Cannes 2016. Ma’ Rosa

Ma Rosa 2

Ma’ Rosa **1/2

Ma’ Rosa has four children. She owns a small convenient store in a poor neighborhood of Manila where everybody likes her. To make ends meet, Rosa and her husband, Nestor, resell small amounts of narcotics on the side. One day, they get arrested. Rosa and her children are ready to do anything to buy her freedom from the corrupt police.

Il nuovo film di Brillante Mendoza, dopo l’etnografico Thy womb, l’horror Sapi e il religioso Taklub, e’ un film di grande compattezza formale, essenziale nel suo racconto secco e disperato di una famiglia travolta dagli eventi.

Ma’ Rosa gestisce un negozietto in un quartiere poverissimo e degradato, dove tutti sembrano vivere in mezzo alla strada.

Va a fare la spese per rifornire il suo piccolo shop e quando ritorna riceve la visita anche di un pusher che le consegna le dosi di metanfetamine, da spacciare nel quartiere.

Il marito e’ un tossicodipendente che la aiuta nel traffico. Nel frattempo i tre figli si preparano a festeggiare il compleanno del padre.

La cena e’ interrotta dall’arrivo della polizia, che sequestra le bustine di droga e ammanetta Rosa e il marito, trasportandoli in una stazioen di polizia clandestina, dove la giustizia si regola senza troppe cerimonie, con la corruzione e il tradimento.

I tre figli di Rosa hanno una sola giornata per mettere assieme la somma necessaria per liberare i genitori. Quello che saranno disposti a fare, mettera’ a dura prova l’orgoglio familiare, la propria intimita’ e quel poco che possiedono.

Il lungo viaggio nella notte di Mendoza e’ un piccolo gioiello, brutto, sporco e cattivo, girato con mezzi apparentemente di fortuna e tutto in camera a mano, per aumentare il senso claustrofobico degli spazi – il negozio di Rosa, la stazione di polizia, la camera d’albergo – e per restituire tutta l’urgenza narrativa al racconto di Rosa.

Non c’e’ mai un attimo di respiro, tutto accade velocemente, non sembra esserci un vero set, la storia fagocita la realta’ e ne fa cinema, racconto. I personaggi non smettono mai di muoversi, ripresi spesso di spalle dallo sguardo penetrante di Mendoza, che non si accontenta di mettere in scena, ma vuole portarci letteralmente dentro l’inferno a cui Rosa e la sua famiglia sono costretti.

E’ cinema di guerriglia, il suo, privo di qualsiasi abbellimento, immerso nell’ambiente che descrive, quasi in apnea.

Non c’e’ una parola o una scena di troppo in questo film che senza mai alzare la voce o fare la morale, e’ capace di raccontare un mondo con la forza secca e dolorosa di uno schiaffo in pieno volto.

Elettrico.

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...