Kokurojo: The Samurai and the Prisoner **1/2
Il tanto atteso incontra fra il cinema di Kiyoshi Kurosawa e il codice dei samurai nasce con la mediazione di un romanzo recente scritto da Honobu Yonezawa vincitore del Premio Naoki nel 2021.
Kokurojo: The Samurai and the Prisoner è tuttavia un grande affresco di strategia militare, che nel raccontare l’assedio del castello di Murashige Araki, annulla quasi del tutto l’azione per concentrarsi sul significato delle decisioni prese, sugli inganni, sulla rottura delle tradizioni e su quello che comporta all’interno e all’esterno, tra gli alleati e i nemici.
Siamo ad Osaka anno 1578, nel turbolento Giappone feudale. Il bellicoso signore Nobunaga Oda decide di prendersi il comando sul Paese. Una volta suo alleato Murashige Araki si oppone con fermezza alle sue mire espansioniste e cerca alleati che lo possano fermare. Murashige si ritrova assediato nel suo castello mentre una serie di crimini inspiegabili che cominciano con l’omicidio del figlio di un traditore, risparmiato al suo destino, minano la fiducia nei suoi stessi consiglieri, costringendolo a trovare una difficile alleanza con l’astuto stratega Kanbei, tenuto prigioniero nelle segrete del castello.
La prigionia di Kanbei è tuttavia nata in modo controvero. Emissario di un clan rivale, porta notizie sgradite a Murashige. Il codice dei samurai vuole che Kanbei possa essere solo ucciso o rimandato indietro. Murashige invece odia le esecuzioni inutili e incatena Murashige, lasciando presumere a Nobunaga Oda, che tiene prigioniero il figlio di Kanbei, che il padre abbia tradito e si sia schierato con il suo nemico.
Questa violazione della tradizione e delle aspettative è solo la prima di molte altre e viene malvista anche all’interno della sua corte.
Kanbei, incatenato e malconcio, in una segreta tetra e scarsamente illuminata non può far altro che occupare la sua formidabile intelligenza risolvendo i quesiti i crimini e le questioni strategiche che Murashige gli pone.
Ambientato nel corso di tre stagioni, il film scontenterà coloro che si attendevano duelli, azione, sangue: Kokurojo: The Samurai and the Prisoner è piuttosto un dramma dallo spirito teatrale, dal ritmo contemplativo e ieratico, più interessato alla psicologia nella guerra di logoramento del castello di Murashige che agli scontri di spade.
E se l’atmosfera di crescente claustrofobia amplifica il ruolo rilevante del castello, il film si gioca tutto nello scontro dialettico tra Murashige e Kanbei e nella capacità di decifrare messaggi e segni di una guerra strategica combattuta con ogni mezzo ammissibile.
