The Rider

The Rider **1/2

Il secondo film della trentenne cinese Chloé Zhao, laureata in film production alla prestigiosa Tisch School of the Arts della New York University, nasce da un incontro avvenuto sul set del suo esordio, Songs My Brothers Taught Me, ambientato in una riserva indiana del Sud Dakota.

Qui Zhao conosce un cowboy, Brady, che vive la sua vita otto secondi alla volta, esibendosi nei rodeo.

Brady è un rider: cavalca, addestra, ama i cavalli. Sono tutta la sua vita.

La sua piccola famiglia è ridotta ad un padre giocatore sfortunato e una sorella amatissima, Lilly, autistica.

Quando però una rovinosa caduta gli provoca danni irreparabili, curati con una placca sul cranio e una prescrizione di riposo assoluto, Brady vede la sua missione sfumare a poco a poco, così come quella del suo migliore amico, un altro cowboy, Lane, rimasto paralizzato e incapace di esprimersi.

Il ritratto che la Zhao dipinge di Brady è un piccolo manifesto minimalista, un character study, in cui le parole sono ridotte all’essenziale. Quello che conta è questo senso di disfatta, che aleggia su tutti i protagonisti, sopravvissuti ad un destino avverso, abitanti di una terra meravigliosa e aspra, che nulla concede.

Il piccolo microcosmo di provincia in cui si muove Brady vive nel mito del cowboy, del rapporto tra uomo e natura, mediato attraverso la bellezza selvaggia dell’animale.

E’ una realtà che sembra fuori dal tempo e dallo spazio, ferma a Thoreau e alla sua filosofia. Per Brady tuttavia ritornare a cavalcare è molto più di un obiettivo di guarigione, è una ragione di vita, l’unico modo che conosce di stare al mondo.

Quando comprende che non sarà possibile, cerca con ogni mezzo di negare una realtà che non riesce più a interpretare.

Presentato alla Quinzaine nel maggio 2017, dove ha vinto l’Art Cinema Award, la lunghissima cavalcata di The Rider si prolungata nel corso dell’ultimo anno e mezzo, passando dal Sundance, dagli Independent Spirit Awards, fino ai premi di fine stagione.

Il film è interpretato da Brady, dalla sua famiglia e dai suoi amici, tutti attori non professionisti, diretti dalla Zhao con una bravura sorprendente, in quel luogo di confine in cui realtà e rappresentazione si fondono.

Nel frattempo la Zhao è stata coinvolta da Amazon per dirigere la biografia di Bass Reeves, il primo U.S. Marshall di colore e dalla Marvel, che le ha affidato il compito impari di portare sullo schermo gli Eternals di Jack Kirby.

E’ ancora inedito in Italia.

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