Cannes 2026. Full Phil

Full Phil **

Il nuovo nonsense di Quentin Dupieux arriva fuori concorso al Festival di Cannes per la prima volta con un cast tutto americano, guidato da Kristen Stewart e Woody Harrelson.

I due, Madeline e Philip Doom, sono padre e figlia in vacanza in una suite di lusso a Parigi, proprio mentre in strada una violentissima manifestazione sembra costribuire a turbare il loro soggiorno.

Una lite banale sull’uso dei due bagni dell’enorme appartamento, spinge una perspicace cameriera dell’hotel a osservare costantemente la situazione per prevenire comportamenti spiacevoli e violenti. Si rifiuta di uscire dalla suite dei Doom suscitando lo sconcerto di Philip e il sarcasmo compiaciuto di Madeline, che continua a mangiare compulsivamente per tutto il film, prima diverse quiche e torte salate, poi il pollo, quindi una tomahawk con french fries e dei dolci che si porta in taxi anche a cena.

Mentre mangia Madeline guarda su un lettore dvd portatile un vecchio film in bianco e nero con un mostro anfibio della laguna e due scienziati/cacciatori folli che dopo aver ucciso la creatura la riportano in vita come novelli Frankenstein, con esiti prevedibili…

Ci siamo ormai abituati al puntuale divertissement di Dupieux arrivato al suo sedicesimo lungometraggio dall’esordio del 2007. Tuttavia raramente è riuscito a replicare il superbo meccanismo comico di Mandibules o Fumer fait tousser, accontentandosi di piccoli elzeviri surreali, che si dimenticano spesso un attimo dopo averli visti.

La bulimia produttiva accentuatasi dopo il 2018 sembra aver diluito la sua vena più coraggiosa, lasciandoci con questo piccolo divertissement alla Monty Python in cui il cibo ingurgitato comulsivamente dalla figlia riempie lo stomaco sempre più enorme del padre, sino all’inevitabile conclusione, affidata a una fragola con la panna e non ad una mentina, come nel celebre episodio di Il senso della vita.

Rimane lo sberleffo ad una certa condiscendenza alle fragilità della generazione Z, alle sue ossessioni politicamente corrette e in fondo anche al cinema pensoso dei padri e dei figli.

Funziona, ma il respiro questa volta resta corto.

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