The Fighter

The Fighter ***

Ogni film è frutto del lavoro di un’equipe di talenti, professionalità, idee diverse.

Ma c’è sempre qualcuno che lascia un’impronta personale più forte: spesso è il regista, che per ruolo e attitudine ha il compito di mettere assieme tutti i pezzi. Altre volte è il produttore, che impone il suo marchio di fabbrica su un prodotto con caratteristiche spesso definite nel tempo. Oppure uno scrittore, capace di raccontare il suo mondo attraverso una serie di copioni destinati a trovare interpreti e registi, in grado di dar loro una vita autonoma. Più raramente sono il direttore della fotografia o l’autore delle musiche o lo scenografo a lasciare indelebile il segno del proprio lavoro.

E molto spesso, fin dai tempi dello star system hollywoodiano,sono gli attori ad aggiungere senso e significati ad un film.

The Fighter appartiene, indiscutibilmente, a Christian Bale: nel ruolo di Dickie Eklund, fratellastro e allenatore del pugile Mickey Ward, è il cuore pulsante del film di David O.Russell.

Se The Fighter riesce ancora una volta a vivificare un racconto di redenzione e rinascita umana e sportiva, lo deve interamente al suo corpo nervoso e consunto, al suo sguardo furioso ed alla sua gestualità esasperata.

Bale è un fuoriclasse: fin da bambino ne L’impero del sole di Spielberg aveva mostrato doti fuori dal comune. Dopo l’inquietante Bateman di American Psycho, il sodalizio con Christopher Nolan gli ha regalato il costume di Batman e lo straordinario ruolo dei gemelli di The Prestige. Ma la sua capacità mimetica e la sua devozione totale al metodo sfiorano la follia: dimagrisce fino all’anoressia per The machinist-L’uomo senza sonno, per poi tornare muscolosissimo per Batman Begins, si scarnifica di nuovo per Herzog e poi ritorna in forma per Terminator Salvation.

Indimenticabile nemesi di John Dillinger nel Nemico Pubblico di Michael Mann, è John Rolfe nel Nuovo Mondo di Terrence Malick e l’incarnazione religiosa di Dylan, nella biografia sui generis di Todd Haynes. Sarà il protagonista del prossimo kolossal di Zhang Yimou e vestirà ancora i panni del Cavaliere oscuro.

Memorabili le sue sfuriate sul set, ma altrettanto la sua preparazione, che lo accomuna a Robert De Niro, per la capacità di incarnare, nel senso più letterale del termine, i suoi personaggi.

The Fighter si illumina di straordinaria elettricità ogni volta che Bale appare sullo schermo. I suoi duetti con Mark Wahlberg sono memorabili: le sue fughe, i suoi salti dalle finestre di una smoke house, i suoi silenzi con la madre, la sua dura riabilitazione in carcere, la malinconia di una chance perduta e mai più raggiunta, ne fanno uno dei personaggi più straordinari di questa stagione cinematografica.

Il lottatore del titolo è (…o meglio dovrebbe essere) Mickey Ward, pugile di belle speranze del Massachussetts, circondato da una famiglia disfunzionale. La madre Alice è anche sua manager, il fratellastro Dickie, a sua volta ex-pugile, lo allena ed a fare da coro ci sono sette sorelle, che sembrano vivere tutte in simbiosi con lui ed i suoi successi.

Mickey dopo un brillante inizio, finisce per abbandonare il ring: il fratello Dickie, tossicodipendente, è sempre più evanescente come allenatore, la famiglia sembra sfruttare ossessivamente il suo talento e la sua nuova ragazza, Charlene,  lo spinge ad emanciparsi dalla madre.

Quando Dickie viene arrestato, Mickey, corso in suo aiuto, viene pestato dalla polizia e ne esce con una mano malconcia.  Ricomincerà a boxare, ma con un nuovo team: niente più Dickie come coach, nel frattempo rinchiuso in prigione, niente più Alice come manager. Tornerà al successo ma avrà ancora bisogno dell’affetto e dei consigli del fratello, per l’incontro più importante.

Il film è classico, lineare, magari non aggiunge molto ad una lunga tradizione sportiva ed in particolare pugilistica, ma il fascino di questo sport eterno e ancestrale è ancora fortissimo, nonostante da un punto di vista puramente sportivo, la boxe ha perso da molti anni la sua credibilità ed il suo appeal.

Le storie che la circondano sono ancora storie meravigliose, brutali a volte, commoventi altre, così come già ci aveva ricordato Clint Eastwood nel suo dolente Million Dollar baby.

Anche qui il miracolo si ripete: il racconto dei due fratelli emoziona, trascina e fa battere il cuore. Il crescendo emotivo funziona, anche grazie alla credibilità degli interpreti, alla cura per i dettagli di David O.Russell ed al realismo dell’ambientazione, a cui non è estranea una scelta antiretorica nella ripresa degli incontri.

O.Russell infatti simula in tutto e per tutto le riprese televisive, anche nel formato video, usando le stesse Betacam dell’epoca degli incontri e limitando al massimo scelte stilistiche abusate come i rallenty: in fondo non è tanto importante il fatto sportivo, in The Fighter, quanto i rapporti umani, le relazioni tra i protagonisti.

Non a caso i tre match più famosi di Ward, quelli giudicati “Fight of the Year” nel 2001, 2002 e 2003, il primo con Emanuel Augustus, gli altri due con Arturo Gatti, rimangono fuori dal film.

Il limite del film è forse tutto nel suo protagonista, incapace di scelte nette, silenzioso, legato morbosamente alla famiglia: Wahlberg lo impersona in tono dimesso, come forse Ward è nella realtà, ma certo finisce per scomparire di fronte al sontuoso cast di supporto, capace di prove maiuscole.

Il Dickie di Christian Bale ruba letteralmente la scena al protagonista, creando una sorta di corto circuito narrativo, comunque interessante.

The Fighter ha avuto una lunghissima preparazione: il copione di Scott Silver, Paul Tamasy ed Eric Johnson, è stato una prima volta rifiutato da Martin Scorsese, quindi avrebbe dovuto essere girato da Aronofsky, con Brad Pitt nel ruolo di Dickie Eklund. Ma dopo il successo di The Wrestler, il regista ha preferito dedicarsi ad un ipotetico remake di Robocop e quindi a Black Swan.

Mark Wahlberg si è continuato ad allenare, a partire dal 2005 e fino all’inizio effettivo delle riprese, nel luglio del 2009, con una dedizione assoluta ad un progetto in cui credeva molto. Ed i suoi sforzi sono stati ben riposti: anche grazie al contributo fondamentale di Melissa Leo, nel ruolo di Alice, e di Amy Adams, in quello di Charlene, il film di David O.Russell è certamente uno dei più appassionanti dell’anno.

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24 pensieri riguardo “The Fighter”

  1. […] Forse Russell non raggiungerà mai il livello di Martin Scorsese, ma ha imparato perfettamente la sua lezione e quella dei classici anni ’30 e ’40: secondo alcuni il suo è un cinema manierista, che si nutre dello stile dei suoi maestri, che cambia pelle di film in film, passando dall’epica picaresca di Three Kings, alla commedia alla Charlie Kaufman di I heart Huckabees, dalla screewball di Il lato positivo fino al ritratto sportivo di ascesa e caduta di The Fighter. […]

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