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Fuocoammare fuori dalla shortlist per il miglior film straniero

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In fondo aveva ragione Paolo Sorrentino, che contestò, da componente della giuria dell’ANICA, la scelta di candidare agli Oscar per l’Italia – nella categoria del miglior film straniero – un documentario.

L’Academy ha sempre rispettato rigidamente la divisione in categorie ed ha sempre distinto fiction e documentari: non aveva molto senso forzare una scelta controcorrente.

La shortlist dei nove film ancora in gara, comunicata ieri sera, infatti ha escluso Fuocoammare di Gianfranco Rosi, mentre il film è tuttora in gara nella categoria del miglior documentario.

Ma l’esclusione di Rosi non è certo quella che fa più rumore perchè due dei favoriti di stagione, lo straordinario Neruda di Pablo Larrain e la commedia anticonformista di Paul Verhoven, Elle, con Isabelle Huppert, sono rimasti clamorosamente fuori dai nove finalisti, nonostante il trionfo critico di questi mesi e la possibilità che la stessa Huppert strappi una candidatura come miglior attrice.

La storia del premio al miglior film straniero è nota per le esclusioni clamorose ed eccellenti, ma negli ultimi cinque anni, l’ennesima riforma delle modalità di voto aveva garantito scelte più plausibili e condivise, garantendo la vittoria ad un pugno di film decisamente rappresentativi della migliore produzione internazionale. Da Una separazione a La grande bellezza, da Amour a Il figlio di Saul, l’albo d’oro dei vincitori si è arricchito di film e autori importanti.

I nove finalisti di quest’anno comprendono certamente alcuni dei film più apprezzati della stagione, a cominciare dal tedesco Toni Erdmann di Maren Ade, al Grand Prix di Cannes del canadese Dolan, E’ solo la fine del mondo, appena uscito in Italia, dal bellissimo Tanna, vincitore del Lake Como Film Festival, dopo aver debuttato a Venezia 2015, quindi Il cliente dell’iraniano Farhadi e Paradise di Andrei Konchalovsky, anch’esso reduce dal Lido.

Meno convincenti le presenze di ben tre film nordici: il danese Land of Mine, il norvegese The King’s Choice e lo svedese A man called Ove.

Chiude la selezione lo svizzero La mia vita da zucchina, in gara anche tra le migliori animazioni.

Il 24 gennaio sapremo chi tra questi nove sarà selezionato per le cinque nominations.

Australia, “Tanna,” Bentley Dean, Martin Butler, directors
Canada, “It’s Only the End of the World,” Xavier Dolan, director
Denmark, “Land of Mine,” Martin Zandvliet, director
Germany, “Toni Erdmann,” Maren Ade, director
Iran, “The Salesman,” Asghar Farhadi, director
Norway, “The King’s Choice,” Erik Poppe, director
Russia, “Paradise,” Andrei Konchalovsky, director
Sweden, “A Man Called Ove,” Hannes Holm, director
Switzerland, “My Life as a Zucchini,” Claude Barras, director

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