Per fare una parodia, occorre conoscere par cœur i codici narrativi che si vogliono imitare in modo caricaturale.
La sceneggiatrice Virginia Feito e il regista Zachary Wigon (Sanctuary) evidentemente non conoscono nulla dell’horror gotico, nè quello di Henry James nè quello dei tanti epigoni cinematografici.
Non c’è altra conclusione possibile vedendo Victorian Psycho, ospitato senza meriti a Un certain regard, un pasticcio di sfiancante inutilità, sgrammaticato visivamente, compiaciuto e molesto, capace di sprecare la final girl del nuovo secolo Maika Monroe in un profluvio di facce e mossette da manuale del regista di serie Z.
Spacciando per ironia l’incompetenza e per complessità la confusione, Wigon cerca affannosamente una strada per uscire dal pantano creato e condiviso con un cast notevole in cui si perdono anche Thomasin McKenzie, Evie Templeton, Ruth Wilson Jacobi Jupe e Jason Isaacs.
Quando la governante Winifred Notty arriva finalmente nel maniero dei Punds a Ensor House, il suo passato la perseguita. Dai bagagli esce subito un orecchio mozzato. Il giardiniere che la ricatta finisce a pezzi e divorato dai maiali e la balia si ritrova con la gola tagliata da una tazzina da te, quando rifiuta le timide avances di Winifred.
Ma non solo le uniche morti in un film che finisce con un patibolo e un nuovo perfido emissario del demonio che sorride.
In 90 minuti che sembrano 240, Wigan non riesce a costruire nessun momento realmente divertente o pauroso. La follia della governante resta confusa nei motivi e episodica negli effetti. Il redde rationem finale è prima immaginato e poi messo in opera, mentre il contesto narrativo si è già completamente sfrangiato senza mai trovare senso e possibilità.
In modo lungimirante, Margareth Qualley ha lasciato il ruolo da protagonista nel maggio 2025 e con lei anche la A24, che avrebbe dovuto distribuire il film.
Troppo stupido persino per un recupero di culto.
Nulla da salvare.

