The Vast of Night – L’immensità della notte

The Vast of Night – L’immensità della notte ***

Apparso come un oggetto non identificato, all’interno della grande offerta di Amazon Prime, The Vast of Night, acquistato dalla piattaforma a gennaio 2019 e lanciato a maggio 2020 nei drive-in americani e in streaming, segna il debutto di Andrew Patterson, proiezionista in gioventù e poi regista di video e commercials per gli Oklahoma City Thunder.

Il film, scritto con lo pseudonimo di James Montague, assieme a Craig W. Sanger, interamente autoprodotto da Patterson con i suoi guadagni e girato in poco più di tre settimane, a fine estate 2016, a Whitney, Texas, è un piccolo gioiello di fantascienza retrò.

Comincia infatti sullo schermo di un televisore avveniristico degli anni ’50, come una puntata della serie televisiva Paradox Theatre, una sorta di Twilight Zone ante litteram, e racconta la storia di una giovanissima sedicenne, la centralinista Fay Crocker e di un deejay radiofonico, Everett, in un piccolo paese del New Mexico, Cayuga.

E’ la sera della prima partita di basket della squadra della high school locale e tutta la cittadina si è accalcata sulle gradinate della palestra.

Uno strana tensione sulla linea della corrente, costringe Everett a raggiungere il campo, per cercare di risolvere il guasto, che potrebbe compromettere la registrazione della radiocronaca della partita.

Qui incontra Fay, che ha appena acquistato un registratore portatile e vuole da lui qualche consiglio su come farlo funzionare.

I due saranno tra i pochissimi a non seguire la partita: lui impegnato in radio, lei a smistare le chiamate.

Solo che uno strano suono nell’aria agita la notte di Cayuga: il misterioso BIlly, un ex soldato, telefona in radio raccontando di averlo già sentito durante un esperimento militare top secret e un’anziana signora del paese, Mabel Blanche, continuerà lo stesso racconto, fino a spingere i due protagonisti a guardare verso il cielo, vincendo la propria diffidenza.

Il piccolo film di Patterson si affida alla fantascienza umanistica e morale di Rod Serling, filtrata dalla lezione spielberghiana degli anni ’70 e da suggestioni più decisamente moderne, che abbracciano Richard Kelly e Christopher Nolan, tra gli altri.

Con un budget ridottissimo, attori completamente sconosciuti, ma assolutamente indovinati e una sceneggiatura che non perde un colpo e vibra di tensione, per tutti i suoi novanta minuti, il regista costruisce un racconto maturo, ambizioso, capace di conservare una sua originalità di messa in scena, sia pure sfruttando temi e situazioni, che il cinema ha evocato molte volte.

Lo fa nel modo giusto, lasciando che nell’incredulità razionale si faccia strada lentamente l’elemento sovrannaturale. La sua regia è un piccolo gioiello di economia di mezzi, assecondando il carattere e l’indole dei suoi personaggi. Memorabile il lungo piano sequenza che alla fine del primo atto, ci trasporta con un carrello impossibile, dal centralino telefonico di Fay, attraverso l’intero paese deserto, quindi in palestra, tra la folla dei tifosi, che circonda e supera, fino a raggiungere la radio di Everett, significativamente chiamata WOTW (War of the worlds?).

Non meno formidabile è la lunga telefonata di Billy in radio, che il regista gira senza mai un controcampo, lasciando quella voce senza volto, come un grido nella notte.

Patterson dice di essersi ispirato a Tutti gli uomini del presidente e Zodiac, per studiare quella radicalità di sguardo e quella pazienza nell’orchestrare uno score sonoro, che spesso diventa più importante delle stesse immagini.

Non a caso i due protagonisti lavorano con la voce: uno in radio e l’altro al centralino.

Tutto interamente notturno, capace di rispettare le tre unità aristoteliche, Patterson si concede anche qualche effetto finale low fi, come si conviene ad film che lavora su un immaginario degli anni ’50.

Allo Slamdance Festival del 2019, dove è infine stato presentato, dopo addirittura diciotto miopi rifiuti, da parte di altri festival più importanti, il regista si è fatto notare da Steven Soderbergh, che lì presentava High Flying Bird, diventandone amico e confidente,

Patterson ha impressionato Soderbergh – e non solo lui – per la capacità di tenere assieme le tre qualità di un buon regista, ovvero la capacità narrative e di scrittura drammatica, la cura nel dirigere gli attori e infine lo stile.

The Vast of Night mostra una grande sapienza nella gestione del ritmo interno: nella prima parte, girata tutta in steadycam, il film è tutto un fuoco d’artificio di dialoghi in overlapping, come nelle migliori commedie di Linklater, quindi poi accelera con quel piano sequenza magistrale e incredibile, e rallenta il suo passo muovendosi nei due spazi lavorativi dei protagonisti. Il film si ferma con la lunga telefonata di Billy e l’incontro con la Sig.ra Blanche, per poi riprendere con i due personaggi principali, a condividere di nuovo gli stessi spazi di scena, sino all’enigmatico finale.

I due occhialuti attori protagonisti, Sierra McCormick e Jack Horowitz, meritano una menzione d’onore, perchè senza di loro il soufflè di Patterson si sarebbe sgonfiato miseramente. La loro notevole ed evidente trasformazione fisica, sconta anche il fatto che sono passati quasi quattro anni dalle riprese.

Se per la scrittura Patterson ha scelto uno pseudonimo, ritrosia e modestia gli hanno suggerito addirittura di saltare integralmente l’indicazione del regista nei titoli: “I’m the one typing the credits in. I’m literally the one typing with my own fingers. And it felt pretentious for some reason to write “directed by Andrew Patterson.”

Come il maestro Soderbergh insegna, mai restare senza qualcosa su cui lavorare: Patterson in attesa degli effetti di The Vast of Night ha già completato le riprese del suo secondo film, un revenge thriller, ancora senza titolo, ambientato nell’industria del miele.

La prova del nove dell’opera seconda arriverà molto presto.

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.