Fuocoammare è il candidato italiano per gli Oscar

Rosi Fuocoammare

La commissione di selezione istituita dall’ANICA ha selezionato Fuocoammare di Gianfranco Rosi, Orso d’Oro all’ultimo Festival di Berlino per rappresentare l’Italia ai prossimi premi Oscar nella categoria di miglior film straniero.

Battuti Jeeg Robot, Suburra e Perfetti sconosciuti, adesso il film di Gianfranco Rosi se la vedrà con i selezionati di tutto il resto del mondo.

La deadline disposta dall’Academy è al prossimo 6 ottobre, ma molti stati hanno già scelto: tra i selezionati dobbiamo segnalare un elenco già lunghissimo di legittimi pretendenti alla candidatura, a cominciare dal francese Elle, diretto da Paul Verhoven con Isabelle Huppert, dall’australiano Tanna dei registi Martin Butler e Bentley Dean, passato a Venezia un anno fa e poi vincitore del Lake Como Film Festival, Death in Sarajevo di Tanovic, già vincitore nel 2002 con No Man’s Land, Juste la fin du monde di Dolan, Grand Prix a Cannes, Neruda di Pablo Larrain, Land of Mine di Martin Zandvliet, Clash di Mohamed Diab che ha aperto Un certain regard e The Happiest Day in the Life of Olli Mäki del finlandese Kuosmanen che l’ha vinto, l’applaudita commedia tedesca Toni Erdmann di Maren Ade, Chevalier di Athina Rachel Tsangari, in concorso a Locarno nel 2015, Il cliente di Farhardi, già vincitore con Una separazione, Desierto di Jonas Cuaron, il cupo Ma’Rosa di Brillante Mendoza, Sieranevada di Christi Puiu, il Leone d’Argento Paradise di Andrei Konchalovsky,  il coreano The Age of Shadows di Kim Jee Woon, Julieta di Pedro Almodovar,  l’animazione Ma vie de Courgette di Claude Barras e il Leone d’Oro dell’anno scorso, Ti guardo – Desde Alla di Lorenzo Vigas.

Brasile, Cina e altri paesi devono ancora scegliere.

Si tratta in ogni caso di una categoria sempre più ricca e affollata, nella quale si riversano troppi grandi film, per essere contenuti in sole cinque nominations.

La competizione è di altissimo livello. Non è un caso se gli ultimi cinque vincitori siano stati cinque film straordinari come Amour di Haneke, Una separazione di Farhadi, La grande bellezza di Sorrentino, Ida di Pawlikowski e Il figlio di Saul di Nemes.

 

 

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