Cannes 2025. Paper Tiger

Paper Tiger ***

Dopo i viaggi conradiani nelle Civiltà perdute, nello spazio paterno di Ad Astra e nell’infanzia lontana di Armageddon Time, James Gray ebreo newyorkese di origini ucraine, torna finalmente al cinema delle sue origini, al milieu criminale del Queens, tra russi sadici, poliziotti corrotti e sogni americani che cercano scorciatoie verso il successo e l’emancipazione.

Siamo nella New York del 1986, lo skyline mostra ancora le due torri. Irwin è un contractor ebreo esperto nelle regulation statali e locali. Vive una vita tranquilla e rassegnata con la moglie Hester e i due figli Scott e Ben, studiosi e ossequiosi, pronti a lasciare casa per il college.

Le cose prendono una piega completamente diversa quando una sera suo fratello Gary, si presenta a casa sua con una proposta irrinunciabile. Degli investitori russi hanno acquistato i terreni e i docks attorno al canale, che sono inquinati di petrolio e altri scarichi insalubri, ma grazie alla consulenza di Irwin potrebbero essere bonificati e trasformati in una nuova zona residenziale e commerciale.

Per Gary, ex poliziotto, che ha fatto fortuna e viaggia in Mercedes, si tratta di soldi facili e di un’attività di semplice consulenza. Ma una sera osservando coi figli la zona, orgoglioso di mostrargli il suo nuovo lavoro, Irwin assiste a traffici che non avrebbe dovuto vedere. I russi diffidenti lo prendono di mira e l’anziano Bogoyavitch, il proprietario della zona, convoca i due fratelli per spiegargli che quella intrusione inopportuna ha fatto saltare un grosso affare: sono in debito di 125.000 dollari che possono scegliere di pagare o di compensare con i contatti e le attività che svolgeranno all’ombra della criminalità russa.

Gary, avvisato dai suoi ex colleghi della pericolosità dei suoi nuovi soci russi, cerca di risolvere le cose a modo suo. Ma l’Organizacija ha metodi diversi che spingono Hester, la moglie di Irwin, a cercare una protezione diversa per la sua famiglia.

Paper Tiger è una nuova storia di fratelli, come I padroni della notte e Little Odessa. 

Nel loro piccolo mondo ebraico del Queens la famiglia è l’origine e la fine di ogni cosa. Irwin è fedele ai suoi affetti e cerca di costruire con loro qualcosa che li porti lontano dai sobborghi: ammira Gary che dalla polizia è riuscito a rifarsi una vita di successo e spinge i figli a studiare, perché quello è ancora – nel 1986 – lo strumento migliore per salire la scala sociale.

L’inquinamento dei docks diventa inquinamento morale e ideologico, macchia metaforica che corrompe i sogni e i destini, poi anche massa tumorale, ombra scura nella testa di uno dei protagonisti.

La corruzione è dovunque e un uomo di strada come Irwin senza malizie e senza contatti, è ancora meno di una tigre di carta. Il problema è che anche Gary, che invece quel mondo e le sue regole pensa di conoscerle, si ritrova alla fine da solo, con una pistola in mano in un canneto ad alto fusto. E’ il momento migliore di un film che si chiude malinconicamente con un sacrificio e la promessa di nuove opportunità.

Ci sarebbe molto da dire anche sul ruolo di Hester, la madre perbene, all’antica, che sopporta i suoi dolori e le sue malattie in silenzio, senza confessare niente neppure alla sua famiglia, che sceglie di proteggere ad ogni costo.

Il terzetto dei protagonisti asseconda perfettamente la sceneggiatura secca e retorica scritta dal regista e per una volta Adam Driver sembra perfettamente adatto in un ruolo che sarebbe piaciuto a Michael Mann.

Il film è compatto, veloce, inquietante e misterioso come ogni thriller dovrebbe essere, mosso da una compassione umanista che ha sempre attraversato il cinema di Gray, costruito sulla forza e sulla maledizione dei legami di sangue, impossibili da sciogliere anche quando ti trascinano a fondo.

Paper Tiger, prodotto da RT e da Leone Film Group, distribuito da Neon negli USA è piccolo grande film, che Gray potrebbe rifare mille molte senza mai sbagliarlo.

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