Venezia 2026. Flesh Impact

Flesh Impact ***

Per celebrare il Leone alla carriera a Ellen Burstyn e il centenario della nascita di Marilyn Monroe, la Mostra presenta un notevole cortometraggio firmato da Maggie Gyllenhaal, che prende il titolo da una frase attribuita a Billy Wilder, sull’impatto carnale che la diva aveva sul pubblico.

Nel corto la Burstyn in chioma biondo platino si presenta a un’audizione per il ruolo di Carol di Orpheus Descending di Tennessee Williams.

La parte è pensata per una ventenne, ma l’attrice risponde al regista che la magia del palcoscenico non è proprio quella di poter far immaginare il personaggio dietro l’interprete?

Il provino prosegue, l’attrice si presenta come Norma Baker, racconta la storia della sua vita e le origini del suo successo. A poco a poco il volto di Dakota Johnson si sovrappone a quello di Ellen Burstyn. Durante il monologo di Carol, l’una prende il posto dell’altra. La magia è riuscita ancora una volta.

Il corto è sentito, intelligente, interpretato da Burstyn ancora nel pieno del suo registro espressivo e racconta Marilyn nei sui venti minuti, meglio di quanto non faccia Blonde di Dominik.

Difficile sapere quale sarà il destino di questo corto, ma nel contesto della Mostra e del giusto tributo a Ellen Burstyn è semplicemente perfetto.

 

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