Right Now, Wrong Then

right-now-wrong-then-posterRight Now, Wrong Then ***

Nella prima parte intitolata Right Then, Wrong Now, Il regista Ham Cheon-soo è stato invitato nella piccola città di Suwon per presentare il suo ultimo film e per partecipare ad un incontro con il pubblico. Il giorno prima della proiezione gira senza meta, cercando di godersi la giornata assolata di libertà, quando incontra per caso una giovane pittrice, Heejung, con cui comincia un dialogo prima timido, poi sempre più coinvolgente.

Lei lo accoglie nel suo studio e gli mostra i suoi dipinti, quindi vanno a cena assieme, infine in un piccolo locale gestito da un’amica chiamato Il poeta e il contadino, dove gli amici di Heejung, un professore e un’appassionata cinefila mettono a nudo l’atteggiamento superficiale e sostenuto del regista.

Heejung si sente tradita dalle attenzioni compiaciute del regista e torna a casa da sola. Sulla porta l’attende l’anziana madre. Il giorno successivo alla proiezione, Ham Cheon-soo è in pieno hangover, scontroso, incoerente, finisce per scappare dall’incontro col pubblico, rientrando di fretta a Seul.

Il film ricomincia daccapo con il titolo Right Now, Wrong Then. I protagonisti sono gli stessi, negli stessi luoghi, ma piccole variazioni, apparentemente insignificanti, cambiano radicalmente il corso degli eventi: sono sufficienti una parola detta prima, un anello dimenticato e poi portato con sè, un bicchiere in più o in meno di sakè, un gesto gentile, una decisione improvvisa.

Hong Sang soo prosegue nella suo leggerissimo minimalismo espressivo che si giova di un’economia di mezzi quasi francescana.

Pochissimi personaggi, location ordinarie, situazioni che si ripetono di film in film e stavolta persino nella stessa opera, per raccontare l’imprevedibilità della vita, il peso del caso nelle nostre decisioni, il valore provvisorio di ogni verità.

Ispirandosi in modo evidente alla nouvelle vague rohmeriana, almeno quanto alla ronde sentimentale ed al gioco del cinema nel cinema di Woody Allen, Hong Sang soo dopo il vertice assoluto di Hill of Freedom, qui ripropone una deviazione significativa nell’ordine narrativo, ricominciando due volte lo stesso racconto.

Sono frammenti di un discorso amoroso i suoi film, piccole lettere d’amore sulla malinconia del vivere, sulle nostre piccole bugie, sulla nostra inadeguatezza.

La messa in scena è lineare, controllatissima, apparentemente spoglia, semplice, eppure proprio come si vede in Right Now, Wrong Then capace di impercettibili scarti, molteplici sfumature.

Ma la semplicità del racconto non tragga in inganno: i film di Hong Sang soo si fanno, via via, sempre più densi: di rimandi, di suggestioni interne ed esterne, d’ambizione.

Un plauso ai due attori: il regista Jung Jae-young e la pittrice Kim Min-hee, che abbiamo visto anche nel bellissimo The Handmaiden.

Il cinema coreano, dopo la new wave cominciata alla fine del novecento, continua ancora a stupire, oltre vent’anni dopo, per la qualità delle sue proposte e per la straordinaria varietà espressiva della sua industria culturale.

Pardo d’Oro a Locarno nel 2015. Inedito in Italia.

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