The Avengers batte ogni record: 200 milioni nel primo weekend americano

Hulk spacca.

Anche gli altri Vendicatori non sono da meno.

E nel primo weekend americano segnano un record strabiliante, abbattendo la barriera dei 200 milioni di dollari in 3 giorni. Precisamente 207 milioni. Superati Harry Potter 8, The Dark Knight e Hunger Games.

Sommati ai 440 milioni raccolti nel mondo, fanno una cifra già notevole, destinata a salire ancora nelle prossime settimane.

La barriera del miliardo globale non è così lontana.

Il resto del box office è come prosciugato dalla potenza di fuoco del campione della Marvel. Nessun altro film raggiunge la doppia cifra per incassi. Hunger Games raccoglie altri miseri 5 milioni per un totale di 380. Notevole, ma già passato in secondo piano.

In Italia il weekend se lo aggiudica la reunion di American Pie (2.36 milioni di euro), che di un soffio batte i Vendicatori (2,36 milioni), arrivati ad un totale di 14, dal 25 aprile.

Hunger Games sfiora il milione nei tre giorni, confermando di non aver alcun appeal sugli adolescenti italiani, che invece hanno affolato le sale dove si proiettavano i raffinati prodotti di cui sopra.

Al quarto posto Woody Allen, con 607.000 euro ed un totale di 7.1 milioni. Non male davvero per un film che tutti hanno stroncato.

Il resto è rumore di fondo…

Proprio in questi giorni si è celebrato sulle pagine di alcuni giornali l’ennesimo funerale del cinema italiano… e del cinema in Italia: meno 12 % sui primi quatto mesi del 2012 e la quota di mercato del prodotto nazionale scesa a poco più di un terzo del totale.

L’avevamo pronosticato con largo anticipo. La miopia dei nostri produttori ha rapidamente saturato l’offerta delle solite commedie con comici televisivi, che in tempi di crisi si attendono volentieri sul piccolo schermo. Il fenomeno si è velocemente esaurito, lasciando macerie. A questo si aggiunge la sciagurata politica distributiva, che ha favorito la dismessione delle sale di città a favore di multiplex più interessati a vendere bibite, popcorn e caramelle che buoni film, provocando come corollario la dissoluzione del pubblico più esigente e la frustrazione dello spettatore adulto.

Si è scelto scientemente di selezionare come pubblico privilegiato del nostro cinema quello adolescente (o adolescenziale), lobotomizzato dalla tv, poco acculturato e senza troppe pretese in campo cinematografico: il risultato che abbiamo ottenuto è sotto gli occhi di tutti.

Gli incassi languono: nemmeno ottimi film come Diaz, Il primo uomo e Romanzo di una strage riescono più a trovare il loro pubblico. Escono in poche sale, senza troppa enfasi, finiscono per incassare meno di quanto potrebbero.

I francesi hanno investito in un’industria culturale che rende, è diversificata e competitiva ed hanno creato un mercato interno che garantisce produzioni ricche e idee ambiziose. Sono oggi la più grande potenza del continente in campo cinematografico.

Gli Stati Uniti sembrano sempre in crisi, ma poi riescono ad imporre la loro forza sull’immaginario collettivo globale, come dimostrano i casi di Hunger Games e The Avengers, in attesa di The Dark Knight Rises, del nuovo Spider-man e di Prometheus.

Non ci resta che piangere?

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