Aquaman continua a regnare sul Box Office mondiale

Nei giorni delle feste, le notizie di cinema sono avare, ma i film incassano sempre di più e le news migliori sono quelle del box office.

Aquaman si conferma leader delle feste con un secondo weekend da 51 milioni di dollari, che portano il suo totale a 189 in patria ed a 749 in tutto il mondo. Potrebbe essere il primo film DC a superare il miliardo di dollari, dopo i Batman di Nolan. Natale d’oro per la Warner.

Al secondo posto Il ritorno di Mary Poppins non sfonda, ma si conferma quieto hit delle feste con 28 milioni di dollari, 98 complessivi e 173 nel mondo. Un po’ troppo pochi per un budget non dichiarato, ma certamente superiore ai 100 milioni.

Al terzo posto Bumblebee, che raccoglie altri 20 milioni, raggiunge i 66 negli States e i 156 nel mondo. Per un film costato 130 milioni  senza pubblicità e marketing, è davvero poco. Ma le feste non sono finite.

Quarto posto per il capolavoro d’animazione natalizio targato Marvel: Spider-Man: un nuovo universo aggiunge 18 milioni al totale di 103, che diventano 213 in tutto il mondo.

Chiude la top five Il corriere – The Mule di Eastwood che ha raggiunto i 50 milioni di dollari negli States e deve ancora uscire all’estero.

Solo sesto Vice di Adam McKay con Christian Bale che uscito il 25 ha raccolto sinora 17 milioni di dollari: considerato che si tratta un film politico su Dick Cheney è un buon risultato.

Da segnalare che per capodanno in Cina, grazie ad un’operazione di marketing fenomenale, il capolavoro di Bi Gan, Long Day’s Journey Into Night, ha incassato già 15 milioni di dollari in sole prevendite. Si tratta di un film arthouse, onirico, imprevedibile, con un piano sequenza infinito in 3D, che occupa tutta la seconda metà. Difficilmente una hit da botteghino, eppure l’idea che sia un film assolutamente da vedere a capodanno ha trovato ampi consensi nel pubblico locale, facendone successo decisamente improbabile.

Secondo quanto invece riportato da Indiewire in una bellissima analisi di fine anno a cura di Tom Brueggemann, se i dati d’incasso per il 2018 sono molto buoni, riportando il totale a 11,9 miliardi di dollari e 1,3 miliardi di biglietti staccati, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente, se guardiamo ai soli biglietti è il quindicesimo risultato negli ultimi diciotto anni.

Eppure per gli esercenti non va male, il tempo degli investimenti tecnologici e nelle strutture è ormai alle spalle e nonostante l’attacco di Netflix, il business è ancora redditizio.

I problemi sono forse di qualità del prodotto. il 60% dei biglietti ha premiato film nati da idee non originali: franchise, sequel, prequel o remake.

E non tutti hanno funzionato: Star Wars, Harry Potter e Pacific Rim sono andati maluccio, Tomb Rider, Predator, Millennium hanno tutti messo a rischio nuovi sviluppi.

Si salva l’horror, sempre una garanzia in questi ultimi cinque anni: non solo quelli a basso budget della Blumhouse, ma anche film come A Quiet Place, Halloween o Hereditary, hit a sorpresa.

Anche il calendario si è fatto sempre più ampio: oltre all’estate e alla finestra compresa fra Thanksgiving e Natale, Black Panther ha incassato 700 milioni a febbraio, aprile è mese di Avengers e ottobre ha visto il trionfo di Lady Gaga e Venom.

Purtroppo i numeri peggiori li hanno fatti i prodotti di qualità, spesso indipendenti, che hanno faticato come non mai: Annapurna ha pagato il prezzo più caro, ma anche le altre arrancano.

The Sisters Brothers, Se la strada potesse parlare del premio Oscar Barry Jenkins, Van Gogh At Eternity’s Gate, Vox Lux, Suspiria, First Reformed, The Front Runner, Tully, Wildlife, persino First Man è andato lontano dalle attese.

Gli unici che stanno incassando qualcosa sono Vice, Green Book e The Favourite. Davvero troppo poco. E’ come se il pubblico si aspettasse ormai questi film sulle piattaforme digitali.

Che sia questa la legacy più minacciosa di Netflix?

Nel frattempo in Italia la leadership di Mary Poppins traballa. A metterla in discussione un’altra donna che viaggia nel cielo, La befana vien di notte della Cortellesi, che apre con 2,7 milioni di euro in tre giorni, è seconda per soli 2.000 euro sabato e prima domenica.

Il musical di Rob Marshall conquista comunque altri 3,2 milioni nel weekend di Natale e raggiunge i 9,2 milioni di euro complessivi.

Al terzo posto resiste strenuamente Bohemian Rhapsody con 1,9 milioni e un totale di 20,8, largamente il migliore dell’anno e di stagione. Non solo, ma negli ultimi 3 anni solo La bella e la bestia aveva raggiunto i 20 milioni in Italia. Un trionfo.

Quarto posto per Amici come prima di Boldi e De Sica, che comincia a scendere con 1,8 e un totale di 6,5. I dati dei cinepanettoni sono lontanissimi, ma è un buon risultato.

Quinto il fiacco Moschettieri del Re di Veronesi con 1,7 milioni in quattro giorni di programmazione. Sesto Spider-Man: un nuovo universo che incassa un milione nel weekend e porta il totale in 6 giorni a 1,8.

In caduta libera Bumblebee con 850.000 euro e un totale di 2,6 finora.

Nel frattempo a fondo classifica Un piccolo favore supera i 2 milioni e Il testimone invisibile si avvicina con 1,9, Il grinch è arrivato a 5,7, The Old Man & The Gun a 842.000 euro; 7 uomini a mollo a 773.000 euro, Cold War a 539.841 euro; Capri Revolution a 495.301 euro.

Anche in Italia il cinema di qualità sta faticando enormemente sotto le feste. L’idea della contro-programmazione non ha funzionato questa volta.

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