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Cannes 2012. Laurence Anyways

Laurence Anyways ***

Un certain regard

Attore, regista e doppiatore, il canadese Xavier Dolan è certamente uno dei nomi da tenere d’occhio di questo Festival di Cannes.

Vincitore della Quinzaine a soli ventanni con J’ai tué ma mere, due anni fa era già ad Un certain regard con Les amours imaginaires.

Ci ritorna anche quest’anno con un film smisurato per ambizioni, stile, durata.

In quasi tre ore Dolan racconta la storia di Laurence Alia, giovane professore di letteratura in un college di Montreal, e di sua moglie Fred.

Siamo alla fine degli anni ’80, tra camicie a fiori e cravatte improponibili: i due protagonisti si amano teneramente e con una complicità assoluta.

Finchè nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno, Laurence annuncia a Fred la sua volontà di diventare una donna: le sue parole si abbatteranno come un tornado sulla loro relazione, annientando ogni certezza ed ogni coordinata.

Laurence si confronta con la madre e con l’anziano padre, con i suoi alunni in classe – in una delle scene più belle del film – quindi con gli amici e con gli sguardi delle persone che incontra.

Questo perchè il protagonista, all’inizio comincia semplicemente a vestirsi come una donna, ma senza altri evidenti cambiamenti. I capelli rimangono cortissimi, poco trucco, niente parrucche, nessuna trasformazione fisica.

Fred cerca di stargli accanto, nonostante la diffidenza, le battute di spirito, il pregiudizio sottile. Tutto trama contro di loro.

Laurence viene licenziato, dopo un articolo su di lui, apparso su un giornale locale. Anche Fred lo abbndona.  Ma i due sono destinati a reincontrarsi.

Dolan abusa del suo talento con la generosità tipica della gioventù. Colonna sonora di culto, piena di hit anni ’80, fotografia e immagini ricercatissime ed eleganti, rarefatta malinconia che attraversa trasversalmente un film vitalissimo, che si prende molto sul serio.

Laurence Anyways è un’opera debordante che tradisce l’entusiasmo del suo creatore e che colora la vita dei suoi personaggi delle sue stesse ossessioni di ventenne.

Qualche caduta di tono c’è inevitabilmente, tra famiglie di trans esagerate e un po’ troppa musica da videoclip, ma sono peccati veniali. Dolan è un talento che ha solo bisogno di mettere un freno alla sua esuberanza. A metà strada tra Almodovar e Wong Kar Wai, è certamente una delle voci più nitide del panorama cinematografico internazionale.

Bravissimo Melvil Poupaud, in un ruolo di straordinaria complessità, interpretato con un minimalismo indovinato: il suo Laurence è come travolto dagli eventi e vive la sua trasformazione come una condizione inevitabile. Ancor più straordinarie Suzanne Clement, nei panni di Fred, compagna dolorosa e combattiva, e Nathalie  Baye, la madre Julienne, che subisce le decisioni del figlio con franchezza disarmante.

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  1. […] vincere Un certain Regard 2012. La giuria guidata da Tim Roth l’ha preferito ai favoritissimi Laurence Anyways e Beasts of the southern wild, in un’edizione tutto sommato povera di novità […]

  2. […] Dolan è infaticabile. Il giovanissimo talento canadese di Laurence Anyways, i cui film sono ancora completamente inediti in Italia, ha presentato il suo quarto film a […]



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