dell’ottava generazione, è un piccolo capolavoro diviso a metà: la prima parte è un melò tra gangsters e femme fatale, scomposto e frammentato. a metà il regista ci invita ad inforcare gli occhiali 3D per un viaggio allucinato nella notte, in un unico piano sequenza stereoscopico, che resta una delle esperienze totali, più incredibili del cinema dell’ultimo decennio.

Seguono due film americani discussi e controversi: C’era una volta a… Hollywood di Tarantino, che riscrive, a suo modo, la storia della strage di Cielo Drive dell’agosto 1969, attraverso le avventure di un attore di serial tv e del suo stuntman e Joker di Todd Phillips, reinvenzione cinematografica delle origini della nemesi di Batman e omaggio dichiarato al cinema di Martin Scorsese e alla New York degli anni ’70.

L’unico film italiano in top ten è il bellissimo e crudele Favolacce dei fratelli D’Innocenzo, una storia di bambini troppo grandi e di adulti troppo piccoli, in una periferia romana, che sembra fuori dal tempo e dallo spazio.

Un film che non assomiglia a nessun altro e che forse condivide con il solo Matteo Garrone l’idea che sia proprio una favola a poter raccontare il presente italiano.

Al decimo posto troviamo Diamanti grezzi dei fratelli Safdie, uscito solo su Netflix, con un Adam Sandler sensazionale, ripugnante, grandioso, meschino. Un orafo ebreo e newyorkese, che si gioca la vita per una scommessa d’azzardo. Un film originalissimo, disturbante, figlio della libertà formale della Hollywood impressionista degli anni ’70.

Come sempre chiudiamo con gli inediti della stagione: The Assistant di Kitty Green è il racconto di una lunga giornata di lavoro di una giovane assistente, negli uffici di un produttore tirannico e sessuomane. Qualsiasi riferimento ad Harvey Weinstein sembra intenzionale.

Altrettanto interessante è Bad Education, uscito direttamente su HBO negli Stati Uniti, con un Hugh Jackman da premi, nei panni di un superintendent scolastico dalla doppia vita e dalla doppia morale.

Sempre dal punto di vista femminile, vi abbiamo parlato di Swallow, del debuttante Carlo Mirabella-Davis, su una donna costretta in una prigione dorata, che comincia ad inghiottire oggetti sempre più pericolosi.

Da Berlino arrivano invece Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che uscirà in agosto con un Elio Germano sensazionale nei panni di Ligabue, e l’apprezzatissimo ritratto americano di Never Rarely Sometimes Always.

The Souvenir di Joanna Hogg, che avrà presto un sequel, arriva addirittura da Berlino 2019 ed è stato accolto da reazioni molto positive, soprattutto negli States e in Inghilterra.

Da Venezia 2019 arrivano invece il bellissimo Madre di Rodrigo Sorogoyen, che espande un suo fortunato cortometraggio, raccontando il dolore di una madre, che non si rassegna alla scomparsa di un figlio, Corpus Christi di Jan Komasa, candidato all’Oscar per il miglior film straniero, su un giovane teppista, che si finge prete, in una comunità distrutta dal dolore, per un tragico incidente d’auto e la divertentissima commedia Un divano a Tunisi di Manele Labidi, con Goshifteh Farahani, che rientra in patria, dopo aver studiato all’estero psicologia e si trova alle prese con una realtà con cui non riesce più a relazionarsi.

Era stato premiato a Cannes invece Roubaix, une lumiére di Arnaud Desplechin, ritratto minimalista e in punta di penna di una città perduta e delle sue notti insonni. Un’indagine criminale condurrà il commissario Daud, interpretato da Roschdy Zem, a scoprire una miseria più grande di quella immaginata.

Sempre da Cannes vi segnaliamo il vitalistico e travolgente And Then We Danced di Levi Akin.

Infine è rimasto inedito anche La vita nascosta di Terrence Malick, che avrebbe dovuto uscire in primavera e che racconta la storia vera di un giovane austriaco, obiettore di coscienza, durante la Seconda Guerra Mondiale.

E anche per quest’anno è tutto.

Seguite i link alle nostre recensioni e fateci sapere quali sono i vostri preferiti:

      1. Parasite
      2. The Irishman
      3. Burning – L’amore brucia
      4. La ragazza d’autunno
      5. La vita invisibile di Euridice Gusmao
      6. Un lungo viaggio nella notte
      7. C’era una volta a… Hollywood
      8. Joker
      9. Favolacce
      10. Diamanti grezzi
      11. Il lago delle oche selvatiche
      12. L’uomo invisibile
      13. Ema
      14. I miserabili
      15. Un giorno di pioggia a New York
      16. L’ufficiale e la spia
      17. Richard Jewell
      18. A Sun
      19. Ritratto della giovane in fiamme
      20. Martin Eden
      21. Cena con delitto – Knives Out
      22. The Vast of Night – L’immensità della notte
      23. Made in USA – Una fabbrica in Ohio
      24. Diego Maradona
      25. Queen & Slim
      26. The Report
      27. Cattive acque
      28. La rivincita delle sfigate – Booksmart
      29. Honey Boy
      30. Mademoiselle
      31. The Rider