Venezia 2017. La Villa

La Villa ***

Il cinema corale e resistente di Robert Guediguian arriva al concorso di Venezia 74 con un’amara riflessione sul tempo e sull’eredità.

Accompagnato dagli attori di sempre, Ascaride, Daroussin, Meylan impegnati ad interpretare i tre figli di un vecchio sognatore, il Ken Loach di Marsiglia allestisce un ritratto nostalgico e malinconico tutto ambientato in una piccola insenatura affacciata sul mar mediterraneo.

L’anziano proprietario della villa che domina il piccolo porticciolo ha appena avuto un ictus. Al suo capezzale si radunano i figli: il più grande è rimasto lì, per continuare a lavorare nella piccola brasserie del paese, quello di mezzo è stato un sindacalista, ma dopo tante lotte è andato in pensione e progetta di scrivere un libro sui suoi anni formidabili, mentre si accompagna ad una donna troppo giovane.

La figli più piccola è una grande attrice di teatro, che ha perso la propria unica figlia proprio alla villa, molti anni prima.

Nello stesso borgo vive un’anziana coppia: quando l’affitto diventa insostenibile sono costretti ad accettare l’aiuto del figlio, che lavora nel campo farmaceutico.

Nel frattempo in paese arriva l’esercito perché un barcone di rifugiati è appena stato avvistato in mare e dei bambini potrebbero essere sfuggiti ai controlli.

Il film di Guediguian lavora sul tempo, quello perduto dei protagonisti e quello più grande del cinema, che irrompe ad un certo punto, riportando tutto alla spensieratezza e ai sogni della gioventù.

Tutti i personaggi sembrano vivere nel rimpianto di un passato dove tutto era ancora possibile: le speranze politiche, le illusioni familiari e quelle lavorative. Gli anni hanno frustrato e dissolto i sogni giovanili, restituendo lutti, tensioni e disillusioni a ciascuno.

Ma in fondo, ci dice Guediguian c’è ancora qualcosa da fare: si può ancora cedere alle lusinghe dell’amore, si può riscoprire il valore degli affetti e si può cercare di ritrovare la passione civile di un tempo, declinandola alle esigenze di un mondo nuovo, che forse non comprendiamo sino in fondo, ma che ha ancora bisogno di umanità e bellezza.

La Villa è un film apparentemente fuori dal tempo, ostinatamente inattuale e attraversato dal senso della fine, ma Guediguian non sembra ancora battuto, non sembra ancora disposto a gettare le armi.

La magia del teatro (…e del cinema) possono ancora raccontare la vita come un incanto, come una ronde sentimentale, non tutto è perduto ed anche se il mondo che ci circonda non è quello che avevamo sognato, si può ancora cercare di fare la differenza.

Quello che resta è il senso profondo di un’eredità morale e culturale, prim’ancora che civile: il testimone passa allora a dei ragazzini che si tengono per mano e non si vogliono lasciare. Forse è poco, ma è un motivo sufficiente per continuare a raccontarlo.

Francia / 107’
lingua Francese
cast Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin, Yann Tregouët, Geneviève Mnich, Fred Ulysse, Diouc Koma
sceneggiatura Robert Guédiguian, Serge Valletti
fotografia Pierre Milon
montaggio Bernard Sasia
scenografia Michel Vandestien
costumi Anne-Marie Giacalone
suono Laurent Lafran

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