Cannes 2013. La vie d’Adele vince la Palma d’oro!

Palme d'Or - La vie d'Adele

“I want to dedicate this prize and this film to the wonderful young people of France who I met while making this film and who taught me so much about the hope for freedom and of living in harmony together. And to the young people who, not so long ago, lived through the Tunisian revolution, so as to inspire them to live in freedom, express themselves in freedom and love in freedom.”

Abdellatif Kechiche

E’ il capolavoro di Abdel Kechiche, La vie d’Adele, a vincere con merito ed in un trionfo di consensi il 66°Festival di Cannes.

Il presidente di giuria, Steven Spielberg consegna la Palma al regista ed alle sue due straordinarie attrici Adele Exarchopoulos e Lea Seydoux.

Si chiude così con l’unico finale possibile un’edizione buona e resa significativa proprio dall’eccezionalità de La vie d’Adele, arrivato al Festival senza titoli, appena uscito dalla sala di montaggio.

E’ un film difficile, coraggioso che avrà bisogno di questo premio per mantenere la forza della sua integrità, anche quando arriverà in sala a partire dal prossimo ottobre. Già si era parlato di possibili tagli alle scene d’amore più controverse.

Kechiche l’ha dedicata alla bella gioventù francese ed a quella tunisina che ha lottato per la propria libertà.

Non c’è dubbio che ad uscire vincitore da questo festival è il cinema francese tout court, ormai seconda potenza dopo Hollywood e patria universale del cinema d’autore. Moltissimi film del concorso erano prodotti e coprodotti da società francesi. Il successo di Kechiche segue quello di Haneke per Amour e si aggiunge ai trionfi di The Artist, partito proprio da Cannes due anni fa. Degli ultimi sei vincitori della Palma (La classe, Zio Boonmee, Il nastro bianco, The Tree of life, Amour e appunto La vie d’Adele) cinque sono stati almeno coprodotti dai transalpini: un dominio evidente, che segna in maniera ancor più netta la distanza con il nostro paese.

Inutile lamentarsi in modo stupido e provinciale, se un film italiano non vince. Non c’è sempre un Nanni Moretti a presiedere la giuria…

Cominciamo a chiederci invece perché non ci sono più film prodotti o coprodotti da società italiane nel concorso principale. Questo è il vero problema.

La Francia ha saputo investire soldi pubblici e privati, ricreando un industria forte e influente, sulle ceneri dei loro pessimi anni ’80 e ’90, ricostruendo le basi per un intera generazione di talenti, dietro e davanti alla macchina da presa. Ed i risultati del loro box office non fanno che alimentare questa industria.

La battaglia sull’eccezione culturale del prodotto cinema all’interno dei negoziati di libero scambio tra Europa e Stati Uniti è solo l’ultima delle iniziative francesi, che ha trovato pieno riconoscimento persino dal Presidente della Giuria Steven Spielberg, che l’ha sostenuta in diretta nel corso della cerimonia di chiusura.

Tornando al palmares, il Grand Prix è andato al nuovo film dei fratelli Coen, assenti e rappresenti dal loro protagonista. Per loro è l’ennesimo riconoscimento di una carriera cominciata proprio sulla Croisette, quasi trent’anni fa.

I due migliori attori sono Bruce Dern per Nebraska e Berenice Bejo per Le passé. Ottima scelta. Indubbiamente due tra le migliori interpretazioni in concorso, in due film certamente riusciti.

Premiato anche Jia Zhangke per la sceneggiatura del suo A touch of sin.

Più deboli invece il premio della giuria e quello alla regia, andati rispettivamente al giapponese Like father, like son ed al cruento messicano Heli.

Ma è difficile fare un riprovero ad una giuria che non ha sbagliato quasi nulla, segnalando novità e conferme e premiando certamente il migliore dei film in concorso, senza lasciarsi spaventare dalla sua forza travolgente.

Ecco tutti i premiati:

  • Palme d’or: LA VIE D’ADÈLE – CHAPITRE 1 & 2 (Blue Is The Warmest Colour) by Abdellatif KECHICHE
  • Grand Prix: INSIDE LLEYWN DAVIS by Ethan COEN, Joel COEN
  • Prix du Jury: SOSHITE CHICHI NI NARU (Like Father, Like Son) by KORE-EDA Hirokazu
  • Prix de la Mise en Scène: Amat ESCALANTE for HELI
  • Prix d’interpretation masculine: Bruce DERN – NEBRASKA by Alexander PAYNE
  • Prix d’interpretation feminine: Bérénice BEJO – LE PASSÉ (The Past) by Asghar FARHADI
  • Prix du scénario: JIA Zhangke for TIAN ZHU DING (A Touch Of Sin)
  • Palme d’or du Court Métrage/Palme d’or for Best Short Film: SAFE by MOON Byoung-gon
  • Court Métrage Special Mention: 37°4 S by Adriano VALERIO
  • Court Métrage Special Mention: HVALFJORDUR (Whale Valley / Le Fjord des Baleines) by Gudmundur Arnar GUDMUNDSSON

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