Cannes 2013. Il tocco del peccato

A-touch-of-Sin

Il tocco del peccato – A touch of sin ***

Jia Zhangke e’ sembre stato capace di far esplodere le contraddizioni della grande locomotiva cinese, raccontando con sguardo antonioniano i paradossi e la crudelta’ di un mondo nuovo, spinto ad una crescita insensibile alle ragioni degli uomini.

Leone d’Oro a Venezia con il suo ultimo Still Life, il nuovo A touch of sin, prodotto anche da Kitano, e’ stato ispirato da quattro episodi che il regista ha scoperto su Weibo, un social network cinese.

Il film ha un inizio folgorante:  mentre un uomo in moto e’ fermo a contemplare un camion ribaltatosi in mezzo alla strada, facendo volteggiare uno dei pomodori caduti a terra, un altro uomo in moto viene assalito da tre malintenzionati

con armi di fortuna: senza perdere il suo contegno, il motociclista, estrae una pistola e fredda i primi due. Al secondo, in fuga, spara alle spalle. Nel frattempo, il camion ribaltato esplode.

Dopo i titoli comincia il primo dei quattro episodi in cui e’ diviso A touch sin. Quattro storie che parlano di zone lontanissime della Cina, quattro racconti di morte e violenza improvvisa.

Nel primo il motociclista dei titoli si ritrova a chiedere conto alle autorita’ del suo paese, arricchitesi con la vendita della miniera di carbone, di dar conto della loro corruzione.

Nel secondo episodio, l’altro motociclista, ritorna a casa per Capodanno, dopo aver lavorato lontano. Il bisogno di soldi lo spinge a uccidere e rapinare una coppia.

Il terzo episodio e’ dedicato ad una centralinista che lavora in una sauna d’appuntamenti. L’arroganza di una coppia di clienti troppo insistenti, la spingeranno ad una reazione sanguinosa.

Il protagonista del quarto episodio e’ un giovane operaio che dopo aver distratto un collega, spingendolo a tagliarsi un dito, trova lavoro in un grande albergo dove si innamora di una prostituta che la stessa direzione ha assunto per soddisfare i propri clienti.

L’affresco di Jia Zhangke e’ coraggioso e riuscito: come nelle grandi narrazioni popolari, il film viaggia nelle diverse aree della crescita cinese, da Shanxi dove e’ nato, a Chongqing, una citta’ del sud ovest bagnata dal Fiume Giallo, vicina alle Tre Gole, da Hubei nella Cina centrale alla citta’ di Dongguan nella regione sudtropicale del Guangdong, culla della rivoluzione capitalistica locale.

Jia mostra l’altro lato della medaglia: il paese cresce e le ricchezze si accumulano, ma il divario sociale diventa sempre piu’ largo e la depressione indotta dal privilegio altrui finisce per scatenare reazioni incomprensibili.

E quando l’insoddisfazione  per l’ingiustizia sociale non ha modi ne’ forme per esprimersi, in un paese sottoposto a rigida censura culturale, allora la violenza finisce per essere l’unico modo, o forse quello piu’ semplice ed efficace, per rivendicare la propria dignita’ perduta.

La rabbia e la frustrazione sospingono i suoi personaggi in una spirale di piccole irrazionali vendette, che segnano un panorama di decadenza morale e ideale.

Forse A touch of sin non mantiene tutte le sue promesse e Jia avrebbe potuto tagliare qualcosa, rendendo piu’ compatto un racconto che si dilunga per due ore e quindici, ma che appare chiarissimo sin dal folgorante prologo.

Il titolo e’ un omaggio dichiarato al capolaro di King Hu, A touch of Zen ed alla tradizione wuxia, a cui il film di Jia rimanda indirettamente nella tematica della rivolta del singolo contro il potere opprimente e piu’ esplicitamente quando la violenza sembra prendere il sopravvento.

Come sempre bravissima Zhao Tao, volto simbolo del cinema di Jia Zhangke.

Il regista in conferenza stampa ha confermato che il suo film dovrebbe uscire in Cina senza censura. Ce ne rallegriamo, ma e’ anche una conferma che con A touch of sin sembra cominciata la percicolosa canonizzazione del suo cinema. Jia dimostra di sapere fare anche altro rispetto ai suoi dolenti tableu vivant, e si abbandona ad una fantasia compositiva inedita, con fucili nascosti in foulard con l’effige una tigre, donne e serpenti , statue di Mao ed effigi cristiane ed una bellissima Maserati a cui applica la cura Tarantino…

Da vedere.

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