I film dell’anno 2025-2026

Il consueto appuntamento di fine stagione con la classifica dei migliori dell’anno, coincide con l’uscita del nostro libro “Oltre il Novecento: 25 anni di cinema in 100 film“, con cui abbiamo tentato di riassumere il lavoro fatto nel nuovo secolo, tracciando una mappa ideale del cinema nostro contemporaneo.

La stagione 2025-2026 porta segnali incoraggianti per il cinema in sala, con il ritorno di Zalone e quello di Il diavolo veste Prada a presidiare il podio saldamente, assieme al biopic di Michael Jackson.

Sorrentino bissa il successo di Partenope, Muccino torna a numeri pre-covid e in generale si respira un’aria incoraggiante, anche per l’arrivo nella stagione più calda di due colossi come l’Odissea di Nolan e il nuovo quarto Spider-Man, su cui la Marvel ha riposto le sue speranze di rilancio.

Il vetta alle nostre preferenze Sentimental Value di Trier, che dopo il Gran Prix vinto a Cannes 2025 ha attraversato la stagione da trionfatore, fino all’Oscar.

A lui abbiamo dedicato la nostra ultima monografia: Joachim Trier – Raccontare l’invisibile: tempo, memoria e identità.

Sul podio c’è anche Paul Thomas Anderson, che ha finalmente coronato il sogno di ogni regista americano, portandosi a casa la statuetta attesa trent’anni per il suo film più politico, nonostante Warner abbia deciso di mettere la sordina a tutte le polemiche possibili, senza farne un facile vessillo anti-trumpiano.

Al terzo posto l’unico film dalle piattaforme, Train Dreams, un’elegia malickiana sul tempo perduto che avrebbe meritato certamente lo spazio della sala, per la straordinaria cura formale con cui è impaginato.

Bell’esordio francese, visto alla Semaine, Nino è forse il più piccolo dei film in classifica, ma uno dei più sentiti, onesti, diretti: lo shock della diagnosi più infausta si unisce all’incertezza e alla precarietà come condizione esistenziale.

Altri due film piccolissimi al quinto e sesto posto, l’horror Obsession, vera scoperta di stagione, capace di condensare in un assurdo desiderio tutta la complessità dei rapporti sentimentali nell’era del consenso.

Quindi The Voice of Hind Rajab, Gran premio a Venezia per la tunisina Ben Hania, che recupera la vera telefonata ai soccorritori di una bambina palestinese, costruendoci attorno il film più disarmante e politico della stagione.

Non meno bruciante e contemporaneo, girato con degli iphone, Kontinental ’25 di Radu Jude, che torna a raccontare la confusione e le contraddizioni della nostra Europa, guardando a Rossellini e non solo.

Odissea appena uscito è un adattamento kolossal da 250 milioni del poema omerico, in cui Nolan rifà se stesso senza però davvero rischiare, privilegiando un’interpretazione della figura di Ulisse, che lo avvicina ai “suoi” eroi del ritorno.

L’agente segreto è un film brasiliano che ci riporta agli anni della dittatura, mescolando cinema, politica, suggestioni e testimonianze: il film cresce alla distanza ed esplode in un finale che nega ogni inutile spettacolarità.

Chiude la top ten il cinese Bi Gan, con il suo Resurrection: un’inizio con un’omaggio al cinema delle origini, poi una serie di altre storie possibili, quindi un’ora finale di pura bellezza, con un altro piano sequenza notturno e maledetto. Il giovane cinese celebra la morte del cinema o la sua rinascita? Il dubbio rimane, ma l’impresa si fa apprezzare.

Di seguito come sempre la classifica dei primi venticinque, con i link alle nostre recensioni:

  1. Sentimental Value
  2. Una battaglia dopo l’altra
  3. Train dreams
  4. Nino
  5. Obsession
  6. The voice of Hind Rajab
  7. Kontinental ’25
  8. Odissea
  9. L’agente segreto
  10. Resurrection
  11. Pomeriggi di solitudine
  12. Un semplice incidente
  13. La grazia
  14. Le città di pianura
  15. L’ultima missione – Project Hail Mary
  16. Lo straniero
  17. Toy Story 5
  18. Yellow Letters
  19. Marty Supreme
  20. Hamnet
  21. Miroirs no. 3
  22. L’anno nuovo che non arriva
  23. Bugonia
  24. E’ l’ultima battuta?
  25. Backrooms