Succederà questa notte ***
Vedendo il nuovo, quindicesimo film di Nanni Moretti – tratto dai racconti di Eskhol Nevo, pubblicati nel libro Legami – viene da chiedersi cosa sarebbe stato il suo cinema se dopo il dittico Caro Diario & Aprile, con la fine dell’alter-ego Michele Apicella e dell’autobiografismo per immagini, l’autore si fosse dedicato esclusivamente alla regia, alla messa in scena di soggetti altrui, alla direzione degli attori.
Succederà questa notte sembra rispondere in modo pertinente a questo interrogativo, molto meglio di quanto tentato da Tre Piani, sempre ispirato a l dello scrittore ebreo. Il cinema di Moretti sarebbe stato probabilmente prossimo a quello di Almodovar, al suo amore per il melodramma borghese, senza gli accenti identitari e senza lo stile lussureggiante del maestro spagnolo, ma con il medesimo rifiuto per il realismo e la medesima sensibilità per la musica e la performance.
Succederà questa notte torna per molti versi all’ossessione per il discorso amoroso di Bianca, senza la radicalità dolorosa di quegli anni giovanili, ma con il medesimo imperativo: l’amore può essere solo tutto o niente.
Il film racconta la storia continuamente interrotta e rimandata attraverso gli anni tra il libraio Matteo e l’attrice Greta. Quando li incontriamo la prima volta lui ha appena avuto un bambino con una donna norvegese che non lo seguirà a Roma e lei ha lasciato il fidanzato a Mumbai in ginocchio mentre le chiedeva di sposarlo. Sette anni dopo i due si incontreranno per caso su un campo da tennis, il giorno del matrimonio di Greta con l’avvocato Carlo, nel cui circolo si tiene il ricevimento.
Un game vinto a piedi nudi e in abito da sposa sarà fatale. Ma il destino li tiene a lungo lontani.
Nel frattempo Matteo esaudisce l’ultimo desiderio del padre malato accompagnandolo ad un concerto di Springsteen e sposa la dottoressa che l’ha avuto in cura sino alla fine.
Greta invece ha una figlia problematica che la spinge a lasciare i set internazionali per starle accanto, a Roma. Sette anni dopo i due si rivedono per caso, una mattina d’autunno in un bar vicino alla libreria di Matteo.
La passione li travolge nonostante entrambi abbiano altre vite e altri amori. Nella casa vuota del padre di Matteo, tra divani impolverati e una enorme collezione di vinili, i due vivono poco più di cinquanta giorni d’amore.
Tre anni dopo i due si ritroveranno a una performance teatrale: le cose sono nuovamente cambiate e quella promessa che si sono scambiati un tempo forse “succederà questa notte”.
Liberato dall’obbligo di apparire, Moretti cesella un lavoro di grande eleganza formale, di grande lavoro sugli interpreti, fra straniamento teatrale, economia di gesti e di espressioni. E’ coadiuvato dalla fotografia di Francesco Di Giacomo che esalta gli interni lussuosi in cui si svolge la storia e sceglie la luce giusta per i tanti esterni diversi in cui i personaggi si muovo, tra Oslo, San Sebastian e Roma.
Ma è la musica, anche grazie alla colonna sonora straordinariamente evocativa di Alberto Iglesias, a muovere il film verso territori nuovi e antichi per Moretti, in un gioco del destino e della (in)felicità in cui i sentimenti scelgono sempre un tempo diverso per manifestarsi.
Più di Springsteen che già aveva usato in Palombella Rossa è She’s a Rainbow dei Rolling Stones a segnare uno scarto sentimentale: ascoltata e ballata con Matteo nella fantasia coreografica di Greta, subito interrotta invece quando è la radio del marito a riproporla.
Se ogni storia d’amore è una storia di fantasmi, il film si riempie di apparizioni e sparizioni, di padri e figli imperfetti, di famiglie possibili e impossibili, di amanti e compagne da tenere stretti o lasciar andare.
Succederà questa notte è un film che gioca con il tempo, lo piega, lo manipola, lo dilata cinematograficamente, riprendendo i suoi personaggi in un arco lungo diciassette anni, salvo poi suggerire che la storia di Matteo e Greta comincia davvero solo dopo l’ultima inquadratura in un finale mai così perfetto.
I due protagonisti sono Jasmine Trinca che interpreta Greta con una generosità che esalta il suo notevole spettro espressivo e che la maturità ha reso ancor più credibile, e Louis Garrel che dona a Matteo la solita impareggiabile leggerezza di chi non sembra aver faticato un solo giorno nella propria vita.
La coppia funziona magnificamente nell’incontro fra le attese romantiche e fatali di lui e le fughe precipitose e mascherate di lei, ma anche nella dimensione erotica dei corpi, che il film mostra senza falsi pudori.
Il lavoro di scrittura e riscrittura dei racconti di Nevo è firmato dal regista con Francesca Marciano, Federica Pontremoli e Valia Santella: gli incastri del caso e gli incontri fatali accentuano la dimensione esplicitamente romanzesca del film, che tuttavia rimane credibile anche grazie a un vasto coro di personaggi di secondo piano, che accompagnano e arricchiscono la storia di Greta e Matteo.
Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?
Sorprendente.

Non vedo l’ora che arrivi nelle sale.