Venezia 2013. Child of God

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Child of God **

Tratto dal romanzo omonimo di Cormac McCarthy, Child of God è un’altro degli adattamenti impossibili di James Franco, che segue il più sperimentale As I lay dying, presentato ad Un certain regard a Cannes: siamo sempre nell’america rurale, solo mezzo secolo dopo.

Lester Ballard è il “child of god” del titolo, ma il suo è un Dio minore: orfano di madre, il padre si impicca e lo abbandona a dieci anni. Perde la sua casa e le sue proprietà e vaga nei campi e nei boschi, con l’unica compagnia del suo fucile: sembra una bestia feroce.

Biascica solo qualche parola e sembra sempre sul punto di esplodere. Viene accusato ingiustamente di stupro da una donna rinvenuta nei boschi e arrestato dallo sceriffo che lo tiene d’occhio.

Quando in un auto ancora accesa, rinviene il cadavere di due giovani, sottrae il corpo della donna e lo trasforma nel simulacro di una relazione sentimentale e sessuale.

Quando un incendio accidentale manderà in fumo il capanno in cui vive, bruciando il cadavere che amorevolmente accudiva, la furia della sua vendetta contro il destino sarà irredimibile.

Franco non ci risparmia nulla e coraggiosamente condanna il suo film a rimanere un culto da festival.

Scott Haze è il solido protagonista a cui il regista si affida completamente, pedinandolo nel suo ozioso peregrinare e nei suoi vaneggiamenti necrofili.

Il film è diviso in tre atti, ma questa volta non ci sono split screen e sperimentalismi: il racconto procede lineare e solido, nel descrivere la discesa agli inferi e la miracolosa ascesa finale del protagonista.

E’ un film che lascia interdetti, Child of God, che si chiude in una sorta di happy ending inaspettato e aperto, volutamente diverso da quello del libro di McCarthy.

Come sempre, il poliedrico James Franco, attore di Hollywood, romanziere, regista, produttore e icona del cinema indipendente, ha scelto per sè il compito più difficile, quello di raccontare una storia che lascia i brividi, tutta dalla parte di un disadattato, diventato omicida seriale, che non si riesce a condannare sino in fondo.

Dopo Sal e As I lay Dying, questo Child of God è certamente il suo film più compiuto e sconvolgente, allo stesso tempo.

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