I film dell’anno 2017-2018

Nono appuntamento con i film dell’anno di Stanze di Cinema, tradizionalmente posti alla fine della stagione cinematografica italiana nel corso del mese di luglio.

Fin dal suo esordio, questo sito ha ragionato se scegliere i migliori per anno solare, come accade un po’ dovunque nel mondo o rispettando la scansione italiana (agosto-luglio).

Mai come quest’anno, le buone intenzioni però hanno lasciato il passo all’ipocrisia: almeno dagli ’80 si continua a ripetere incessantemente che l’eccezione nazionale – che prevede lunghe vacanze dello spettacolo in sala, in coincidenza con la pausa estiva delle scuole – debba essere superata in favore di una distribuzione omogenea lungo i dodici mesi.

E qualche timido tentativo è stato fatto, in passato, per allungare la stagione. Ma quest’anno quello che ci siamo ritrovati, dopo la fine del mese di maggio è sostanzialmente un solo grande film, il sequel di Jurassic World, peraltro orrendo e capace di incassare comunque quasi 10 milioni di euro, mentre dagli Stati Uniti ci arriva l’eco dei successi de Gli Incredibili 2, di Ocean’s 8 e si annunciano Ant-Man & the Wasp, The Equalizer 2 e un epocale Mission: Impossible Fallout. Persino Soldado, il sequel di Sicario diretto dal nostro Stefano Sollima, arriverà in Italia solo il 18 ottobre, affollando inutilmente il calendario autunnale.

Non stiamo parlando di film d’essai, di difficile appeal per il pubblico, ma di blockbuster e sequel, per lo più, perfetti per animare le sere d’estate.

Nel frattempo il nostro box office ovviamente va a picco (-50% la seconda settimana di luglio, rispetto al 2017) e noi ci ritroviamo a dover fare i conti con il desiderio di cambiare periodo di riferimento e la triste realtà della persistenza di una stagione italiana, che fatalmente comincia a fine agosto e si conclude a metà giugno al massimo.

Su tutto questo incombe, sempre più inquietante, l’onda lunga di Netflix, che ha perso miseramente il nuovo braccio di ferro con il Festival di Cannes e che nega i suoi film ai festival minori del territorio, continuando la sua guerra alla sala e ad una visione condivisa.

I film prodotti dal gigante di Reed Hastings sono stati complessivamente disastrosi: dal falsissimo polpettone Mudbound fino al kolossal Bright, passando per superflop dolorosi come War Machine. L’unico film interessante distribuito da Netflix nel corso della stagione è stato un acquisto last minute, ovvero Annientamento di Alex Garland, prodotto da Paramount e Skydance e poi ceduto, per paura che non incassasse abbastanza in sala.

E’ stata la stagione del #metoo naturalmente, che era partita con le accuse di violenze e molestie perpetrate negli anni da Harvey Weinstein e con la serietà documentata del reportage del New York Times, per poi subito essere strumentalizzata da molte, troppe parti: da una campagna conservatrice, sessuofoba, moralista e puritana; da una stampa scandalistica affamata di visibilità, pronta a dar credito a qualunque denuncia tardiva e inconsistente; infine da interventi che hanno cercato di minimizzarne, un po’ goffamente, la portata culturale.

Siccome non siamo amanti del clickbait e qui raccontiamo il cinema e non il gossip, abbiamo evitato di inseguire polemiche, accuse, repliche e rivendicazioni.

Vi abbiamo invece dato due grandi novità: una rubrica settimanale completamente nuova, Dark Mirrors, che vi ha raccontato le serie migliori della stagione e la trasmissione radio di Stanze di Cinema, che per trentacinque settimane, vi ha accompagnato anche con i suoi podcast, tra i film in uscita, le news, le colonne sonore.

E ora veniamo finalmente alla nostra classifica, che vede in testa proprio due film capaci di raccontare i rapporti tra uomini e donne, con straordinaria originalità e verità, imponendosi grazie alla forza del loro sguardo, della loro idea di cinema.

Abdel Kechiche con il suo Mektoub, my love – Canto Uno ha travolto la Mostra di Venezia, segnando una spaccatura netta tra la jeune critique che l’ha adottato ed esaltato e l’establishment, più sospettoso e distaccato, rispetto al suo vitalistico ritratto generazionale.

Noi speriamo di ritrovare il Canto Due a Venezia, nel prossimo mese di settembre: della storia di Amin e Ophelie vogliamo sapere di più.

Con Kechiche c’è Paul Thomas Anderson con Il filo nascosto, che spiazza tutti ancora una volta, raccontando una storia d’amore e ossessione nella Londra degli anni ’50, chiudendola nella stretta maison di un grande sarto, irascibile e dittatoriale.

Sul terzo gradino del podio c’è Nolan con il suo Dunkirk, uscito a fine agosto: 100 minuti per raccontare la grande fuga dall’esercito inglese dalle spiagge francesi all’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Quella ritirata fu decisiva per salvare gli uomini e rinsaldare lo spirito di un’intera nazione. Nolan lo racconta da terra, per mare e nel cielo, con tre diversi tempi narrativi, che si incontrano e si scontrano. Per alcuni troppo freddo, cerebrale, patriottico: per noi un film di assoluta, straordinaria perfezione formale, scevro da retorica e sentimentalismo.

Appena sotto il podio, tre film amatissimi: Tre manifesti a Ebbing, Missouri di McDonagh, un capolavoro di scrittura e tempi narrativi, con una Frances McDormand insuperabile e un ambiguo, odioso Sam Rockwell.

Quindi il russo Loveless di Zvyagintsev, una delle voci più forti del cinema europeo, qui alle prese con una famiglia dilaniata dal proprio egoismo. Per qualcuno il suo cinema è troppo ricco di simboli, troppo esplicito nel suggerire letture metaforiche.

A noi sembra invece l’unico grande erede del cinema morale di Kieslowski e ce lo teniamo stretto.

Sesto posto per Luca Guadagnino con Chiamami col tuo nome: sorpresa indie dell’anno, capace di unire il mondo poetico di James Ivory, con la passione bertolucciana del regista italiano.

Abbiamo amato moltissimo anche il cileno Una donna fantastica, presentato a Berlino 2017 e poi arrivato in sala solo a settembre: un melò identitario degno del miglior Almodovar, che ha vinto meritatamente l’Oscar per il miglior film straniero, consacrando il suo autore ed aprendogli nuove strade anche nel cinema americano, dove il suo nuovissimo Disobedience è già arrivato e dove approderà anche il remake di Gloria.

All’ottavo posto A Beautiful Day di Lynne Ramsay, che avevamo visto a Cannes l’anno scorso e che ha debuttato in Italia al Noir in Festival a dicembre: un film di solitudini e di martelli, con un antieroe pesto e gonfio, a cui Joaquin Phoenix regala tutta la sua malinconia.

Chiudono la top ten due film italiani, Dogman e A Ciambra, due film che raccontano un paese lontanissimo dallo stereotipo romano. Il villaggio Coppola come la Calabria di Gioia Tauro, sono così terre di confine, antri fiabeschi e allucinati dove vivono i protagonisti dei due film, che cercano un modo per sopravvivere e affermare la propria identità.

Due grandi film, scomodi, generosi, da non perdere. Un po’ come Loro di Paolo Sorrentino, a cui non ha giovato la divisione in due parti e di cui attendiamo la versione unica, che sarà lanciata a settembre in tutto il mondo.

La nostra classifica si chiudeva di solito con i film non usciti nelle sale italiane, gli inediti che avrebbero meritato una riscoperta. Tuttavia con una distribuzione che è ormai arriva a coprire ben oltre 500 titoli stagionali, ci rimane ben poco da scoprire.

Vi segnaliamo invece due documentari meravigliosi: Visages Villages di Agnes Varda, decisamente uno dei migliori film della stagione, così come Ex Libris di Wiseman. Recuperateli al più presto.

Questi sono i nostri migliori. Seguite i link alle nostre recensioni e fateci sapere quali sono i vostri preferiti:

  1. Mektoub, My Love – Canto Uno
  2. Il filo nascosto
  3. Dunkirk
  4. Tre manifesti a Ebbing Missouri
  5. Loveless
  6. Chiamami col tuo nome
  7. Una donna fantastica
  8. A Beautiful Day
  9. Dogman
  10. A ciambra
  11. Loro
  12. La truffa dei Logan
  13. Blade Runner 2049/Avengers: Infinity War
  14. Hereditary
  15. Corpo e anima
  16. Un sogno chiamato Florida / Estate 1993
  17. La casa sul mare
  18. The Post/Ready Player One
  19. Omicidio al Cairo
  20. Morto Stalin se ne fa un altro/Il giovane Karl Marx
  21. I segreti di Wind River
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