Venezia 2026. The Basics of Philosophy

The Basics of Philosophy **

Fuori concorso il nuovo film di Paul Schrader, The Basics of Philosophy, è attraversato dai temi consueti della colpa e della redenzione, del sacrificio e del castigo.

Il protagonista è un professore di filosofia, John Jorrisen. Da molto tempo si vede con una collega di psicologia della stessa facoltà, Rebecca Richards, divorziata con un figlio adolescente, ma non sembra decidersi a sposarla.

Al funerale del padre si presenta un uomo misterioso che appartiene al suo passato.

Quando John rifiuta l’approccio di una sua alunna poco studiosa si sente rispondere in questo modo: “So chi è, so cosa ha fatto“.

Turbato da quelle parole, si mette sulle tracce dell’uomo misterioso che si chiama Miguel Vasque, ha una società immobiliare e da giovanissimo è stato suo alunno di pianoforte.

Proprio durante una delle lezioni di piano è accaduto un incidente di natura sessuale che ha avuto un’importanza decisiva nella vita di entrambi.

Ora che la verità riemerge dall’oblio e John sta finalmente per sposare Rebecca, le ombre del passato oscurano il presente di tutti i personaggi.

Schrader continua a costruire i suoi film secondo il modello che l’ha reso celebre. Anche questa volta abbiamo un uomo solo, che scrive e racconta la sua storia. Il senso di colpa è un fardello che pesa sulle sue spalle fino a spingerlo a cercare il sacrificio e l’espiazione, in un mondo a cui il protagonista sembra essere costantemente estraneo.

Non a caso sogna di incontrare Spinoza e insegna i fondamenti di una materia che alimenta i suoi costanti interrogativi sull’esistenza.

Il suo film questa volta è piuttosto fragile, indifeso, adagiato su tempi narrativi che appaiono sempre dilatati, forse testimonianza di un’urgenza narrativa non così forte.

Anche il finale stavolta è decisamente pacificato, al contrario di quanto accade nei suoi lavori maggiori: la volontà di sacrificio è solo manifestata, le fratture si ricompongono, il perdono abbraccia vittime e carnefici.

Che anche Schrader – come già si notava ne Il maestro giardiniere – stia diventando sentimentale?

 

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