Dark Mirrors: gli episodi da non perdere della stagione 2019-2020

A cura di Alessandro Vergari e Fabio Radaelli

Tra le serie del 2019-2020, ci sono singoli momenti che hanno lasciato il segno nella memoria degli spettatori per la qualità della rappresentazione, per la capacità di essere in sé autoconclusivi, di rappresentare un racconto nel racconto a volte perfino migliore per qualità e compattezza della serie nel suo complesso. E’ un fenomeno diffuso, alimentato dalle modalità di produzione che prevedono la divisione del lavoro all’interno del team di sceneggiatori e l’affidamento di episodi specifici ad un regista specializzato in quel genere o portatore di una visione ritenuta particolarmente adatta alla rappresentazione.

Abbiamo quindi selezionato per voi alcuni episodi che riteniamo meritevoli di una visione a prescindere dalla serie a cui appartengono. Non fatevi spaventare: cercateli e guardateli, non vi serviranno altre informazioni per apprezzarli e non comprometterete l’eventuale, successiva, visione della stagione nel suo complesso.

Watchmen, produzione HBO trasmessa in Italia da Sky. La storia racconta le vicende di un gruppo di supereroi in un mondo distopico avvelenato dal razzismo e minacciato dalla sete di potere di pochi. Gli episodi A God walks into Abar che racconta la parabola di Dr. Manhattan e This Extraordinary Being con la storia di Giustizia mascherata sono due gemme, tra le cose più belle viste in tv negli ultimi anni. Se la storia di Giustizia mascherata ci permette di ripercorrere attraverso i secoli il perdurare nella società americana di pulsioni razziste, l’ottavo episodio A God walks into Abar propone una dialogo tra Mr. Manhattan ed Angela che travalica i limiti di spazio e tempo con un’audacia narrativa ed una perizia tecnica straordinarie.

Better Call Saul 5 distribuito da Netflix. Lo spin-off di Breaking Bad racconta la vicenda di Jimmy McGill (Bob Odenkirk) e del suo progressivo trasformarsi in un avvocato privo di scrupoli, Saul Goodman. Uno dei momenti più significativi di questa in-voluzione è quando Jimmy accetta di ritirare i soldi del Cartello della droga per pagare la cauzione del suo cliente Lalo Salamanca (Tony Dalton). Solo l’intervento di Mike (Jonathan Banks) riuscirà a salvarlo, ma a duro prezzo come vediamo nella coppia di episodi Bangman e Bad Choice Road. Fondamentali anche per l’evoluzione del rapporto tra Jimmy e la moglie Kim (Rhea Seehorn), questi due episodi ci forniscono un’ottima sintesi della poetica di Vince Gilligan fatta di nuvole che si muovono nel silenzio e di piccoli uomini che attraversano paesaggi aspri ed assolati, di campi lunghissimi alternati a primi piani espressivi con volti, come quello di Mike, che raccontano una storia per ogni ruga che li attraversa.

Killing Eve 3 distribuito da Tim Vision la terza stagione della serie ideata per BBC da Phoebe Waller – Bridge perde qualcosa rispetto alle precedenti, soprattutto in freschezza, ma mantiene un elevato standard di intrattenimento. In questa stagione la serial killer Villanelle (Jodie Comer) sente il bisogno di capire qualcosa di più rispetto a se stessa e per questo vuole tornare alle proprie radici compiendo un rocambolesco viaggio in Russia. Qui ritrova la madre e quella che potremmo definire una famiglia allargata. Il quinto episodio, Are you from Pinner? racconta in modo sintetico questo incontro, descrivendo una parabola che per qualche minuto ci illude sulla possibilità di un lieto fine. Al termine dell’episodio ci sentiamo più vicini a Villanelle e condividiamo una volta di più la sua rabbia distruttiva verso le forme di autorità tradizionali, non in quanto tali, ma in quanto incapaci di meritarsi la nostra fiducia ed il nostro rispetto.

L’amica geniale – Storia del nuovo cognome. Nella seconda stagione della serie di Saverio Costanzo tratta dai romanzi di Elena Ferrante le strade di Elena (Margherita Mazzuco) e Lila (Gaia Girace)sembrano allontanarsi, sia negli obiettivi che negli spazi fisici. La vacanza estiva ad Ischia rappresenta un momento per stare insieme, lontane dal rione, e per cercare di riannodare i fili di un rapporto quasi ossessivo nell’affetto, ma incrinato dalla competizione. Gli episodi ischitani, il quarto (Il bacio) ed il quinto (Il tradimento), sono separati dagli altri anche a livello stilistico dato che dietro alla macchina da presa c’è Alice Rohrwacher che conferire alla visione una prospettiva pienamente femminile. Anche in questo caso si tratta di due episodi che sintetizzano le qualità che hanno contribuito al successo della serie: la location affascinante, una vitalità esasperata ed a tratti violenta, la complessità dei rapporti familiari. Su tutto naturalmente, l’amicizia tra Lenù e Lila. Realizzata da Rai Fiction ed HBO, la serie è trasmessa da Tim Vision e da Rai Play.

Servant. Nell’episodio pilota, conosciamo la famiglia Turner. Sean (Toby Kebbell) e Dorothy (Lauren Ambrose), marito e moglie, sono belli, ricchi e affermati nei rispettivi campi professionali. Sean e Dorothy hanno avuto da poco un bambino di nome Jericho. È un quadretto familiare all’apparenza perfetto. Cosa manca? Solo una tata. Durante una sera di pioggia torrenziale, Leanne (Nell Tiger Free)bussa alla porta della splendida dimora dei Turner. La ragazza diciottenne è appena arrivata a Philadelphia dal profondo Wisconsin. Leanne è carina e servizievole, eppure qualcosa non quadra. Servant, serie di Apple Tv+ ideata da M. Night Shyamalan, getta gli spettatori nel cono d’ombra del “perturbante” di freudiana memoria. Il merito del regista di Signs sta nel dire e non dire, indicare e sottrarre. Dorothy, sguardo allucinato, sta cercando di superare una terribile depressione. Causata da quale trauma? Servant ci getta nel bizzarro universo delle reborn dolls e dei loro estimatori, sospesi tra alterazione della realtà e compiaciuta simulazione. Al termine della puntata, un vagito…

In difesa di Jacob. La serie Apple Tv+ segue le vicende di Jacob, ragazzino quattordicenne problematico, accusato dell’omicidio di un coetaneo. Nel quarto episodio, Damage Control, la famiglia è asserragliata in casa, come la maggior parte delle famiglie in tutto il mondo nel periodo in cui Defending Jacob veniva distribuito (parliamo di fine aprile / inizio maggio 2020). Le mura domestiche possono proteggere o stringere in una morsa. Quando la maldicenza dei vicini si trasforma in assedio le difese mentali della donna crollano. “E se fosse vero? E se mio figlio, così strano, così imperscrutabile, avesse commesso il delitto?” Pensieri da rimuovere. Intanto, però, Jacob è sottoposto da una psicologa scientifica ad un trattamento che ricorda alla lontana quello subito da Alex in Arancia Meccanica. Laurie (Michelle Dockery) e Andrew (Chris Evans), genitori divisi da sottili incomprensioni, scendono all’inferno. Quando Laurie pensa di aver trovato una confidente, per caso, al tavolo di un bar, la speranza si tramuta in sberleffo. Basterà l’adorata arte degli Impressionisti a salvarla dall’incubo?

Babylon Berlin 3. Quanto si fanno attendere i baci nelle serie tv? Per quello mitico tra Fox Mulder e Dana Scully abbiamo dovuto aspettare sette lunghissime stagioni di X-Files. Gereon Rath (Volker Bruch) e Charlotte Ritter (Liv Lisa Fries) sono stati relativamente più veloci. Nel nono episodio della terza stagione l’incantesimo si scioglie. Siamo alla festa di compleanno di Gräf, il fotografo gay stretto collaboratore del commissario di polizia. È quest’ultimo, dopo una breve insistenza degli amici, a prendere il microfono e a cantare, accompagnato da una fisarmonica. La canzone è dedicata al suo compagno. “Il tempo sfugge tra le dita / Non c’è minuto che ritorni” . Gereon e Charlotte si guardano, si sorridono, escono dalla stanza, si appartano in corridoio, si avvicinano, lui ha una ferita sulla guancia ancora fresca, lei ha lo sguardo radioso. Infine, si baciano. “La mia stella brucia in fretta / La felicità aspetterà domani / Tu sei tutto ciò che voglio / Fammi volare intorno al mondo / Entra e prendi la mia vita”. Il 1929 sta per chiudersi. Wall Street crollerà a breve e la Repubblica di Weimar entrerà in crisi irreversibile. Una tenerezza esplicita è solo un intervallo di felicità mentre l’onda nera incalza.

The Deuce 3. La coda dell’ultima e definitiva stagione della serie HBO è ambientata nel 2019, un salto temporale doloroso, una sequenza girata con taglio cinematografico. L’episodio è intitolato, brutalmente, Finish it. Vince Martino cammina nella nuova Times Square. Attorno a lui, i grattacieli scintillanti tolgono il fiato. Il cambiamento è stato radicale. Le bettole fatiscenti buttate giù, i papponi neri spariti. L’Hi-Hat, il locale di Vince, appartiene all’archeologia. La mafia si riconosce ormai per i colletti bianchi e non parla più il broken english sguaiato di una volta. Eppure, la nostalgia è più forte del nichilismo del presente. Il barista incrocia amici e parenti, spettri risucchiati dal progresso, e li saluta uno per uno. C’è chi è stata baciata dalla gloria tardiva e chi ha vinto cambiando pelle come (Abby è ancora viva o è un’allucinazione?). Qualcuno fluttua nel limbo della memoria con una pallottola in corpo, altri riemergono dalle onde del destino cinico e baro. Il duo Simon / Pelecanos ha colpito nel segno anche con The Deuce. La passeggiata nel regno dei morti è un finale degno di James Joyce. Infine la metropolitana, metafora dell’oblio urbano, inghiotte tutti.

Qui trovate le migliori serie dell’anno, per Dark Mirrors.

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