Oscar per il miglior film straniero: i concorrenti de La grande bellezza

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Come sempre accade, l’Oscar per il miglior film in lingua straniera è il più imprevedibile e controverso. I candidati partono tutti alla pari, la categoria è affollata di 70-80 titoli e le incognite sono moltissime. Talvolta accade che l’Academy premi il film giusto, com’è avvenuto per Una separazione di Farhadi o Amour di Michael Haneke l’anno scorso, ma molto più spesso sono stati scelti film di scarsissimo spessore, per lo più sconosciuti e di modesto valore, come Il falsario – Operazione Bernhard Il segreto dei tuoi occhi o Departures.

I principali candidati di questa edizione sono: The grandmaster di Wong Kar Wai, selezionato da Hong Kong, La bicicletta verde – Wadjda di Haifaa al-Mansour , scelto dall’Arabia Saudita, che sta andando benissimo in tutto il mondo dopo il debutto a Venezia nella sezione Orizzonti l’anno scorso, quindi Gloria di Sebastian Lelio, la scelta del Cile, che ha conquistato il premio per la miglior attrice all’ultimo festival di Berlino.

Ottime chance hanno anche Il sospetto del danese Vinterberg con Mads Mikkelsen nei panni di un maestro ingiustamente accusato di molestie, già premio per il miglior attore a Cannes due anni fa, il capolavoro cambogiano L’image manquante di Rithy Panh, vincitore di Un certain regard a Cannes, il canadese Gabrielle che ha vinto Locarno, Il caso Kerenes del rumeno Netzer, che si è imposto a Berlino ed Heli del messicano Escalante, premio a Cannes per la migliore regia.

In gara anche il francese Renoir di Gilles Bourdos, il belga commovente The broken circle breakdown,  il ritratto di Walesa di Wajda, visto a Venezia,  Borgman dell’olandese Alex van Warmerdam, in concorso a Cannes, , Ilo Ilo di Anthony Chen, An Episode in the Life of an Iron Picker del bosniaco Danis Tanović, già premiato con l’Oscar per No man’s land e Linhas de Wellington, di Valeria Sarmiento, passato a Venezia l’anno scorso.

AGGIORNAMENTO 1.10.2013

L’Iran ha scelto Le passé di Asghar Farhardi come proprio rappresentante: presentato a Cannes, dove ha vinto il premio per la migliore attrice, Berenice Bejo,  diventa immediatamente uno dei favoriti.

Ma si tratta davvero di un film iraniano? E’ prodotto in Francia con capitali francesi e anche italiani, sceneggiatura francese e ambientazione parigina. Gli unici iraniani sono il regista e l’attore Ali Mosaffa. Farhadi ha trionfato due anni fa con Una separazione ed è molto noto negli Stati Uniti, così come la Bejo, che era candidata per The Artist.

Il film uscirà negli Stati Uniti il 20 dicembre per Sony Pictures Classics. La BIM lo distribuirà in Italia lo stesso giorno.

Intanto la Russia ha selezionato il kolossal Stalingrad di Fedor Bondarchuk, il figlio dell’autore di Guerra e Pace, Oscar per il miglior film straniero nel 1968, mentre l’argentina il brutto Wakolda di Lucia Puenzo, visto a Cannes e l’Ungheria The Notebook di Janosz Szasz, tratto da un romanzo di Agota Kristof.

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