Cannes 2015. The Assassin

the-assassin

The Assassin ***

Sono passati otto anni da Le voyage du ballon rouge, l’ultimo film del maestro taiwanese, presentato proprio a Cannes, ad Un certain regard.

The Assassin e’ il suo attesissimo ritorno, frutto di una lavorazione lunghissima e travagliata.

Presentato come un wuxia, sia pure d’autore, il film si mostra davvero altro da se’, melo’ assoluto e senza lacrime, tragedia del ritorno e dell’addio.

Nella Cina del VII secolo, la dinastia Tao mostra segni di debolezza e declino. Crea quindi delle province autonome ai confini dell’impero, con l’obiettivo di rafforzarne la fedelta’, ma queste ultime, sempre piu’ spesso, finiscono con il ribellarsi al potere centrale, grazie all’intraprendenza dei loro governatori.

Nie Yinniang e’ nata in una delle province del nord, Weibo, ma, nonostante fosse stata promessa sposa al cugino Tian, all’eta’ di dieci anni viene mandata in esilio e iniziata alle arti marziali.

Dopo tredici anni e’ costretta a ritornarne nel suo villaggio, per sedare la rivolta capitanata proprio da Tian, diventato il piu’ importante comandante militare del Nord della Cina.

Le ragioni del cuore e la ragion di stato finiscono per collidere inesorabilmente.

Nie Yinniang prima salva lo zio del governatore da un’imboscata, quindi la moglie da un sortilegio: Tian si accorge che i suoi nemici sono tutti all’interno della corte.

Girato da Hou con uno stile ieratico, che predilige l’inquadratura frontale ed un leggero movimento sull’asse, creando tableaux vivent di bellezza pittorica accecante, The Assassin chiarisce subito le sue intenzioni. Al primo scontro all’arma bianca, scoppiato improvviso e fulmineo, la macchina da presa si allontana e stacca su un interno della corte di Tian.

Non sono le acrobazie e le coreografie d’azione che interessano il regista di Citta’ dolente, ma il gioco dei sentimenti e delle passioni, come sempre fortissime e deteminanti, ma destinate a rimanere sotto traccia.

Nel suo consueto minimalismo, qui ancor piu’ essenziale che in passato, considerando la ricchezza dei set e delle ambientazioni in costume, Hou gioca con le aspettative degli spettori, sottraendosi ad ogni compiacimento.

Il film e’ estenuante, soprattutto nella prima parte: la messa in scena e’ talmente ipnotica nel suo continuo oscillare, che ogni ipotesi ed ogni attesa sembra perdere forza, svelando un film e una realta’ completamente disarmati.

La fotografia di Mark Ping Ping Lee spinge la definizione del digitale sino all’estremo fotorealistico, soprattutto nella seconda parte immersa nella natura. La cura maniacale del dettaglio e dell’illuminazione sono stupefacenti.

Il film di Hou Hsiao Hsien richiede allo spettatore un abbandono totale, una disponibilita’ a seguire il suo andamento onirico e le sue interminabili lentezze, che sono nella sala buia acquistano senso.

Qualcuno in Italia avra’ il coraggio di distribuirlo?

The Assassin 2

Annunci

Un pensiero riguardo “Cannes 2015. The Assassin”

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...