Venezia 2026. Succederà questa notte

Succederà questa notte ***

Vedendo il nuovo, quindicesimo film di Nanni Moretti – tratto dai racconti di Eskhol Nevo, pubblicati nel libro Legami – viene da chiedersi cosa sarebbe stato il suo cinema se dopo il dittico Caro Diario & Aprile, con la fine dell’alter-ego Michele Apicella e dell’autobiografismo per immagini, l’autore si fosse dedicato esclusivamente alla regia, alla messa in scena di soggetti altrui, alla direzione degli attori.

Succederà questa notte sembra rispondere in modo pertinente a questo interrogativo, molto meglio di quanto tentato da Tre Piani, sempre ispirato dal lavoro dello scrittore ebreo. Il cinema di Moretti sarebbe stato probabilmente prossimo a quello di Almodovar, al suo amore per il melodramma borghese à la Sirk, senza gli accenti identitari e senza lo stile lussureggiante del maestro spagnolo, ma con la medesima sensibilità per la musica e la performance.

Succederà questa notte racconta la storia d’amore continuamente interrotta e rimandata attraverso gli anni tra il libraio Matteo e l’attrice Greta. Si incontrano per caso su un campo da tennis, il giorno del matrimonio di Greta con l’avvocato Carlo, nel cui circolo si tiene il ricevimento.

Un game vinto a piedi nudi e in abito da sposa sarà fatale. Ma il destino li tiene a lungo lontani.

Nel frattempo Matteo esaudisce l’ultimo desiderio del padre malato accompagnandolo ad un concerto di Springsteen e sposa la dottoressa che l’ha avuto in cura sino alla fine.

Greta invece ha una figlia problematica che la spinge a lasciare i set internazionali per starle accanto, a Roma. Sette anni dopo i due si rivedono per caso, una mattina d’autunno in un bar vicino alla libreria di Matteo.

La passione li travolge nonostante entrambi abbiano altre vite e altri amori. Nella casa vuota del padre di Matteo, tra divani impolverati e una enorme collezione di vinili, i due vivono poco più di cinquanta giorni d’amore.

Tre anni dopo i due si ritroveranno a una performance teatrale: le cose sono nuovamente cambiate e quella promessa che si sono scambiati un tempo forse “succederà questa notte”.

Liberato dall’obbligo di apparire, Moretti cesella un lavoro di grande eleganza formale, coadiuvato dalla fotografia di Francesco Di Giacomo che esalta gli interni lussuosi in cui si svolge la storia e sceglie la luce giusta per i tanti esterni diversi in cui i personaggi si muovo, tra Oslo, San Sebastian e Roma.

Ma è la musica come sempre straordinariamente evocativa di Alberto Iglesias a muovere il film verso territori nuovi per Moretti, in un gioco del destino e della (in)felicità in cui i sentimenti scelgono sempre un tempo diverso per manifestarsi.

I due protagonisti sono Jasmine Trinca che interpreta Greta con una generosità che esalta il suo notevole spettro espressivo e che la maturità ha reso ancor più credibile, e Louis Garrel che dona a Matteo la solita impareggiabile leggerezza di chi non sembra aver faticato un solo giorno nella propria vita.

Il lavoro di scrittura e riscrittura dei racconti di Nevo è firmato dal regista con Francesca Marciano, Federica Pontremoli e Valia Santella: gli incastri del caso e gli incontri fatali accentuano la dimensione esplicitamente romanzesca del film, che tuttavia rimane credibile anche grazie a un vasto coro di personaggi di secondo piano, che accompagnano e arricchiscono la storia di Greta e Matteo.

Sorprendente.

 

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