Points of view: Split

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Psycho all’ennesima potenza, anzi alla ventiquattresima potenza. È proprio al classico thriller hitchcockiano che di primo impatto rimanda il nuovo film diretto e scritto da M. Night Shyamalan: un viaggio psichico nella sfaccettata mente e nella disturbata follia di un personaggio dalle 24 personalità, una grande prova per l’attore James McAvoy per mettersi in gioco con il suo poliedrico talento.

Tre ragazze vengono rapite nel parcheggio di un centro commerciale e portate in un labiritico scantinato. Spaventate e confuse, le tre adolescenti non sanno cosa le aspetta ma restano allibite quando dall’aprirsi della porta della loro prigione appare la stessa persona, ogni volta con una personalità diversa.

James McAvoy interpreta a più riprese un maniaco della precisione e dell’ordine, una signora ammodo, un infantile bambino di nove anni, un estroso stilista e così via, per difendere la vera, unica e debola identità di Kevin, vittima di violenza e abusi. In aggiunta alle 23 identità, si parla di una ventiquattresima: un fantomatico mostro la cui venuta è vicina.

Parallelamente al rapimento, la psichiatra Karen Fletcher ha in cura da anni Kevin, nell’innocua identità dello stilista, e studia i disturbi e le diverse sfaccettature della personalità con gli adattamenti mentali e fisici che l’uomo può operare su se stesso per essere un altro.

Nel frattempo un susseguirsi di flashback svela anche un’altra storia, quella di Casey (Anya Taylor-Joy), una delle tre adolescenti, emarginata a scuola e taciturna, che Shyalaman rende co-protagonista e alla quale dà maggiore sensibilità e profondità caratteriale.

Senza svelare più di quanto la trama e il trailer già raccontano, Split si snoda principalmente intorno alla figura del suo pazzo protagonista, tutto da scoprire, e di conseguenza di fronte alla bravura dell’attore. Rasato con i suoi grandi e spiritati occhi blu, James McAvoy incute inquietudine e ansia mantenendo lo spettatore incollato alla sedia fino alla fine.

Dopo il flop del precedente The Visit, Split si dimostra interessante e discreto nel contenuto e nello sviluppo risollevando e riavvicinando il cinema del regista indiano ai suoi precedenti lavori di maggior successo come The Village e Il Sesto Senso. A quest’ultimo in particolare Shyamalan riserva un’esplicita strizzatina d’occhio con il cameo di un attore che il grande pubblico ha il piacere di ritrovare in questo contesto.

Consigliato agli spettatori appassionati del genere thriller e, soprattutto, a coloro che, date le premesse, hanno l’incontenibile curiosità di sapere come andrà a finire.

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