Piccolo memorabile capolavoro firmato da Kore Eda, Look Back è la storia di due bambine, ossessionate dal disegno e dai manga fin dalla scuola primaria. Il destino le farà incontrare, le loro scelte le porteranno a prendersi cura l’una dell’altra e a condividere un imprevedibile successo ancora adolescenti.
A dieci anni Ayumu Fujino pubblica ogni mese le sue strisce sul giornalino scolastico, suscitando l’ammirazione dei compagni e degli insegnanti. Almeno fino a quando la misteriosa Kyotomo, che frequenta la scuola da casa, non sembra superarla per precisione del disegno e originalità d’ispirazione.
Questo spinge Ayumu a studiare forsennatamente i manuali di disegno, di anatomia, di paesaggio e a esercitarsi senza sosta per migliorare il tratto e la tecnica.
Il desiderio di competizione la porta a tralasciare le amicizie, lo studio delle materie scolastiche, lo sport. Fino a che, nell’ultimo anno, decide di smettere di disegnare.
Invitata dal suo professore a consegnare a Kyomoto il diploma che la bambina non ha ritirato a scuola, Ayumu si presenta a casa sua, scoprendo non solo l’identica ossessione della sua rivale, ma anche la venerazione che quest’ultima prova nei suoi confronti.
L’incontro spinge Kyomoto a uscire dalla sua stanza, a frequentare la casa di Ayumu, dove le due condividono il sogno di vincere un concorso per manga. Dopo un anno di lavoro assieme il loro sogno diventa realtà. La rivalità si trasforma in una collaborazione feconda, in cui ciascuna può esprimere il meglio di sè.
L’amicizia tra le due è totalizzante. Attraverso gli anni pubblicheranno molte storie autoconclusive con lo pseudonimo di Kyo Fujino.
Il film di Kore Eda è davvero attraversato dalla grazia. Il racconto della crescita e dell’emancipazione delle due protagoniste, tavola dopo tavola, è un’esperienza magica.
La passione che le anima si alimenta del desiderio di migliorarsi costantemente, spingendo ciascuna a mettere in discussione e a testare i propri limiti e le proprie idiosincrasie, soprattutto personali.
Kyomoto in particolare si aprirà al mondo, alla possibilità dell’incontro, anche nei temuti spazi pubblici, sempre accanto ad Ayumu.
La loro separazione diventa così un segno evidente della verità del loro percorso, che non sacrifica le rispettive individualità, ma le esalta e le sublima.
La dimensione privata e intima e quella pubblica e artistica si alimentano l’una dell’altra e Kore Eda riesce a rendere perfettamente quel momento misterioso in cui l’ispirazione si trasforma in prova d’artista.
Look Back è al contempo un grande film sul prendersi cura di chi ci sta accanto, alimentandone le passioni, condividendone i dubbi e le paure, costruendo un dialogo che non si esaurisce mai.
E quando il tragico fa capolino improvvisamente nella commedia, il film riesce a rimanere onesto e profondamente commovente.
La fantasia inarrestabile di Ayumu la spinge ad immaginare un’impossibile realtà alternativa, che prende ad un certo punto le forme di un anime, ma è solo un’illusione nel momento più sentito del rimpianto e del ricordo.
Limpido e appassionato, figlio di una sensibilità che Kore Eda ha coltivato nella sua lunga e luminosa carriera, Look Back è sempre alla distanza giusta dalle sue meravigliose interpreti, colte sovente di spalle, curve sul foglio da disegno o sui grandi tablet digitali, nel tentativo di dare forma animata al loro dialogo creativo.
Il film è la trasposizione del manga omonimo di Tatsuki Fujimoto – il celebre autore di Chainsaw Man – già adattato per il cinema con un anime del 2024. Il regista l’ha scoperto e letto per caso, colpito dalla copertina che ritraeva la protagonista di spalle e ha poi deciso di dirigerne la versione cinematografica intuendo la “determinazione disperata [dell’autore] di non poter più semplicemente andare avanti, senza prima partorire un’opera che significava tanto per lui”. Un sentimento condiviso dallo stesso Kore Eda nei quindici anni in cui aveva lavorato al seminale Nobody Knows.
Natsuki Deguchi e Aju Makita, interpretano Ayumu e Kyomoto da adolescenti, mentre Furi Nanase e Rokka Okada, compagne di classe anche nella vita, le interpretano da bambine.
Indimenticabile.

