Cannes 2019. And then we danced

And then we danced ***1/2

Le parole rovinano tutto. Il segreto alla base delle interazioni umane è che capirsi a pieno è impossibile. Ognuno di noi è un universo impazzito a sé stante, costantemente bombardato di stimoli che ne mutano la fisionomia prima che ci sia il tempo di farsi una vaga idea dei suoi contorni. Fortunatamente, noi umani abbiamo unito le forze, ci siamo stretti a coorte e abbiamo trovato modi alternativi di comunicare quel che ci passa per la testa.

Dei vari ed eventuali, And Then We Danced di Levi Akin, presentato alla Quinzaine des Realizateurs, si concentra sulla danza. Merab (Levan Gelbakhiani) studia balli tradizionali al Georgian National Ensemble. L’arrivo del nuovo studente Irakli (Bachi Valishvili) sconvolge le sue giornate. Il ragazzo diventa suo rivale e mette in dubbio le sue convinzioni più profonde.

Come Call Me By Your Name, questo è un film fatto per chi, almeno una volta, è stato innamorato. Il potere supremo delle opere d’arte consiste nel trasformare in universali dei miracoli che credevamo di essere i soli a comprendere. And Then We Danced è costellato di questi attimi di umanità pura, gesti impercettibili carichi di una violenza muta e inaudita. Osservare il consumarsi del primo amore di due sconosciuti su grande schermo garantisce la scarica di adrenalina tipica di quando ci si appropria di qualcosa che appartiene a qualcun altro, ma al tempo stesso permette di rivedere sé stessi, ripensare a quando ancora si era ingenui e intatti, ai tempi in cui ci si dava completamente, incoscienti, senza avere paura di bruciarsi.

Ogni fotogramma emana il fascino magnetico della catastrofe naturale, minuto per minuto impariamo ad ascoltare i silenzi di Merab, osserviamo ammirati la rivoluzione che ribolle sotto la superficie fino a scoppiare nel ballo che dà inizio alla sua rinascita.

Le interpretazioni profondamente intelligenti degli attori, una sana dose di realismo da pugno in faccia e lo sforzo di caratterizzare a tutto tondo anche i personaggi secondari danno ulteriore forza propulsiva a questo coming of age movie da manuale.

Commovente, una vera perla.

 

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