Sense8: amor vincit omnia

Nell’episodio finale si delinea la risposta che i valori della tolleranza e della libertà possono esprimere di fronte alle regressioni culturali e alla chiusura verso le diversità che emerge oggi, negli Stati Uniti come in Italia.

Ti rimane una sensazione di caldo sulla pelle. La stessa di tanti episodi precedenti. Alla fine è questa la risposta alla domanda che in molti si sono posti: “Ne valeva la pena”?

Noi diciamo di sì.

Sì, ma non tanto per avere risposte sulla fuga di Wolfgang o sulla fine di Whispers o per sapere qualcosa di più sulla storia della BPO e nemmeno per scoprire se Kala sceglierà di stare con Raja o con Wolfgang. Niente di tutto ciò è rilevante. Sono ancora una volta le relazioni, i valori e soprattutto i sentimenti (“We live in a world that distrust feelings” dice Ammanita) ad essere la parte più significativa dell’episodio finale.

Amor vincit Omnia, come i momenti migliori delle due stagioni precedenti raggiunge lo spettatore quando cerca di emozionare più che quando cerca coerenza e consequenzialità.

La capacità della musica di sposarsi con il montaggio, la qualità visiva della fotografia che valorizza al meglio le riprese in esterno, la bravura degli attori e la straordinaria coesione che si è andata creando tra di loro, la qualità delle scene d’azione sono tutti elementi che i fan ritroveranno e che li faranno sentire di nuovo a casa.

Nonostante questo, era lecito aspettarsi qualcosa di più.

È stata proprio la ricerca di spiegare, chiarire, definire che ha fatto perdere minuti preziosi, intorbidando le acque, almeno per la prima parte dell’episodio. Il calore sulla pelle lo abbiamo sentito a partire dal viaggio in treno e poi in auto verso Napoli, con la musica dei Depeche Mode ascoltata e condivisa da tutti i ragazzi e dai loro amici che li hanno raggiunti da ogni parte del mondo.

Uno dopo l’altro abbiamo ritrovato infatti Rajan, poi il detective Mun che corre in aiuto di Sun, Felix, l’amico d’infanzia di Wolfgang e anche Diego, il collega, nonché migliore amico di Will Gorsky. Si aggiungono ad Amanita e Bug che hanno seguito Nomi e ad Hernando e Dani che sono con Lito. Nel proseguimento della puntata, nel corso del matrimonio tra Amanita e Nomi, ci saranno anche numerosi altri personaggi minori che assisteranno alla cerimonia, dando veramente all’esplosione di gioia e di festa quel senso di coralità che è poi una caratteristica fondamentale della serie.

Nella parte iniziale ambientata in Francia, la vicenda ci è apparsa troppo sfilacciata e poco incisiva. Ancora una volta il passato della BPO, con le vicende di Angelica e della sua cerchia, Jonas, Whispers a cui poi si aggiunge la figura del Presidente, seguendo un modello per cui c’è sempre un personaggio più cattivo dietro (o sopra) al villain che abbiamo conosciuto e combattuto, ci sono sembrati poco convincenti. Alla fine, diciamocelo, la storia della BPO, e della figlia di Ruth El-Saadawi che la vuole riformare e che chiede di uccidere Whispers e della madre della cerchia del villain che compare in una fantomatica zona franca (Lacuna) non ci lasciano altro che un senso di accumulo confuso e di involuzione della trama su se stessa. Anche cronologicamente, dato che sono per lo più avvenimenti legati al passato.

Certo la curiosità dello spettatore, stuzzicata durante le precedenti puntate, andava in qualche modo saziata, ma la funzione della BPO è rappresentare una polarità negativa e la svolge senza la necessità di approfondire e sviluppare trame e sotto trame che sottraggono tempo ed energie ad altri sviluppi. Basti pensare ad un personaggio come Lito, così rilevante sotto diversi aspetti nelle due stagioni dello show, che viene profondamente limitato per evidenti limiti temporali in questo episodio finale. Per molti aspetti, la sua permanenza nell’appartamento di Parigi è anzi piuttosto macchiettistica. O anche la scelta, da parte di Raja, di accettare il rapporto tra la moglie, Kala, e Wolfgang: una situazione del genere richiede tempo per essere metabolizzata: è tutto troppo facile e scontato per essere credibile, soprattutto tenendo conto della cultura da cui proviene il giovane e del suo profondo amore verso l’affascinante sposa.

E’ evidente che non è possibile condensare in un episodio, per quanto di due ore e mezzo, quanto immaginato per tre stagioni: la durata complessiva dello show era infatti inizialmente articolata in cinque stagioni. Se il salto nel passato di Wolfgang ha però una funzione importante per comprendere meglio il personaggio e la sua evoluzione , lo stesso non vale per la BPO e per le attività della cerchia di Angelica.

Proprio la figura di Wolfgang ci sembra aprire uno squarcio su una prospettiva diversa rispetto al passato: il suo amore è un amore resistente, che non esita ad impugnare le armi e a combattere per difendere chi ama, fin da bambino. Lo stesso concetto viene ripreso da Bodhi “That neutrality in the face of such evil is complicity” insomma ci sembra di scorgere in queste parole e in questi toni, partendo dal medesimo messaggio che ha caratterizzato le prime serie, una nuova urgenza. Sono cambiati i tempi ed ora serve qualcosa di più, un maggiore coinvolgimento.  Una testimonianza attiva.

E’ l’America di Trump: ora è necessario assumersi in pieno la responsabilità di lottare per i valori in cui si crede. Un messaggio che peraltro compare anche in altre serie Tv, basti pensare alla seconda stagione de Il racconto dell’ancella, così diversamente sensibile alle stesse tematiche di difesa della diversità di genere. I valori che nella società del tempo di Obama potevano essere solo celebrati, ora vanno difesi con le unghie e con i denti. Proprio come hanno fatto i fan con questa serie.

Sembra che la consapevolezza di dover scendere in campo, impegnarsi e sporcarsi le mani sia ormai pienamente diffusa tra gli intellettuali. Non è tempo di restare isolati, ma di connettersi. E questo non vale solo per gli Stati Uniti, ma ora e sempre per tutti i luoghi in cui l’odio e la divisione prevalgono sulla tolleranza e la ricerca di quello che ci accomuna.

Non dobbiamo temere, le sorelle Wachowski ci credono e noi con loro: alla fine, Amor vincit omnia.

Per informazioni sulla serie un ottimo strumento, anche se in lingua inglese, è: sense8.wikia.com 

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