Lasciali parlare – Let Them All Talk

Lasciali parlare – Let Them All Talk **1/2

Il nuovo film dell’iperattivo Steven Soderbergh, il primo per la nuova piattaforma americana HBO Max della Warner, è stato girato ad agosto 2019 per due settimane a bordo della Queen Mary 2, una gigantesca nave da crociera, che fa rotta tra New York e Southampton in Inghilterra.

Il film è tratto da una sceneggiatura della scrittrice newyorkese Deborah Eisenberg, professoressa alla Columbia e compagna di Wallace Shawn.

Soderbergh ha però deciso di mantenere del copione originale solo il canovaccio, lasciando ai suoi interpreti la libertà di improvvisare i loro dialoghi. Come sempre il regista ha diretto sotto pseudonimo la fotografia, fatto da operatore utilizzando solo luce naturale e montato il suo film, con il solo aiuto di un fonico, durante le riprese.

Let Them All Talk racconta di una famosa scrittrice americana, Alice Hughes, convinta dalla sua nuova agente letteraria, Karen, ad affrontare un viaggio transoceanico verso l’Inghilterra, per ritirare un prestigioso premio letterario.

L’onore è massimo, ma Alice non vuole prendere l’aereo e allora Karen decide di offrire a lei e ad un piccolo gruppo di suoi amici, una traversata in crociera.

Con Alice viaggeranno due compagne dei tempi dell’università, Roberta e Susan, e il nipote Tyler, a cui la zia affida il compito di far divertire le amiche, perchè lei dovrà passare il suo tempo a scrivere il nuovo romanzo e il discorso d’accettazione del premio.

Anche Karen si imbarca sulla Queen Mary 2, per cercare di capire, grazie all’ingenuo Tyler, a cosa sta lavorando la Hughes, che è riservatissima e in ritardo sulla consegna del suo nuovo libro: la casa editrice e molti suoi lettori sperano sia il seguito di un suo famoso romanzo di gioventù, premiato col Pulitzer, che lei però non ama per nulla.

Sulla nave si è imbarcato anche il famosissimo scrittore di thriller Kelvin Krantz, che Roberta e Susan venerano e che si rivelerà un vero gentleman.

Ma durante il viaggio le tensioni accumulate e irrisolte nel corso degli anni guasteranno i rapporti tra le amiche, mentre tra Tyler e Karen sembra nascere un rapporto di complicità sempre più stretto e un misterioso e distinto afroamericano sembra entrare ed uscire dalla suite di Alice.

Il viaggio verso l’Inghilterra assume un significato diverso per ciascuno dei personaggi.

Alice ha un segreto, che non può rivelare e deve confrontarsi con un blocco, che non riesce a superare e che affonda il suo nuovo lavoro.

Roberta ha avuto una vita deludente, forse a causa proprio del famoso romanzo di Alice e si aspetta un risarcimento o almeno di incontrare l’uomo dei sogni, possibilmente ricchissimo, proprio sulla nave.

Susan trova il modo di mettere a frutto il suo attivismo con i detenuti e le conoscenze acquisite sul campo, anche grazie all’incontro con Kranz.

Karen, messa alle strette dalla casa editrice, riesce a cambiare la sua posizione, evitando il disastro finale.

Per il giovane Tyler è più complesso, perchè la sua avventura romantica è solo un’illusione, ma sarà forse il più fortunato di tutti, a fuochi finiti.

Il film si muove leggero, lasciando intravedere a poco a poco le sue forme: punteggiato significativamente dalle immagini di tutti coloro che lavorano all’interno della nave, quasi a segnare un contrappunto tra la vita annoiata e meschina dei privilegiati passeggeri e quella operosa di chi invece consente all’enorme gigante del mare di compiere il suo viaggio, Let Them All Talk torna su uno dei rovelli che più angosciano gli scrittori: il confine tra arte e vita, la manipolazione delle storie altrui, la realtà che traspare dietro le pagine scritte.

Quante volte accade che mogli, mariti, amici, amanti rinfaccino a chi ha sublimato le loro miserie umane creando letteratura, i propri fallimenti, i propri risentimenti.

E’ accaduto spesso a Philip Roth, come a molti altri, che non si occupano di science-fiction. Ed è quello che accade anche a Alice Hughes: tutti vogliono qualcosa da lei, ma alla fine spiazzerà ogni attesa.

Il film è una commedia amara, divertita e divertente, quasi un Woody Allen minore, con lo stesso compassato ritmo jazzistico e le stesse interpreti fenomenali: Diane Wiest, Candice Bergen e Meryl Streep giocano un campionato a parte e la loro presenza basterebbe a raccomandare il film, ma anche i giovani Gemma Chan e Lucas Hedges se la cavano piuttosto bene nelle lunghe e platoniche notti assieme.

Il film parla di tradimento, di morte, di eredità ma lo fa con modi gentili, creando un’intimità quasi teatrale che fa dimenticare qualche raccordo forzato, qualche incertezza drammatica, qualche sfocatura nei toni. Let Them All Talk resta un piccolo esperimento in punta di penna, sottile e malinconico, come uno dei tramonti che la nave offre ai suoi passeggeri.

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