Cannes 2013. As I lay dying

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As I lay dying **

James Franco continua nella sua ricerca sperimentale, con questo adattamento del capolavoro di Faulkner, che lascia sostanzialmente freddi, cosi’ com’era avvenuto per il precedente Sal.

Split screen, spesso con un parte dello schermo nera, rallenty, interrogazione diretta in camera, narraturgia traballante: il film tenta una strada personale per riscrivere per lo schermo un romanzo impossibile, raccontato da 15 personaggi diversi in 60 capitoli.

Ma a chi interessa un’operazione di questo tipo? Forse ai tanti giovani americani che hanno letto Faulkner e amano incomprensibilmente James Franco ed hanno affollato la Debussy ieri sera alla prima del film, per restare forse delusi da un film debolissimo, confuso e velleitario?

Cinema vecchio, vecchissimo, mortifero.

Franco ci piace ricordarlo come Dj Alien in Spring Breakers.  Quella si’ una boccata d’aria fresca…

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