Boyhood

Boyhood-954973569-large

Boyhood ****

Presentato al Festival di Berlino lo scorso inverno, e premiato con l’Orso d’Argento per la migliore regia, Boyhood è senza dubbio la summa poetica del suo autore.

Richard Linklater, texano di Houston, noto il Italia quasi esclusivamente per la trilogia inaugurata da Prima dell’alba, è uno dei più prolifici e talentuosi registi indipendenti americani.

Approdato al Sundance già nel 1991 con il suo primo vero film, Slacker, che raccontava la lunga giornata di un centinaio di personaggi, il successivo Dazed and Confused era a tutti gli effetti l’American Graffiti degli anni ’90, misconosciuto in Italia ma oggetto di culto negli States.

Il successo internazionale di Prima dell’alba gli consentiva di sperimentare progetti diversissimi, dall’animazione di Waking Life e A scanner darkly, al mainstream di School of Rock e Bad News Bears, fino a ritornare, ogni nove anni, di nuovo a Jesse e Celine, con Before Sunset e Before Midnight.

A lui devono molto sia Ethan Hawke, volto simbolo del suo cinema, sia Matthew McConaughey, scoperto e lanciato da Dazed and Confused e Jack Black, capace di mostrare tutto il suo spettro interpretativo nei due ruoli regalatigli da Linklater.

Due sono le costanti nella sua filmografia: la prima è quella per la parola. Le battute e i dialoghi dei suoi film non suonano mai scritti, vivono di una naturalezza magica, che rompe ogni finzione, per respirare al ritmo lento della vita. I suoi attori finiscono quasi sempre per scomparire dietro ai volti ed alle parole dei loro personaggi.

La seconda ossessione è quella per il tempo e lo spazio. Molti suoi film sfidano l’ontologia del racconto cinematografico: Slacker si svolge in una sola giornata, frammentando l’azione in quaranta diversi momenti, Tape rispetta le unità aristoteliche, la trilogia recupera gli stessi protagonisti, indagando sulle loro vite a distanza di anni.

Boyhood è il punto di arrivo di questa duplice ricerca. Linklater ha girato con gli stessi attori, Ethan Hawke e Patricia Arquette nella parte dei genitori separati ed i piccoli Ellar Coltrane e Lorelei Linklater nel ruolo dei loro figli, per dodici anni, dal 2002 al 2013, cogliendo la vita del suo protagonista, Mason jr. dall’infanzia sino al primo giorno di college.

Quando Jean Cocteau descriveva il cinema come la morte al lavoro sul volto degli attori, cogliendo perfettamente l’aura mitica e maledetta della settima arte, capace di stravolgere il concetto di tempo, eternando volti e sguardi, creando fantasmi, ma allo stesso tempo mostrandone i segni inevitabili di decadimento, che lo schermo rimanda per 24 fotogrammi al secondo, forse non pensava che un’operazione come quella di Linklater fosse possibile.

Eppure il regista texano già con la trilogia ed ora in maniera ancor più esplicita con Boyhood ha mostrato tutta l’efficacia di quella originaria intuizione.

Ma al di là dell’audacia del progetto narrativo e delle sue modalità produttive, del tutto inconsuete e inedite, Boyhood è un film profondamente commovente nella sua sincerità.

Senza bisogno di date, nè di stacchi netti, segnando lo scorrere del tempo solo attraverso la colonna sonora pop ed i dialoghi dei suoi personaggi, Linklater racconta semplicemente la quotidianità di una famiglia disfunzionale nell’america del nuovo secolo.

La madre si trasferisce e torna all’università per finire gli studi, prendere un master e poi insegnare psicologia, il padre, musicista scapestrato e velleitario, fuggito dall’Alaska si stabilisce di nuovo in Texas per vedere i bambini, intanto Mason Jr e la sorella crescono, fanno amicizia coi nuovi compagni di scuola, vanno alle feste, scoprono l’amore e i sentimenti.

Il tempo passa, i corpi cambiano, le voci ed i volti si fanno più maturi, la madre trova nuovi compagni, sempre sbagliati, il padre donnaiolo e senza un dollaro, finisce per risposarsi con una donna che viene da una famiglia tipicamente sudista, tutta Chiesa e fucile.

Nel frattempo il piccolo Mason Jr. scopre una passione per la fotografia. Non succede nulla di sconvolgente in Boyhood. Quello che accade è semplicemente la vita, con i suoi piccoli affanni, le sue feste e le sue gioie, le sue difficoltà economiche ed i suoi affetti.

Non tutto è perfetto, naturalmente, qualche momento meno originale viene dai più classici racconti di formazione, ma Linklater è sempre capace di sorprendere, grazie alla straordinaria naturalezza dei suoi attori ed ad una messa in scena che esalta il suo minimalismo.

I dialoghi serrati della trilogia lasciano il posto ai silenzi del timido protagonista, al suo anticonformismo così tipicamente adolescenziale, alla sua ricerca di un posto nel mondo.

Linklater sembra avere la stessa umanità di Truffaut nel raccontare il mondo dei ragazzi, la stessa dolce malinconia. Il suo sguardo si è soffermato spesso sull’infanzia e l’adolescenza, cercando sempre di mantenere la giusta distanza, da una materia inevitabilmente incandescente.

Il film è un piccolo gioiello di leggerezza e verità, capace di rompere qualsiasi barriera tra cinema di finzione e cinema della realtà. La scrittura di Linklater evidentemente nasce da un’osservazione continua del piccolo mondo di provincia, dei suoi riti di passaggio, delle sue nevrosi e delle sue insoddisfazioni e si nutre probabilmente anche della vita dei suoi protagonisti, creando un cortocircuito fecondo ed elettrizzante.

La vita scorre senza soste e senza cesure in Boyhood ed i personaggi ti trascinano nella loro esistenza senza alcuna fatica: il film dura 164 minuti e nonostante un finale assolutamente perfetto, si vorrebbe restare con Mason Jr. e con la sua famiglia ancora a lungo.

Il viaggio di Boyhood si ferma al primo giorno di college del suo protagonista, ma è solo una sosta.

La vita continua.

boyhood-skip-crop

Annunci

Un pensiero riguardo “Boyhood”

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.