Cinema con vista: Tomorrowland

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Che cos’è la proiezione di un futuro distopico se non lo specchio delle nostre paure? Un atavico timore per le nostre azioni passate che tutti vorremmo ricondurre ad un avvenire migliore, ricco di speranza e privo di screzi. Partendo da questo presupposto, la Disney ha fatto tesoro di errori da centinaia di milioni di dollari del calibro di The Lone Ranger, affidandosi ad un divertimento calcolato per uscire dalla tenebra.

Tomorrowland è uno splendido esempio di coesione tra ciò che è e ciò che sarà, con uno sguardo verso l’orizzonte che non potrebbe essere più ottimistico. Nessun problema è senza soluzione ed anche se il presente può sembrare irrimediabile, bisogna cercare di capirne il funzionamento, per poter comprendere quale sia la rotta migliore da seguire. Il tutto naturalmente è espresso con la leggerezza che si conviene ad un insegnamento a misura di bambino, come in ogni film Disney che si rispetti.

Ritornano alla mente i grandi classici come Il Re Leone, attualizzandoli con la tecnologia e lo spirito fantascientifico che li accomuna al mondo moderno, perché solo in questo modo si può godere di un film chiamato Tomorrowland. Aggiungendo un pizzico di Terminator ed uno “sguardo alle stelle” degno del miglior Nolan, il regista Brad Bird ha confezionato una storia che vuole richiamare i fasti del passato, con un presente che è meglio di una giornata al Luna Park.

Allo spettatore sembrerà di salire su una giostra ricca di suggestioni visive e di momenti adrenalinici, che vogliono stupire principalmente con gli occhi e poi col cuore. Città futuristiche e tecnologie all’avanguardia si mischiano con astronavi e viaggi bidimensionali, in un turbinio di effetti speciali e buoni sentimenti. Un progetto sontuoso, il cui obbiettivo è staccarsi dal semplice entertainment da blockbuster per offrire un’esperienza più profonda, che colpisce allo stesso modo sia gli adulti sia i bambini.

Il risultato è un ibrido dalle belle speranze, che non vuole pendere eccessivamente da nessuna delle due parti per non deludere nessuno: un chiaro esempio di political correct legato alle necessità di mercato e di botteghino. Non si osa e non ci si sbilancia per non reiterare gli errori passati, ma alcune volte l’equilibrio può essere la via giusta per chi non vuole fallire.

Lasciatevi trasportare in una pellicola ottimista e colorata, per non perdere la speranza e per la gioia dei più piccoli, capaci di confrontarsi con innocenza con i grandi problemi del pianeta. Brad Bird li indica come la soluzione, ma ha paura a descrivere una realtà che si discosti dal positivismo e dai buoni sentimenti, creando un mondo tanto fantascientifico quanto irreale. Forse un po’ meno miele ed una quantità maggiore di sale avrebbero innalzato Tomorrowland dalla media del genere, però un ottimo comparto tecnico ed un Dottor House da fumetto sono le chiavi vincenti per due ore abbondanti di sana sospensione del giudizio.

Degne di nota le musiche di Michael Giacchino, sempre in grande spolvero dopo la colonna sonora di Star Trek.

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