Cannes 2018. Everybody knows

Everybody Knows **

Laura and her children travel from Buenos Aires to the village where she was born, on a Spanish vineyard, to attend her sister’s wedding but unexpected events lead this gathering towards a crisis which exposes the hidden past of the family.

Il film di apertura del 71° Festival di Cannes è l’ottavo diretto dall’iraniano Asghar Farhadi, autore e sceneggiatore tra i più significativi del cinema mondiale, rivelatosi con About Elly e poi con il premiatissimo Una separazione, quindi capace di alternare progetti nel suo paese d’origine, come Il cliente, a produzioni europee prestigiose, come Il passato e questo Todos lo saben.

Il film è nato, secondo quanto ha raccontato lo stesso regista, da un suo lontano viaggio nel sud della Spagna. Dalla suggestione di un fatto di cronaca locale è nato prima un racconto, quindi una sceneggiatura, scritta in farsi e poi tradotta in spagnolo. Penelope Cruz e Javier Bardem, i due protagonisti, sono stati coinvolti nel progetto molti anni fa e i rispettivi personaggi sono stati scritti pensando a loro.

Tutto comincia con un matrimonio. Laura ritorna dall’Argentina al suo paese natale, in Spagna, perchè la sorella più piccola sta per sposarsi. L’accompagnano i due figli, l’adolescente Irene e il più piccolo Jorge, mentre il marito Alejando è rimasto in Sudamerica.

Nella grande casa familiare, nel centro del paese, vivono ancora l’anziano padre e la sorella più grande, che ha una figlia dell’età di Irene.

La famiglia di Laura ha perso quasi tutte le terre che possedeva. Il padre se l’è giocate a poker. Paco, il figlio del loro mezzadro, ha comprato da Laura, molti anni prima, un grande appezzamento, che ora ha trasformato in vigna.

La festa di nozze continua fino a tarda notte, ma dopo un blackout elettrico, nessuno riesce più a trovare Irene.  La ragazza è scomparsa. Sul cellulare di Laura arriva la richiesta di un riscatto, che nessuno però può pagare. Non la sua famiglia, che sopravvive grazie ad un albergo, che naviga in cattive acque, non suo marito Alejandro, che ha perso il lavoro da due anni.

Il rapimento scatena così cattiverie e veleni familiari, portando alla luce piccole e grandi ipocrisie. Il peso del passato, ancora una volta, sembra avere la meglio sugli sforzi dei protagonisti.

La serenità e la gioia del matrimonio sono solo una facciata dietro cui si celano segreti e bugie, che affondano in una aristocrazia terriera e di classe, che il tempo ha reso obsoleta, ma che non è mai stata dimenticata.

L’unico che può salvare Irene è infatti Paco. Ma perchè dovrebbe mettere a rischio la sua attività e il rapporto con sua moglie, per la famiglia di Laura, che l’ha sempre disprezzato e che lo considera ancora un usurpatore?

Come sempre Farhadi scava nel teatro familiare, svelandone paure e desideri più reconditi e inconfessabili, quando la tragedia irrompe nelle vite di tutti, portando ciascuno a fare i conti con se stessi e con la propria identità personale e familiare, con le proprie convinzioni religiose, con il peso dell’eredità di classe.

Per farlo questa volta ha scelto il sud della Spagna, una comunità piccola, contadina, arcaica e omertosa, chiusa in se stessa. Una comunità però in cui tutti sanno.

Tutti sanno e a poco a poco anche noi veniamo a conoscenza del fuoco che arde ancora sotto la cenere delle convenzioni.

Solo che Farhadi questa volta sembra forzare gli eventi. Nei suoi film, sempre magnificamente teatrali, nel senso più nobile del termine, il lavoro di scrittura è l’inizio e la fine di tutto. E’ attraverso la parola, che la verità a poco a poco si fa strada e mette in discussione quello che ci sembra di aver visto. Nei suoi film le immagini sono reticenti o traggono in inganno.

Ma Everybody Knows però è davvero troppo scritto. Si sente sempre la penna dello scrittore dietro a questi personaggi apparentemente mossi dal destino, in realtà giocati sempre meccanicamente, come burattini incapaci di vita propria. Il melodramma arriva sempre telefonato, prevedibile o fuori tempo. Non è un caso se, nella scena che vorrebbe essere la più drammatica del film, il pubblico sorrida invece di partecipare alle rivelazioni di Laura.

Questo perchè il cinema di Farhadi qui sembra farsi maniera, ancor più che in passato, e l’urgenza narrativa lascia il campo ad una certa stanchezza, che pare aver prosciugato la sua creatività, lasciandogli solo le armi spuntate del commediografo.

Armi troppo tradizionali e di genere, già usate mille volte e costrette ad esercitarsi sul vuoto. Il rovello morale, che di solito mette a disagio i suoi personaggi e consente di partecipare ai loro dubbi e alle loro scelte, questa volta non riesce davvero a muovere a compassione.

Neppure il contesto paesaggistico viene sfruttato con pertinenza, nonostante la fotografia inutilmente calda e luminosa di Alcaine, anche perchè i suoi sono sostanzialmente drammi realisti in interni e il contesto spagnolo si limita a puro sfondo da cinema turistico.

Siamo lontanissimi dalla necessità francese de Il passato, dove la condizione di straniero e la diversità linguistica e culturale venivano utilizzate sapientemente, per mostrare il disfacimento di una famiglia incapace di comprendersi e comunicare.

Se, come dice il poliziotto in pensione a Laura, i rapitori sono vicini a lei e la osservano, le loro motivazioni questa volta sono, alla fine, molto semplici e lineari.

E’ solo una questione di soldi. Soldi che fanno muovere il mondo, soldi sudati ed ereditati, giocati e perduti, soldi che distruggono le famiglie, dal loro interno, a poco a poco.

Tutto qui?

CREDITS

Asghar FARHADI – Director

Asghar FARHADI – Script / Dialogue

José Luis ALCAINE – Director of Photography

Clara NOTARI – Set decorator

Hayedeh SAFIYARI – Film Editor

Daniel FONTRODONA – Sound

Gabriel GUTIÉRREZ – Sound

Bruno TARRIÈRE – Sound

Javier LIMÓN – Music

CASTING

Penélope CRUZ – Laura

Javier BARDEM – Paco

Ricardo DARIN – Alejandro

Eduard FERNANDEZ – Fernando

Bárbara LENNIE – Bea

Inma CUESTA – Ana

Elvira MÍNGUEZ – Mariana

Ramon BAREA – Antonio

Carla CAMPRA – Irene 

Sara SÁLAMO – Rocio

Roger CASAMAJOR – Joan 

José Ángel EGIDO – Jorge

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