Il destino incerto del cavaliere oscuro, tra Ben Affleck e Matt Reeves…

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Nonostante l’ultimo Batman v Superman: Dawn of Justice fosse tutt’altro che il disastro annunciato dai critici oltreoceano, una delle cose più apprezzate da tutti era stata l’interpretazione di Ben Affleck, nei panni di Bruce Wayne.

Il suo sguardo liquido, il suo fisico imponente e il suo sorriso sornione si sposavano alla perfezione con l’immagine del miliardario donnaiolo e del vigilante mascherato e vendicativo, che da sempre compongono le due facce del cavaliere oscuro.

La Warner e la DC hanno cercato quindi di massimizzare il lavoro di Affleck, impegnandolo in un cameo già per Suicide Squad e quindi come co-protagonista del prossimo film sulla Justice League, accanto a Wonder Woman, Aquaman, Flash e Cyborg.

Ma siccome il ferro va battuto finchè è caldo, la Warner ha subito commissionato proprio ad Affleck e a Geoff Johns, il capo, con Jon Berg, del nuovo universo della DC, una nuova sceneggiatura, per un ritorno in solitaria di Batman, in modo da raccogliere il testimone, lasciato da Christopher Nolan, con la fine della sua trilogia.

Affleck era nel frattempo impegnato nella post produzione del suo La legge della notte e sul set della Justice League.

Il flop inaspettato e doloroso del film tratto dal romanzo di Lehane e la fatica di vestire il pesante costume nero ancora una volta, hanno però spinto Affleck a rinunciare, in un primo momento, alla regia di The Batman e, quindi, a mettere in dubbio persino la sua partecipazione al film, nei panni di Bruce Wayne.

Tutto questo, mentre la Warner comunicava di essere in trattative con l’esperto Matt Reeves (Cloverfield, Blood Story, Apes Revolution e il prossimo The War – Il pianeta delle scimmie) per la regia del nuovo film.

E’ solo un momento di sconforto, per quello che la Warner immaginava come il volto iconico del suo rilancio? O è forse una nuova svolta nella carriera di Ben Affleck, che ha cominciato con l’Oscar per la sceneggiatura di Will Hunting, è passato per le commedie romantiche e i film d’azione e il purgatorio del cinema indie, prima di ritornare al grande cinema d’autore e alla regia, coronando con un secondo Oscar per Argo, un percorso di ascesa, caduta e rinascita, così tipicamente americano?

Lo sapremo presto: non prima tuttavia che Reeves abbia lavorato – come suo solito – al copione del film, che nel frattempo è passato anche per le mani del premio Oscar, Chris Terrio.

Il futuro dell’universo cinematografico della DC non può prescindere dal giustiziere di Gotham: questo ormai è evidente…

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