Heart of a Dog ?
Laurie Anderson ha amato molto il suo cane rat terrier, Lolabelle. Gli ha fatto suonare il piano in pubblico, lo ha portato in California e al mare, quando ha perso la vista. Lo ha fatto morire a casa sua naturalmente e non in un canile o da un veterinario.
Nel frattempo ha tanto, tanto riflettuto sulla vita, ha letto Wittgenstein e il libro tibetano dei morti, ha vissuto l’11 settembre ed è preoccupata per la deriva della homeland security.
Ha imparato ad usare la fotocamera del suo cellulare ed a creare immagini e suggestioni visive, negli anni della sua carriera d’artista.
Ci tiene proprio a condividere con noi i pensierini e le immagini di questo onanistico e inutile Heart of a dog, che Barbera ha voluto mettere addirittura in concorso ufficiale.
Di fronte ad un risultato così disperante, pretenzioso, improvvisato e sgrammaticato, il vostro umile recensore fa un passo indietro e rinuncia a qualsiasi ulteriore osservazione.
La sola idea di perdere altro tempo con questa avanguardia vecchissima, con questi spetimentalismi anni ’70, facendolo perdere anche a voi, è motivazione sufficiente a chiudere ogni discorso.
Il concorso veneziano, già drammaticamente traballante, è davvero colpito a morte.
Solo per die hard fans della signora. Gli altri si astengano.

