Oscar per il miglior film straniero: tra i primi selezionati Son of Saul, The Assassin e Un piccione.. e

2015-Oscars

Sono già 54 i film selezionati dalle commissioni nazionali per partecipare all’Oscar per il miglior film straniero del 2015.

Ieri abbiamo pubblicato la shortlist dei 9 italiani che si contenderanno l’indicazione, ma ci sono già molti paesi che hanno ufficializzato la loro scelta.

Diversi i titoli che abbiamo già recensito, a cominciare da Son of Saul, Grand Prix a Cannes, esordio dell’ungherese Laszlo Nemes, o dal Leone d’Oro dell’anno passato, lo svedese Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza.

Ci saranno anche il secondo episodio delle Arabian Nights di Miguel Gomes per il Portogallo, The Assassin di Hou Hsiao Hsien per Taiwan, il crudo Sivas del turco Mujdeci e l’inquietante e raffinato horror Goodnight Mommy, visto a Venezia 2014, del duo Fiala e Franz, per l’Austria.

Tra i favoriti il duro e allegorico El Club del grande Pablo Larrain per il Cile, Orso d’Argento a Berlino.

In gara anche El abrazo de la serpiente di Ciro Guerra, per la Colombia, che ha debuttato alla Quinzaine, mentre Pazza idea del greco Kouras viene da Un certain regard 2014.

Il Guatemala ha scelto Ixcanul Vulcano di Bustamante, premiato a Berlino, l’Islanda Rams, che ha vinto Un certain regard a maggio.

Curiosamente la Cina ha candidato L’ultimo lupo del francese Jean Jacques Annaud, tratto però dal romanzo di Lü Jiamin ambientato negli anni della rivoluzione culturale e interpretato da un cast interamente cinese.

Ancor più curiosamente la Francia ha scelto, proprio oggi, Mustang, opera prima della regista turca Deniz Gamze Ergüven, che ha debuttato alla Quinzaine. 

Battuti a sorpresa la Palma d’Oro Dheepan di Jacques Audiard, La legge del mercato di Brizé con Lindon, La belle saison della Corsini con Cecile de France e Marguerite, presentato a Venezia.

Lo sciovinismo francese è ormai solo un ricordo. La forza della loro industria è così dominante, da attrarre talenti da tutta l’Europa.

Mancano ancora molti paesi. L’anno scorso i candidati finali erano 83: attendiamoci ancora una trentina di selezioni. Il gioco si fa sempre più duro.

Le riforme, imposte dall’Academy nell’ultimo quinquennio e successive ad una serie di mancate nominations e vittorie disastrose, hanno funzionato, limitando gli errori grossolani e coinvolgendo e premiando finalmente il meglio dei film prodotti nel resto del mondo, lanciati e premiati dai festival europei: tra gli ultimi quattro vincitori (Una separazione, Amour, La grande bellezza, Ida) troviamo una Palma d’Oro, un Orso d’Oro e tre vincitori degli EFA per il miglior film europeo dell’anno.

Ma anche il livello e la qualità dei candidati si è alzato enormemente, con opere come Leviathan, L’immagine mancante, Timbuktu, Il sospetto, No, Kynodontas, La donna che canta, Il nastro bianco, Il profeta.

Speriamo che il tempo in cui potevano vincere film come Nowhere in Africa, Departures, Tsotsi, Il falsario, In un mondo migliore sia definitivamente passato.

Questo è l’elenco provvisorio dei selezionati:

Austria: Goodnight Mommy, Severin Fiala, Veronika Franz
Bosnia & Herzegovina: Our Everyday Life, Ines Tanović
Brazil: The Second Mother, Anna Muylaert
Bulgaria: The Judgement, Stephan Komandarev
Chile: The Club, Pablo Larraín
China: Wolf Totem, Jean-Jacques Annaud
Colombia: Embrace of the Serpent, Ciro Guerra
Croatia: The High Sun, Dalibor Matanić
Dominican Republic: Sand Dollars, Laura Amelia Guzmán, Israel Cárdenas
Estonia: 1944, Elmo Nüganen
Finland: The Fencer, Klaus Härö
Francia: Mustang, Deniz Gamze Ergüven
Georgia: Moira, Levan Tutberidze
Germany: Labyrinth of Lies, Giulio Ricciarelli
Greece: Xenia, Panos H. Koutras
Guatemala: Ixcanul Volcano, Jayro Bustamante
Hungary: Son of Saul, László Nemes
Iceland: Rams, Grímur Hákonarson
Iraq: Memories on Stone, Shawkat Amin Korki
Ireland: Viva, Paddy Breathnach
Japan: 100 Yen Love, Masaharu Take
Jordan: Theeb, Naji Abu Nowar
Kazakhstan: Stranger, Ermek Tursunov
Kosovo: Babai, Visar Morina
Lithuania: The Summer of Sangailė, Alantė Kavaitė
Luxembourg: Baby(a)lone, Donato Rotunno
Macedonia: Honey Night, Ivo Trajkov
Nepal: Talakjung vs Tulke, Nischal Basnet
Netherlands: The Paradise Suite, Joost van Ginkel
Norway: The Wave, Roar Uthaug
Pakistan: Moor, Jami
Palestine: The Wanted 18, Paul Cowan, Amer Shomali
Panama: Box 25, Mercedes Arias, Delfina Vidal
Paraguay: Cloudy Times, Arami Ullon
Peru: NN, Héctor Gálvez
Portugal: Arabian Nights: Vol 2, Miguel Gomes
Romania: Aferim!, Radu Jude
Serbia: Enclave, Goran Radovanović
Slovenia: The Tree, Sonja Prosenc
South Korea: The Throne, Lee Joon-ik
Sweden: A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence, Roy Andersson
Switzerland: Iraqi Odyssey, Samir
Taiwan: The Assassin, Hou Hsiao-Hsien
Turkey: Sivas, Kaan Mujdeci
Venezuela: Gone with the River, Mario Crespo

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