Marco Bellocchio a Cannes per la Lezione di Cinema

E’ una tradizione ormai ventennale: il Festival di Cannes invita uno dei protagonisti della scena cinematografica internazionale a tenere una lezione di cinema.

Quest’anno toccherà a Marco Bellocchio: il terzo italiano dopo Francesco Rosi e Nanni Moretti.

L’anno scorso c’erano i Dardenne, prim’ancora Tarantino, Scorsese, Kusturica, Wenders, Stone.

In un intervista al Corriere della Sera, Bellocchio interpreta il prestigioso invito, come una sorta di “riparazione”:

l’anno scorso, Vincere, dopo tanti applausi, uscì dal Festival senza premi. Sarà un caso, ma oltre a me, a Cannes ci sarà anche Giovanna Mezzogiorno…La sua interpretazione era in odore di palmares. Invece… Quest’anno è in giuria. Insomma, per entrambi, mi pare sia un attestato di stima. Ci ritroveremo sulla Croisette.

Sul contenuto della sua lezione, Bellocchio afferma

uno spunto mi viene da un articolo apparso su Sight and Sound, una rivista di cinema inglese. Parlava del mio lavoro, e tra le foto citava anche quella di Buongiorno notte. Film che, secondo il critico, avrebbe segnato la mia riabilitazione dopo la collaborazione con Massimo Fagioli. Quell’aggettivo mi ha colpito. So bene quante polemiche ha suscitato quel mio legame. Forse è arrivato il momento di parlare, una volta per tutte, di quella fase oscura, senza rinnegare nulla, con serenità. Meglio su una platea internazionale, lontana daipettegolezzi molto italiani.

Bellocchio ritorna anche sulle polemiche e la scarsa attenzione tributata in Italia al suo ultimo capolavoro.

Le 15 candidature al David, dopo un anno, sono il segno di un riconoscimento tardivo. Ma per l’Oscar si è preferito Baaria, sostenendo che gli stranieri non avrebbero capito Vincere. Di fatto è successo il contrario. Vincere ha avuto più successo all’estero. Più in Francia che in italai. Più negli Stati Uniti, dove ha riscosso critiche entusiaste.

Il nostro pubblico mi sembra momentaneamente addormentato. Persino i titoli incoronati con premi massimo vengono snobbati. Penso al magnifico Il nastro bianco di Haneke, disertato nelle nostre sale. Un disinteresse per opere fuori dal coro che forse rientra in quel clima di menefreghismo, rassegnazione, evasione di un Paese dominato dal trionfo della tv e di chi la possiede.

Difficile aggiungere altro…

Annunci

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.