Venezia 2017. No Date, No Signature

No Date, No Signature **1/2

Orizzonti

Il dottor Nariman, scrupolosissimo medico, che lavora come anatomo patologo. Una sera tornando a casa urta per puro caso un motorino su cui viaggia un’intera famiglia, padre, madre e i due figli.

Nariman ha l’assicurazione scaduta e per evitare di chiamare la polizia si offre di rimborsare i danni e di accompagnare tutti al pronto soccorso, sulla sua auto.

Presta le prime cure al ragazzino più grande che cadendo ha battuto la testa. Non sembra essere nulla. Ma le quattro vittime rifiutano di recarsi in ospedale, risalgono in motorino e tornano a casa.

Il mattino seguente Nariman scopre che in ospedale è arrivato il cadavere del ragazzo. Atterrito dal senso di colpa e dal dubbio di averne provocato la morte, evita di informare la sua collega dell’incidente.

Dopo l’autopsia, la causa della morte viene invece attribuita ad un avvelenamento da botulino. Il padre del ragazzo sembra nascondere qualcosa. Ma Nariman coltiva ancora il dubbio. Pian piano la sua diventa un’ossessione…

Il film di Jalilvand lavora sui sentimenti e le emozioni dei suoi personaggi, scava nelle loro motivazioni, nel loro rimosso, nelle contraddizioni dell’omertà e della vendetta. Il caso gioca la sua parte e non sapremo mai davvero se Nariman ha davvero una responsabilità diretta. Quello che conta è il rovello personale, il senso di colpa per una morte forse evitabile, causa più probabilmente da una serie di eventi imprevedibili.

Il film si fa carico dell’ossessione del suo protagonista, incapace di darsi pace e mostra quanto un singolo evento casuale e insignificante sia capace invece di sconvolgere la vita di molte persone.

Si sente tuttavia un po’ troppo il lavoro degli sceneggiatori in No date no signature: l’insistenza del protagonista appare davvero troppo forzata e priva di giustificazione, soprattutto in un uomo costretto dalla vita a fare i conti costantemente con la morte. Lo stesso accade alla concatenazione delle sciagure occorse alla famiglia della piccola vittima. Jalilvand e lo sceneggiatore Zarnegar si fidano troppo della loro messa in scena, assolutamente impeccabile, così come della credibilità dei cinque bravissimi attori.

Iran / 104’
lingua Farsi
cast Navid Mohammadzadeh, Amir Agha’ee, Hediyeh Tehrani, Zakiyeh Behbahani, Sa’eed Dakh, Alireza Ostadi
sceneggiatura Ali Zarnegar, Vahid Jalilvand
fotografia Peyman Shadmanfar
montaggio Vahid Jalilvand, Sepehr Vakili
scenografia Mohsen Nassrollahi
costumi Mohsen Nassrollahi
musica Peyman Yazdanian
suono Amin Mirshekari, Seyyed Alireza Alavian

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