Tutti i film delle feste: i nostri consigli!

Il periodo tra Natale e l’Epifania è sempre stato una miniera d’oro per gli esercenti e i distributori italiani: gli incassi migliori dell’anno si facevano proprio in concomitanza con le feste. Cinepanettoni e commedie, film d’autore e feel good movies, risate e lacrime hanno sempre caratterizzato l’offerta di fine anno, la più ricca e fortunata della stagione.

Tolo Tolo di Zalone è stato l’ultimo grande successo, un attimo prima che la pandemia ci chiudesse tutti in casa.

L’anno scorso la rondine Spider-Man: No Way Home non è stata sufficiente ad annunciare una primavera che non sempre essere mai davvero arrivata per il box office italiano.

Quest’anno Avatar: La via dell’acqua, l’attesissimo sequel del film di James Cameron, uscito a gennaio 2010, è partito con le migliori intenzioni e un incasso di 12 milioni di euro in sette giorni di programmazione: numeri d’altri tempi.

Avatar: La via dell’acqua ***

Il miglior film che potrete trovare nelle sale italiane per le feste è tuttavia The Fabelmans, il nuovo film di Steven Spielberg, che tra immaginazione e autobiografia, racconta l’innamoramento di un ragazzino ebreo nella Phoenix degli anni ’60 per la magia del grande schermo, proprio mentre la sua famiglia va in pezzi.

Un piccolo capolavoro che unisce l’animo più puro dello Spielberg della Amblin ad una riflessione sulle immagini, da parte di chi ha contribuito a forgiare l’immaginario del cinema americano degli ultimi cinquant’anni. Imperdibile.

The Fabelmans ***1/2

Uscito per l’immacolata, ma da recuperare assolutamente il francese Saint Omer, l’esordio nel lungometraggio, premiato con il Leone d’Argento e quello del Futuro a Venezia, della documentarista francese Alice Diop.

Il racconto di un processo ad una madre accusata di aver abbandonato il proprio figlio nelle onde del mare, diventa una riflessione vertiginosa sulla maternità, sul peso dell’immigrazione, delle culture d’origine, sul mecenatismo interessato, sul linguaggio stesso e sull’imperfezione della giustizia.

Saint Omer ***

Sempre dalla Mostra di Venezia arriva il bellissimo Living di Olivier Hermanus, che il premio Nobel Kazuo Ishiguro ha riscritto, a partire dalla storia di Vivere di Akira Kurosawa.

Un impiegato pubblico nella Londra degli anni ’50 scopre di essere vicino alla morte: per una volta romperà la sua impeccabile routine lavorativa e familiare, per fare qualcosa di giusto e nobile per gli altri, per la comunità.

Sontuoso Bill Nighy, perfetto il connubio tra il mondo di Ishiguro e il racconto originale.

Un piccolo gioiello natalizio da non perdere.

Living ***

Academy Two propone invece il nuovo film di Sokurov, tra animazione e archivio, Fairytale.

Mussolini, Hitler, Stalin e Churchill sulla soglia del purgatorio: l’ossessione del regista russo per la storia e il potere torna questa volta in una dimensione quasi fiabesca, tra chiaroscuri e dialoghi impossibili.

Fairytale 

Da recuperare in sala anche il film dell’austriaca Marie Kreutzer, ispirato alla principessa Sissi, colta qui sul limitare dei suoi quarant’anni, nel tentativo di sopravvivere alla noia di corte.

Una visione femminista e lontanissima da quella dei film con Romy Schneider degli anni ’50.

Qualche forzatura e un racconto ostinatamente esemplare, salvato dal talento inarrivabile di Vicky Krieps.

Il corsetto dell’imperatrice di M.Kreutzer **1/2

Dalla polonia arriva EO, il nuovo film di Jerzy Skolimowski, liberamente ispirato al capolavoro di Bresson Au Hazard Balthasar.

Il remake, in chiave moderna e animalista, racconta la storia di un asino, liberato dal circo in cui lavorava, per finire prima in un maneggio di cavalli e quindi in una famiglia di agricoltori. Diventato una mascotte della squadra locale di calcio, fuggirà ancora, arrivando nel nostro paese.

EO è inutile, se non fastidioso. Il confronto con la purezza dell’originale è impari.

EO *1/2

In sala trovate anche Le otto montagne, tratto dal libro di Paolo Cognetti e interpretato dalla coppia Marinelli, Borghi.

Il film interamente prodotto in Italia, ma diretto dai coniugi Van Groeningen e Vandermersch, è brutto come più non si potrebbe, privo di una qualsiasi idea di cinema e sentimentalmente ricattatorio, come tutto il cinema della coppai belga.

Se siete lettori del romanzo di Cognetti non sappiamo se consigliarvi di andarlo a vedere in sala, rischiando di rovinarvi il ricordo del libro o se evitarlo del tutto.

A vostro rischio e pericolo.

Le otto montagne *1/2

Su Netflix due ottime proposte natalizie: la prima è Glass Onion – Knives Out, il nuovo capitolo delle avventure di Benoit Blanc, ambientato sull’isola greca di proprietà di un magnate high tech, uscito nei cinema un mese fa in anteprima per una settimana, e dal 23 dicembre disponibile sulla piattaforma.

Divertentissimo, intelligente, puntuto: anche questa volta Johnson ha fatto centro, assieme a un Daniel Craig sempre più a suo agio. Cast di primissimo livello con Edward Norton e Janelle Monaé sugli scudi.

Glass Onion – Knives Out ***

Vi segnaliamo infine il nuovo film del due volte premio Oscar Alejeando G. Inarritu, Bardo.

Presentato a Venezia, poi tagliato di quasi 25 minuti, è il racconto del ritorno in Messico di un giornalista e documentarista, che ha fatto fortuna negli Stati Uniti. Il peso del passato, i legami familiari e d’amicizia, il senso di colpa di chi ha abbandonato il suo paese e la sua cultura, convivono in un film che si muove tra sogno e realtà in una dimensione metacinematografica.

Siamo nel limbo della vita del protagonista: ricordi, immagini, rimorsi, rimpianti si affollano vorticosamente, senza la pretesa di raggiungere una verità

Come spesso accade ai progetti di Netflix, Bardo è un fallimento stratificato e ambizioso, pieno di grande, grandissimo cinema: prendete il buono che c’è e lasciate il resto.

Bardo ***

La proposta natalizia di Apple è Emancipation di Antoine Fuqua con Will Smith, un survival movie, ispirato alle immagini pubblicate da Harper’s Weekly nel 1863 di “Whipped Peter”, scattate durante una visita medica dell’esercito dell’Unione.

L’incontro tra il cinema ottuso di Fuqua e quello ancor più stolido di Smith è da stomaci forti.

Se proprio ci tenete…

Emancipation

Chiudiamo la nostra carrellata con Close, il secondo film del giovanissimo Lukas Dhont, Gran Premio della Giuria ex aequo all’ultimo festival di Cannes.

A noi ha lasciato moltissimi dubbi, nella distanza tra un soggetto fatalistico nella sua dimensione tragica e una messa in scena di levigata e solare bellezza.

Il rischio di apparire manipolatorio è altissimo e non del tutto evitato, anche grazie ad una colonna sonora per soli archi, che accentua il languore e il sentimentalismo lacrimevole di Close.

Il film uscirà solo il 5 gennaio, proprio alla fine delle feste.

Close **1/2

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