I film dell’anno 2010-2011

La stagione cinematografica volge al termine nel solito deserto estivo in cui resistono solo le oasi dei blockbuster fracassoni come Transformers 3 e Harry Potter e dove si smarriscono alcuni ottimi film d’autore, che hanno perso il treno di una distribuzione più degna.

E’ stato un grande anno per la cosiddetta nuova commedia italiana, piena di comici paratelevisivi, superficialità agghiacciante e incassi stratosferici.

Non troverete nessuno di quei film nella nostra classifica. Saranno anche stati successi al botteghino, ma tra un paio di lustri li guarderemo con lo stesso orrore con cui ripensiamo ai film di Celentano, che trionfavano nei primi anni ’80 o al ciclone Pieraccioni.

Successi effimeri, che poco o nulla hanno a che vedere con il cinema, come lo intendiamo qui.

I multisala stanno definitivamente uccidendo i film d’essai e qualunque altra opera, che inviti il suo pubblico a riflettere e non a subire passivamente, masticando popcorn.

In una distribuzione concentrata su pochi grandi titoli e sempre più avara di buoni film, che lo spettatore deve cercare con il lanternino o recuperare nelle rassegne settimanali di qualità, spicca il capolavoro di Terrence Malick, che coraggiosamente 01 ha lanciato in contemporanea al Festival di Cannes.

The tree of life sfida il tempo e lo spazio, rompe le regole del racconto tradizionale, per tuffarsi malinconicamente nel ricordo di un’infanzia felice.

Come tutto il cinema dell’autore texano, anche quest’ultimo albero della vita ci regala una riflessione che mette in crisi.

E’ il film dell’anno, ma questo non  basta. Come 2001 o Apocalypse now è un’opera che divide, che richiede molto, che si apprezzerà meglio quando la si potrà rivedere con la serenità destinata ai capolavori.

Bellissimo anche il cileno Post Mortem, colpevolmente ignorato dalla giuria di Tarantino alla Mostra di Venezia.

Pablo Larrain torna a parlare del Cile degli anni ’70, alla vigilia del colpo di stato di Pinochet. La sua è l’autopsia di un paese piegato alla violenza, al sopruso, ridotto a cadavere inerme.

Un film di rigorosa bellezza e potentissima progressione drammatica, con uno dei finali più sconvolgenti degli ultimi anni.

A chiudere il podio, Non lasciarmi di Mark Romanek, bistrattato gioiello, che dopo la proiezione a Toronto non ha più trovato il suo pubblico. Rifiutato ideologicamente, per l’incapacità dei suoi personaggi di ribellarsi ad un futuro già scritto, non è riuscito a trasmettere il senso profondamente umano della caducità di ogni sentimento e di ogni percorso. Romanek parlava a noi, descrivendo un passato distopico: pochi se ne sono accorti. Da riscoprire.

Fuori dal podio troviamo il capolavoro di David Fincher e Aron Sorkin che racconta la nascita di Facebook, come un grande romanzo di amicizia, amore e tradimento.

Sceneggiatura perfetta, dialoghi fulminanti, recitato alla velocità della luce da un cast in stato di grazia. Gli è mancato solo l’Oscar.

Poi il bellissimo 13 assassini di Takashi Miike, anche questo a Venezia, anche questo completamente dimenticato dalla miope giuria. Un bellissimo racconto di morte e giustizia, con 12 samurai e un giovane volontario, incaricati di porre fine ai soprusi di uno spregevole tiranno.

Seguono il bellissimo Another Year di Mike Leigh, ritratto spietato di una coppia troppo per bene, e dei suoi amici sfortunati, e Il grinta, riletto dai fratelli Coen, che chiude l’ideale trilogia sull’insondabilità della presenza divina, cominciata con Non è un paese per vecchi e proseguita con A serious man. Racconto di formazione ed elegia di un mondo senza legge, è stato il più grande incasso della loro carriera ed uno dei loro film più sottovalutati, almeno qui da noi.

Chiudono la top ten, il fluviale film  di Mario Martone, dedicato alle promesse tradite del nostro Risorgimento, che ha pagato l’ostracismo culturale di qualche partitucolo di governo, ed ha faticato a trovare spazio nelle sale, nonostante la linearità del racconto ed un cast ottimamente assortito.

Infine Inception di Christopher Nolan, che ha portato tutti nel suo labirinto mentale di sogni dentro altri sogni, alimentando il più ampio dibattito critico dell’anno. Non a tutti è piaciuto il suo escamotage di trasformare il viaggio nella mente in un action continuo e neppure troppo originale, ma certamente Nolan merita fiducia.

Al decimo posto i fratelli Dardenne, che ne Il ragazzo con la bicicletta ci regalano il più accessibile dei loro film, senza perdere nulla, ma lasciando per una volta respirare i loro interpreti.

C’è una maggiore distanza e forse una nota, provvisoria, di speranza.

Il resto della classifica lo potete vedere di seguito. Vi segnaliamo inoltre alcuni film che non sono mai usciti in Italia o che abbiamo visto in ritardo, rispetto alla loro uscita, ma che vale la pena di recuperare.

Innanzitutto Silent Souls, visto a Venezia 2010. Un racconto di morte, senza lacrime finte, liberatorio, delicato, meravigliosamente innovativo.

Quindi Carlos, la miniserie di Olivier Assayas, dedicata al terrorista principe degli anni ’70. Una prova maiuscola di Edgar Ramirez ed un tour de force attraverso idee, politiche, continenti.

Ed ancora due film che qualcuno inserirebbe nella categoria dei documentari, veri, falsi, ricostruiti (?!) .

Stiamo parlando dello splendido Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, uscito nella tarda primavera del 2010, dopo un’anteprima folgorande alla Quinzaine di Cannes e di Exit through the gift shop dello street artist, Banksy: l’arte inseparabile dalla provocazione, dalla messa in discussione di ogni status, dallo sberleffo ad ogni potere.

Infine Attenberg, premio alla miglior attrice a Venezia, per Cristine Labed, e debutto dietro la macchina da presa, per la produttrice indipendente Athina Rachel Tsangari. Inconsueto, curioso racconto di vita e di morte, con due amiche per la pelle travolte dai sentimenti.

Ecco la classifica, che parte da settembre 2010:

  1. The tree of life
  2. Post Mortem
  3. Non lasciarmi
  4. The Social Network
  5. 13 assassini
  6. Another Year
  7. Il grinta – True Grit
  8. Noi credevamo
  9. Inception
  10. Il ragazzo con la bicicletta
  11. Un gelido inverno
  12. Animal Kingdom
  13. Il cigno nero
  14. Uomini di Dio
  15. The Fighter
  16. Sorelle mai
  17. Dragon trainer
  18. Lo zio Boonmee
  19. La donna che canta
  20. Venere nera
E ora tocca a voi. Quali sono i vostri film dell’anno?
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