Oscar: vincitori e vinti. Commenti e foto della cerimonia.

La cerimonia del 2011 è stata sobria, leggera come il sorriso di Anne Hathaway e veloce. Meno di tre ore per consegnare tutti i premi: forse un record.

Pochi momenti memorabili, ma certamente i discorsi di Colin Firth e Christian Bale hanno lasciato il segno, assieme a quelli di Aaron Sorkin e David Seidler i due sceneggiatori premiati ed al cattivissimo Randy Newman, capace di spezzare l’ipocrisia ed il buonismo dei soliti speech.

Quando Steven Spielberg è comparso sul palco per annunciare il vincitore del miglior film ha detto con grande saggezza che uno solo dei dieci candidati avrebbe vinto. Quest’ultimo sarebbe stato in ottima compagnia: Fronte del Porto, Il Padrino, Il cacciatore. Ma anche gli altri nove avrebbero trovato splendidi precedenti: Furore, Quarto Potere, Toro Scatenato.

Questa in fondo è l’essenza dell’Oscar: l’importante è esserci, partecipare alla festa. La scelta di oggi, magari non è quella che l’Academy rifarebbe tra dieci anni, ma non importa. Le vittorie e le sconfitte si bilanciano.

Continuiamo ad avere forti dubbi su Il discorso del Re, che ha strappato a The Social Network i due premi più importanti, nel finale. Sono due film all’opposto: formale, conservatore, buonista e pedagogico il primo. Innovativo, nervoso, epocale e illuminante il secondo.

E’ una vittoria, l’ennesima dell’uomo di Brooklyn, Harvey Weinstein, formidabile nell’indirizzare le scelte dell’Academy e nel sollecitare sempre le corde giuste: i suoi film sono spesso destinati a ridimensionarsi col tempo, ma riescono a raccogliere consensi trasversali.

Eppure anche Fincher attinge a piene mani alle forme del racconto classico: regia invisibile, sceneggiatura di ferro, montaggio alternato ed attori che scompaiono dietro ai loro personaggi. E’ il suo film più tradizionale nell’impianto: un film su commissione per la Columbia e Scott Rudin, ma la distanza che lo separa dall’imbalsamato film di Hooper è ancora grandissima.

E’ l’ennesima sconfitta per Fincher, uno dei più talentuosi e visionari registi di Hollywood. Arriverà il suo momento, prima o poi. Accontentiamoci della libertà concessagli e del credito che sta accumulando.

Tom Hooper, il giovanissimo regista inglese premiato, dopo il televisivo John Adams ed il pregevole Il maledetto United, trova subito la chiave giusta per scaldare i cuori dell’Academy e porta a casa un riconoscimento che dovrà dimostrare di meritare davvero.

Nel novero dei migliori attori nessuna sorpresa, si affermano Natalie Portman ballerina schizofrenica in Black Swan ed il bravo ed incolore Colin Firth, che forse avrebbe dovuto scambaire i premi con Jeff Bridges: il primo l’avrebbe meritato di più per A single man, l’anno scorso, il secondo era straordinario anche quest’anno in True Grit – Il grinta.

I migliori non protagonisti sono la coppia di The Fighter: Melissa Leo e Christian Bale, che trova finalmente il riconoscimento che merita, alla sua prima nomination.

Bale è l’ultimo grande erede del metodo “De Niro”: capace di trasformarsi anche fisicamente per i ruoli che interpreta, ricerca un adesione totale con il suo personaggio.

Tra le animazioni si impone Toy Story 3, con merito, ma anche in maniera piuttosto scontata. Mentre In un mondo migliore di Susanne Bier, conferma la stima di Hollywood nella regista danese, ed al contempo prosegue un ben definito persorso autoriale.

Inception si deve accontentare di 4 premi tecnici, tra cui svetta però la fotografia di Wally Pfister, storico collaboratore di Nolan, capace di scippare il premio al nove volte nominato, e mai vincitore, Roger Deakins.

Forse anche questa volta si è sottovalutato il lavoro meraviglioso svolto da Deakins per i Coen, che escono a mani vuote dalla cerimonia, nonostante le 10 candidature. Troppo vicino, forse, il trionfo di Non è un paese per vecchi.

Questa volta il loro successo l’ha sancito il botteghino, incoronandoli Re incontrastati del 2011, sinora.

Tra i documentari si afferma Inside Job sulla crisi finanziaria, con una dedica corrosiva del regista Ferguson ai CEO delle grandi banche e compagnie assicurative, ancora tutti al loro posto…

Best Picture: The King’s Speech – Il discorso del Re
Best Director: Tom Hooper, The King’s Speech
Best Actor: Colin Firth, The King’s Speech
Best Actress: Natalie Portman, Black Swan
Best Supporting Actor: Christian Bale, The Fighter
Best Supporting Actress: Melissa Leo, The Fighter
Best Adapted Screenplay: Aaron Sorkin, The Social Network
Best Original Screenplay: David Seidler, The King’s Speech
Best Foreign Language Film: In a Better World, Denmark
Best Animated Feature: Toy Story 3
Best Editing: Angus Wall, Kirk Baxter, The Social Network
Best Cinematography: Wally Pfister, Inception
Best Original Score: Trent Reznor, Atticus Ross, The Social Network
Best Art Direction: Alice in Wonderland
Best Costume Design: Alice in Wonderland
Best Visual Effects: Inception
Best Sound Mixing: Inception
Best Sound Editing: Inception
Best Make-Up: The Wolfman
Best Song: We Belong Together, Toy Story 3 Randy Newman
Best Documentary Short: Strangers No More
Best Live Action Short: God of Love
Best Animated Short: The Lost Thing
Best Documentary: Inside Job

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