Wonder Woman 1984: incassi deludenti per il film della Warner…

Come volevasi dimostrare.

Wonder Woman 1984, il secondo blockbuster della Warner Bros ad uscire nelle sale, dopo Tenet, ha avuto un debutto piuttosto modesto, nei pochi paesi in cui ha potuto farlo.

Con 38,5 milioni di dollari complessivi è rimasto lontano persino dalle previsioni, che prudenzialmente indicavano 60 milioni worldwide. Per un film costato 200 milioni solo in produzione e che ne avrà spesi un altro centinaio in promozione, l’obiettivo tradizionale del box office sarebbe stato quello di ripetere almeno gli 820 milioni di dollari incassati dal primo episodio, per conseguire un guadagno.

Numeri oggi francamente impensabili. Tenet si è fermato a 362 milioni complessivi, pur essendo uscito in un momento molto più favorevole, con sale aperte in tutta Europa.

In Cina in particolare, dove il cinema è tornato a buoni livelli dall’estate, WW84 ha incassato appena 18,8 milioni, lontanissimo dai 38 dell’apertura del primo film con Diana Prince e secondo dietro The Rescue che ha chiuso con 35 milioni.

Tuttavia anche in Cina questa settimana erano in sala solo 4 film in tutto.

La rabbia di Nolan e Villeneuve per le scelte di HBO Max è forse anche giustificata, ma insistere per uscite in sala, in un tempo in cui o le sale sono chiuse del tutto o non esiste più un pubblico disposto ad affollarle, è mossa francamente suicida.

Non accorgersene mi pare piuttosto miope: se si tratta invece solo di compensazioni economiche, su quello occorrerà che talent, operatori e industria trovino un nuovo accordo quadro.

Sul punto Steven Soderbergh è stato piuttosto chiaro, presentando Let Them All Talk, il suo nuovo film, proprio per HBO Max:

“I think there’s obviously a lot of emotion flying around about these issues right now, but I’ve looked as closely at the economics of all this as I possibly can, given the access that I have. There are just certain economic realities that you cannot wish away. I think in the case of Warner, you’ve got a scenario…These things have a shelf life. They’re expensive. When they work it’s because there’s timing involved. There’s a zeitgeist aspect to all of these things.”

“I think they’re looking at a scenario in which they either lose some money, or another scenario in which they lose a fuck-ton of money. That’s the decision. You’ve got to look at the next 12 to 18 months if you’re a studio. The fact is, there is not a theatrical-exhibition business that’s worth investing in [unless it’s] operating at 100% capacity. Any other version of it, you’re throwing your money away.”

Were there some issues regarding how this was communicated? Absolutely. But remember this: As soon as you call up the first representative of one of the actors or filmmakers to say, ‘Hey, we’re thinking about X,’ it’s all over town. They were in this weird situation where they wanted to do this thing. But they knew if they called one person to tell them they were even thinking about it, cat’s out of the bag, and the narrative’s out of your control. It was a really unfortunate situation. I know from experience, people can wrap their minds around change. Surprises, they don’t like that so much. This was obviously a big surprise for a lot of people. That’s the short answer.”

 

 

E tu, cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.