I segreti di Wind River

Un certain regard

I segreti di Wind River ***

Taylor Sheridan, attore televisivo sin dai primi anni ’90, affermatosi soprattutto per il ruolo dello sceriffo Hale in Sons of Anarchy, quindi sceneggiatore sorprendente e acclamatissimo con Sicario e Hell or High Water, debutta alla regia con il terzo capitolo di un’ideale trilogia della frontiera.

Ma qui non siamo nel Texas dei cowboy e dei ranger o sulle rotte del narcotraffico al confine col Messico: la storia si svolge nel Wyoming, in una riserva indiana, chiamata appunto Wind River.

La guardia forestale Cory Lambert è stato assunto nella riserva, dopo una dolorosa tragedia familiare, per cacciare i predatori, che minacciano i coltivatori e gli allevatori della zona.

Una mattina tuttavia si imbatte in un corpo riverso nella neve, i piedi nudi, solo una giacca a vento blu addosso, segni evidenti di violenza: è la migliore amica di sua figlia, scomparsa tre anni prima.

Sulla scena del crimine arriva la polizia locale e una giovanissima agente FBI, Jane Banner, originaria della Florida e di stanza a Las Vegas.

I due sembrano gli unici interessati a risolvere il mistero, a dare un senso ad un omicidio inspiegabile e a rendere giustizia ad un padre e una madre, devastati dal dolore.

Se per Jane l’indagine comincia innanzitutto con la comprensione di un mondo nuovo, totalmente estraneo ed ostile, per Cory vuol dire invece rievocare i fantasmi di un passato da cui non riesce a sfuggire.

Il tempo ha nascosto le ferite sotto la fitta neve, che avvolge il paesaggio locale, ma la tragedia, che ha segnato la sua vita, non è stata ancora elaborata fino in fondo. Lo vediamo dal rapporto di Cory con il figlio, con la moglie indiana, con la comunità tutta.

Sheridan anche questa volta ha costruito un copione lineare, classico, profondamente onesto, che affonda le sue radici nella franchezza con cui descrive i suoi personaggi e li immerge in un mondo ostile, in cui la verità è una fortuna, riservata forse solo a chi vive in città, e l’unica arma utilizzabile di fronte alla natura ostile della riserva è il coraggio di sopravvivere e lo spirito di adattamento.

Ma le qualità di Wind River non limitano ad un copione impeccabile e senza sbavature, ma risiedono anche in una direzione degli attori attenta e misurata, nella quale Jeremy Renner e Elizabeth Olsen hanno modo di valorizzare due caratteri lontani, accomunati da un unico destino.

L’arrivo di Jane nella piccola comunità, proprio nel mezzo di un’incessante tempesta di neve, con i tacchi alti e il vestito blu d’ordinanza, ricorda gli sguardi increduli e condiscendenti che accompagnavano  l’arrivo di Clarice Sterling ne Il silenzio degli innocenti.

Eppure in Wind River non c’è alcuna ironia, siamo lontani dal sarcasmo e dai personaggi grotteschi di Fargo, che pure abitano quella stessa natura selvaggia e incontaminata: qui la dimensione drammatica è totalizzante. Il paesaggio immacolato delle distese di neve serve solo a mostrare con ancora maggiore chiarezza le violenze e le crudeltà degli uomini che le abitano.

Wind River, premiato a Cannes, per la miglior regia di Un certain regard è la conferma del talento del suo autore, uno degli ultimi grandi narratori dell’america profonda, delle sue speranze tradite, dell’amarezza di un mondo che non corrisponde più ad alcun sogno.

Alla fine il cerchio si chiude, l’indagine svela il mistero di quel cadavere riverso nella neve, ma la ferita rimane, perchè la giustizia è ormai un simulacro a cui nessuno può credere davvero e anche la vendetta scolora di fronte al lutto e al dolore, che ciascuno continua a portare con sè.

Da non perdere.

CREDITS

Taylor SHERIDAN – Director

Taylor SHERIDAN – Script / Dialogue

Ben RICHARDSON – Director of Photography

Gary ROACH – Film Editor

Neil SPISAK – Set decorator

Cynthia NEIBAUR – Set decorator

Warren ELLIS – Music

CASTING

Elizabeth OLSEN – Jane Banner

Jeremy RENNER – Cory Lambert

Jon BERNTHAL – Matt

Gil BIRMINGHAM – Martin Hanson

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