The Wolf of Wall Street: Jordan Belfort come Gordon Gekko?

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La storia è nota: Oliver Stone scrisse Wall Street ispirandosi alla perdita di valori di un mondo che conosceva bene, perchè il padre aveva lavorato a Wall Street tutta la vita.

Lui e Michael Douglas ritenevano Gordon Gekko un principe del male, uno squalo spietato che finiva dietro le sbarre.

In realtà Wall Street idealizzò la figura del broker e, complice la grande caratterizzazione di Douglas, Gekko divenne un modello, a cui tutti quelli che lavoravano nella finanza rampante degli anni ’80 e negli anni a seguire, finirono per ispirarsi.

Le sue battute sono rimaste proverbiali ed il suo motto “Greed is good” è diventato un mantra capace di giustificare ogni eccesso.

Lo stesso potrebbe accadere per The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, scritto da Terence Winter ed interpretato da Leonardo Di Caprio, a partire dalle memorie di un vero broker, Jordan Belfort.

Il film è descritto da tutti come eccessivo, rutilante, surreale persino nel descrivere l’overdose di amoralità, droga, sesso e corruzione in campo.

Scorsese ha invitato alla prima del film molti degli attuali “lupi di Wall Street” per testare le loro reazioni.

Steven Perlberg ne ha scritto un pezzo per Business Insider:

“Inquietante Belfort e ugualmente inquietante la reazione gioiosa che il pubblico ha avuto davanti al suo comportamento e ai suoi crimini legali.

[…] Jordan Belfort ha derubato molta gente e, per via dei titoli venduti a poco prezzo, molti di questi erano poveracci. Poi ha usato questi soldi per cocaina, zoccole, macchine e yacht.

[…] C’erano tanti esperti di finanza lì, dato che ci trovavamo nel distretto finanziario di Manhattan e c’era Wall Street nel titolo.

Quando Belfort – un tossicomane che poi tenterà di restare sobrio – strappa un cuscino del divano per prendere la sua riserva di cocaina, i presenti esultano. Quando si fa di sedativi Quaaludes e pippa per ritirarsi su, esultano ancora di più.

A un certo punto del film, gli agenti federali gli fanno indossare una cimice per incastrare altri della sua azienda e lui, parlando al Numero 2, dice: «Non incriminarti, indosso una cimice». Il pubblico è impazzito. Non fare la spia! Difendi la tua azienda!

Cari banchieri: prima cosa, non esaltatevi per un film. Potete ridere, ma non esaltarvi. Seconda cosa, sbellicarsi mentre Leo tenta di sottrarsi alle accuse dei federali non aiuta la percezione che l’America ha dei vostri valori sociali. 
Si spera che questo tipo di euforia sia limitata all’anteprima un po’ sbronza del Financial District (la Paramount ci ha offerto pop corn e Martini all’ingresso) perché sarebbe un vero peccato se Martin Scorsese avesse accidentalmente ispirato il futuro Jordan Belfort del mondo.”

 

 

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