La nostra classifica dei film dell’anno: Carol, I miei giorni più belli e Il Club sul podio

Carol

Immancabile e sempre molto attesa, a fine luglio, la nostra classifica dei migliori film usciti in sala nel corso della stagione cinematografica.

Complessivamente è stata un’annata di ottimo livello, impreziosita da un pugno di film magnifici, ma assai poco fortunati. Scorrendo infatti la top ten, si troveranno solo un paio di campioni del box office, mentre tutti gli altri si sono dovuti accontentare di uscite distratte o molto limitate, anche a fine stagione.

La distanza tra pubblico e cinema d’autore sembra farsi più ampia, anche perchè i distributori rischiano pochissimo su questi film e preferiscono programmare l’uscita su piattaforme diverse, lontane dai costi della sala.

E’ una sorta di deriva che ci appare molto pericolosa, che sminuisce la forza e il talento di coloro che continuano a pensare e realizzare un cinema adulto.

E’ vero che gli schermi casalinghi sono oramai sempre più vicini alla qualità della proiezione cinematografica, ma l’esperienza della sala buia, della condivisione con gli altri, della necessità del ‘silenzio radio’ dei nostri device, almeno in quei pochi minuti, continua ad apparirci insostituibile e seminale.

Non solo, ma anche l’eco e l’aura del film, sembrano finora sminuiti da queste scelte distributive.

D’altra parte, una delle grandi novità della stagione è proprio l’impegno dei grandi player dell’on demand sul fronte delle produzioni di qualità: ha cominciato Venezia, ospitando in concorso il primo film targato Netflix, Beasts of No Nation ed ha finito Amazon, regalando a Cannes il più ricco Woody Allen di sempre, Café Society, illuminato dalla luce calda di Vittorio Storaro.

Continueremo a monitorare con curiosità e attenzione l’evolversi del mercato, a partire proprio dai festival autunnali.

Jeeg Robot

Una nota a parte merita il cinema italiano, che ha avuto una bella stagione, trainata dagli incassi del solito Checco Zalone, ma anche dai successi inaspettati della commedia Perfetti Sconosciuti e dell’ultimo Virzì, La pazza gioia.

Eppure il vero fenomeno è stato il ritorno di un cinema di genere assolutamente convincente, originale, coraggioso: Suburra di Sollima, Lo chiamavano Jeeg Robot di Mainetti, Veloce come il vento di Rovere e lo stesso Fiore di Giovannesi sono stati un sasso fortunato, gettato nello stagno immobile del cinema italiano.

Non solo, ma sono sembrati tutti, con il loro spirito marginale e periferico, quasi sempre romano, figli del compianto Claudio Caligari e del suo ultimo struggente Non essere cattivo.

In questo quadro si inserisce perfettamente anche la seconda serie di Gomorra, diretta da Sollima, Comencini, Cupellini e Giovannesi.

I tre film sul podio della nostra classifica, continuano ad arrivare dai festival europei: i primi due da Cannes, dal concorso e dalla Quinzaine dello scorso anno, il terzo dalla Berlinale.

Scorrendo la lunga classifica ce ne sono molti altri, segno evidente della vitalità di quelle istituzioni, spesso troppo criticate e faticose, ma essenziali per il lavoro di scoperta e promozione del cinema di qualità.

Carol di Todd Haynes conquista la vetta grazie ad un racconto preso a prestito dalla Highsmith e affidato alla bravura di due interpreti assolute, la divina Cate Blanchett e l’imperscrutabile Rooney Mara.

Il film è un melò elegantissimo e struggente, trattenuto e misurato come impone quel mondo anni ’50, perfettamente ricostruito da Haynes.

Quel campo e controcampo finale, rimane uno dei momenti cinematografici più forti della stagione.

Al secondo posto il grande ritorno di Arnaud Desplechin, uscito solo in quattro sale, ma meritevole di una riscoperta assolutamente necessaria.

Il protagonista è ancora Paul Dedalus, interpretato da Mathieu Amalric, alle prese con tre souvenirs della sua giovinezza, tra amore e impegno politico.

Una commedia malinconica ed entusiasmante, con due giovani attori con i quali è impossibile non identificarsi.

Trois souvenirs

Al terzo posto uno dei più grandi registi di questo secondo secolo di cinema, il cileno Pablo Larrain.

Il Club arriva in Italia a distanza di un anno dal debutto al Festival di Berlino: un gruppo di preti ,macchiatisi di crimini atroci, è costretto ad espiare le proprie colpe in una casa affacciata sul mare.

Quando una delle loro vittime li trova e grida al mondo il proprio dolore, l’equilibrio precario su cui si reggeva la casa, viene spazzato via dalla forza della verità.

Larrain continua il suo corpo a corpo con il potere e le sue istituzioni, con le loro menzogne e le ipocrisie necessarie a mantenere lo status quo. Il suo è uno schiaffo doloroso e necessario.

Il figlio di Saul dell’esordiente Lazlo Nemes, Grand Prix a Cannes e Premio Oscar al miglior film straniero è uno dei film più discussi e controversi dell’anno.

La scelta di raccontare la soluzione finale, lasciando fuori fuoco l’orrore e inquadrando solo il suo disperato protagonista, è stata analizzata e dibattuta, con argomenti molto forti, che richiamano ovviamente la lezione di Rivette e Daney sull’etica della rappresentazione.

Al quinto posto un recupero necessario, quello di 1981: Indagine a New York, ovvero A most violent year, il terzo film di J.C.Chandor, uscito a gennaio 2015 e arrivato in Italia solo grazie alla Movies Inspired.

E’ il film che consacra Oscar Isaac prim’attore e gli affianca la straordinaria Jessica Chastain, in una sorta di versione moderna della tragedia e dei rovelli di Macbeth.

Al sesto posto due film che una volta avremmo chiamato riduttivamente documentari: Taxi Teheran di Panahi e The Look of Silence di Oppenheimer.

Entrambi indagano il volto oscuro del potere, con due approcci lontanissimi, eppure entrambi necessari.

El-club-1

Quattro film americani chiudono la top ten: i primi due di grandissimo successo, Revenant di Inarritu, su cui tutti si sono fatti un’opinione, soprattutto rispetto alla performance di Di Caprio e Inside Out di Pete Docter, capolavoro della Pixar, tra neuroscienze e favola moderna.

A noi è sembrato fenomenale anche l’ultimo film dei fratelli Coen, Ave Cesare!, una satira scatenata della Hollywood negli anni del maccartismo, con un protagonista cattolico e decisionista, che rimarrà tra i personaggi più grandi del loro cinema.

Infine, un altro recupero di fine stagione, il bellissimo Tutti vogliono qualcosa di Linklater, seguito ideale del suo La vita è sogno: siamo ancora al college, in un lungo weekend che prelude l’inizio delle lezioni.

Linklater ha ormai messo a punto uno stile, che non è neppure più definibile in termini di minimalismo e che rende il suo cinema assolutamente unico.

Tutti vogliono qualcosa comincia proprio là dove finiva Boyhood e mette in scena, con un naturalismo che lascia sullo sfondo ogni forzatura drammatica e ogni trucco di sceneggiatura, quel momento aureo nella vita di tutti, rappresentato dall’estate apparentemente infinita, che precede l’inizio dell’università e l’ingresso nel mondo degli adulti.

Molti film importanti sono rimasti fuori dalla classifica, La legge del mercato, Il piccolo principe, Francofonia: la scelta è stata molto dolorosa questa volta.

Come sempre vi segnaliamo in coda anche quei film che sono rimasti inediti in Italia, ma che meriterebbero una riscoperta (…e una distribuzione).

Cominciamo da tre reduci di Venezia 2015: A War del danese Lindholm, arrivato sino alla nominations agli Oscar è un dramma di guerra, con un interrogativo morale lacerante, che non smette di accompagnarti anche dopo la fine; Rabin – The Dast Day, di Amos Gitai, uno dei film migliori del concorso, rimasto incredibilmente senza premi, così come Behemoth, capolavoro del cinese Zhao Liang che usa la divina commedia per raccontare l’inferno della Cina del nuovo secolo.

Behemoth

Da segnalare anche l’horror The Witch, film evento al Sundance dell’anno scorso, tra satanismo e caccia alle streghe. L’unica proiezione italiana del film sarà al Lake Como film Festival il 23 luglio, in attesa che Universal lo distribuisca in sala il 18 agosto.

Come non inserire in questo gruppo il nuovo film di Terrence Malick, Knight of Cups con Christian Bale nei panni di uno sceneggiatore hollywoodiano che ha perso il contatto con le sue origini e il suo talento.

La lunga confessione autobiografica, cominciata con The Tree of Life, e proseguita con To the Wonder, trova forse il suo capitolo finale in questo film di assenze divagazioni.

L’elenco potrebbe essere molto lungo, ma ci limitiamo a segnalarvi ancora El abrazo de la serpiente del colombiano Ciro Guerra, un bellissimo viaggio in bianco e nero nello spazio e nel tempo, tra una guida e due esploratori in cerca di una pianta magica.

Tra i doc più interessanti della stagione, vi segnaliamo almeno il fluviale O.J.: Made in America e Making a Murderer, oltre a Listen to me Marlon, raccolta delle registrazioni e degli appunti del più grande attore del XX secolo.

Seguite i link alle nostre recensioni:

  1. Carol di T.Haynes
  2. I miei giorni più belli di A.Desplechin
  3. Il Club di P.Larrain
  4. Il figlio di Saul di L.Nemes
  5. 1981: Indagine a New York – A most violent year di J.C.Chandor
  6. Taxi Teheran di J.Panahi / The Look of Silence di J.Oppenheimer
  7. Revenant di A.Gonzales Inarritu
  8. Inside Out di P.Docter
  9. Ave Cesare! di J.e E.Coen
  10. Tutti vogliono qualcosa di R.Linklater
  11. Sicario di D.Villeneuve
  12. Non essere cattivo di C.Caligari
  13. Steve Jobs di D.Boyle / La grande scommessa di A.McKay
  14. Le mille e una notte – Arabian Nights di M.Gomes
  15. Dheepan di J.Audiard
  16. La isla minima di A. Rodriguez
  17. It follows di D.R.Mitchell
  18. Spotlight di T.McCarthy
  19. Laurence Anyways di X.Dolan
  20. Lo chiamavano Jeeg Robot di G.Mainetti

 

 

Advertisements

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: