Cannes 2013. Giovane e bella

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Giovane e bella – Jeune et jolie **1/2

Ecco la prima grande sorpresa del concorso di Cannes 66. Nelle sale italiane con Nella casa, Ozon presenta sulla Croisette il suo nuovo Jeune et Jolie.

Ed il suo film mantiene la promessa: e’ veramente giovane e bello. E con la forza della gioventu’ e la bellezza sfrontata della sua protagonista, Marine Vacth, spazza via ogni attesa di scandalo facile ed ogni semplificazione morbosa.

Nel raccontare un anno nella vita di una giovane diciassettenne, che perde la verginita’ con un tedesco conosciuto in vacanza e poi, tornata a Parigi, scopre l’attrazione irresistibile per la prostituzione online, Ozon evita ogni caduta di stile ed ogni retorica moralista.

Isabelle fa sesso a pagamento con clienti spesso anziani e facoltosi, nascondendo ai suoi genitori ed ai suoi compagni di liceo una doppia vita inconfessabile.

Accumula soldi, ma non li spende per nulla. Non e’ il denaro ad attrarla e neppure la trasgressione in se’: non c’e’ nulla da comunicare nella sua sfrontata sessualita’. Allo psicologo che la interroga alla fine, dara’ risposte scontate, a domande inutili.

I nodi e le bugie verranno al pettine quando uno dei suoi clienti muore per un attacco di cuore, nella camera d’albergo in cui si vede con Isabelle. La polizia ricostruisce la verita’ e comunica ai genitori della ragazza il senso di quelle troppe docce e di quei pomeriggi assenti.

La ricerca di una spiegazione e’ frustrante, perche’ ad Isabelle non sembra mancare nulla. Quello che Ozon mette in scena non e’ altro che il funerale della famiglia borghese, dei suoi silenzi, delle sue ipocrisie, del suo perbenismo, occultato da una liberta’ di comodo.

L’adolescenza e’ una tempesta nella quale ci si puo’ perdere, ma il viaggio di Isabelle e’ un processo di consapevolezza, una presa di coscienza del proprio corpo e della propria sessualita’.

Isabelle tornera’ nuovamente nella stanza d’albergo in cui tutto era cominciato e finito. Questa volta al risveglio sara’ sola.

Da vedere, per comprendere che solo un francese avrebbe potuto girare un film cosi’, senza sbagliare un’inquadratura o un parola e raccontando magnificamente il diario di un’adolescente inquieta, accompagnandola con la musica malinconica di Francois Hardy.

Se non fosse nel Palmares domenica prossima, sarebbe un peccato.

3 pensieri riguardo “Cannes 2013. Giovane e bella”

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