Arrested Memory ***
L’ispettore Lee della polizia di Taipei guida una squadra di fedelissimi uomini. Impegnati a smascherare il traffico di droga di un’organizzazione criminale, riescono a sapere che il luogo dello scambio dell’ultima partita sarà un bar aperto anche di notte.
Solo che Lee comincia a sperimentare gli effetti di una inarrestabile perdita di memoria a breve termine.
L’operazione si rivela un disastro e la sua intera squadra viene decimata.
Quando rapiscono il figlio di un potente industriale giapponese, i nuovi colleghi affidano a lui le indagini, ignari della sua condizione.
Impostato lo scambio, Lee impersona il magnate, solo che si dimentica dell’operazione stessa e non consegna la valigia col denaro, mettendo in moto un meccanismo tragicomico di inseguimenti, tra i suoi colleghi e la famiglia del rapito, che temono abbia fatto il doppio gioco, i rapitori che cercano i soldi e i trafficanti di droga che vogliono essere pagati per il carico rubato sulla scena della prima operazione.
Il film di Sabu, a lungo attore (Ichi the Killer, Silence), è un piccolo gioiello di ironia e azione, pieno di momenti irripetibili e surreali, destinato a un lieto fine che risolve tutte le contraddizioni e il caos provocato dalla mente del protagonista, spesso inconsapevole di se.
Tuttavia l’istinto del detective rimane immutabile, così come la memoria delle arti marziali di cui è maestro. Entrambi gli saranno utili per salvarsi e portare a termine l’incarico nel modo più rocambolesco possibile.
Arrested Memory è un divertissement intelligente e competente, godibilissimo ed entusiasmante, destinato al grande pubblico degli appassionati dell’action orientale, ma capace di slanci di tenerezza e di derive sentimentali che contribuiscono al pastiche su cui è costruito.
Da non perdere.
